Elena Ferrante

Autore: Elena Ferrante Editore: Edizioni e/o

Pagine: 213 

Genere: Narrativa

Anno Pubblicazione: 2002 

“Un pomeriggio d’aprile, subito dopo pranzo, mio marito mi annunciò che voleva lasciarmi.Lo fece mentre sparecchiavamo la tavola.”
E’ la storia di Olga una donna, una mamma, una moglie, ancora giovane, che fino a quel momento ha vissuto una vita dedita alla famiglia e alla casa. Lei che per amore aveva deciso di non lavorare più, di non scrivere più, e seguire il marito per lavoro, abbandonando le sue radici, trasferendosi al nord, a Torino, città per lei fredda e senza colori.

E’ stato un libro moralmente difficile da comprendere, perché di solito i protagonisti sono i nostri eroi, quelli che superano le difficoltà, che ci aiutano a rimetterci in piedi, ma Olga non è così, nel momento in cui Mario, il marito, le comunica la sua decisione, cade nel baratro della disperazione, della paura, del tormento, ma anche delle paranoie. 

Si trasforma in una donna diversa, trascura la casa, i figli, litiga e si infiamma con chiunque, il suo linguaggio curato di donna colta si evolve in maniera negativa, diventa scurrile senza il minimo imbarazzo, il sesso diventa sporco e senza amore.

Ma le cose peggiorano quando il marito le dice:
” …è come se stessi precipitando. Ho paura delle ore, dei minuti. Il corpo diventa come un contatore…un contatore della vita che se ne va lasciando una scia di angoscia”
Mario aveva un’altra donna, una giovanissima donna!

La reazione di Olga è al limite dell’esasperazione, non reagisce più alla vita, non le importa più nulla, né i figli né se stessa e si lascia andare all’odio e all’ aberrazione morale.

Io non sono riuscita certo ad immedesimarmi in lei, per me una reazione del genere è assurda quanto irragionevole. Avrei urlato “ datti una mossa, reagisci, fregatene”, ma la perdita di un amore può farci impazzire a tal punto che perdiamo il contatto con la realtà, con le nostre stesse certezze.

Questo è quanto è successo ad Olga, il presente si mescola con il passato e prendono il sopravvento i ricordi dell’ infanzia, in cui tutti giudicavano tutti, dove le donne abbandonate erano “le poverelle” lasciate dai mariti e oggetto di continui pettegolezzi da quartiere.

Lei stessa diventa “La Poverella”.

Ora vi chiederete: ” Olga si riscatterà o i suoi gesti disperati la porteranno ad un punto di non ritorno?” 
Mario potrebbe diventare ”una scheggia del suo passato, una macchia, come un’impronta che una mano ha lasciato anni addietro su una parete”?

Questo libro è una scarica elettrica di sentimenti, buoni e cattivi; ti fa amare e odiare la protagonista.
“I giorni dell’abbandono” ti attraversa l’anima, ti fa rimettere in discussione il tuo modo di essere e di pensare.

APPROFONDIMENTI
La trasposizione cinematografica si deve a Roberto Faenza nel 2005, curandone la sceneggiatura con Diego De Silva e interpretato da Margherita Buy e Luca Zingaretti. 
L’AUTRICE – Elena Ferrante è una scrittrice italiana, nata e cresciuta a Napoli; ha fatto studi classici e fra i suoi autori preferiti cita Elsa Morante. È opinione diffusa che il suo nome sia in realtà uno pseudonimo, per quanto tale ipotesi non sia in alcun modo accreditata dalla scrittrice stessa e non sia avvalorabile.

2 risposte a "Elena Ferrante"

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