Marco Chiaravalle

Scusate, non c’è niente da vedere 

di Marco Chiaravalle

 

Il romanzo di esordio di Marco Chiaravalle, in self publishing, ci trasporta nel paese delle meraviglie, attraverso personaggi veri o presunti, ci accompagnano in un viaggio tra sogno e realtà, dove il sogno si insinua nella realtà a tal punto che tutto quello che vediamo non sempre è quello che è…

Marco Bandini è alla presentazione del nuovo libro di un suo amico, e tra applausi e congratulazioni, ecco che prende vita il suo primo sogno con Mike Meyers protagonista del romanzo noir a cui stava lavorando e che non ha mai terminato.

Mike lo accompagnerà lungo il suo tragitto come un angelo custode, per consigliarlo e proteggerlo.

Ma da cosa Marco deve essere protetto? Forse da se stesso, dalle sue stesse paure, dalle sue debolezze?

Un viaggio onirico attraverso la tana del Bianconiglio, tra realtà e immaginazione, tra passato e presente, tra dramma e comicità, un libro nel libro, una sorta di salto spazio-temporale, in cui si alternano personaggi bizzari e ambigui, ma tutti con qualcosa da dire.

Si affrontano temi centrali: uno legato alle comunità dei campi rom, uno alla grande tragedia de L’Aquila, che l’autore ha voluto evidenziare, quasi come atto dovuto, per non dimenticare:

 

“ non sono le storie di qualcun altro: queste storie sono anche le nostre storie.

E fate bene attenzione che non è un terremoto che uccide un popolo. Un popolo viene ucciso quando la sua storia viene dimenticata. E per far sì che non accada mai, continuate sempre a raccontarla.”

e infine emerge la difficoltà per molti autori esordienti di pubblicare i loro lavori…

E’ un romanzo di crescita che ha molto da dire, parliamo naturalmente di un autore alla prima esperienza e autopubblicato, senza editor o altre guide, ma credo che come inizio sia molto positivo.

D. Marco grazie per essere intervenuto e ti chiediamo subito:

come è nato Marco Bandini? E quanto di Marco c’è in te?

R:Innanzitutto grazie a te, per avermi invitato.

 Marco Bandini ha preso il nome da me( e buona parte del suo caratteraccio), mentre il cognome gliel’ho dato pensando al Bandini di Fante e al suo capolavoro “Chiedi alla polvere” che, tra l’altro, ritorna anche nel mio libro in più di un’occasione. Naturalmente le vicende che accadono a Marco, come i personaggi che incontra, sono completamente frutto della mia fantasia, nulla di tutto quello che vi è narrato nel romanzo mi è mai accaduto nella vita.

 

D: Hai lasciato un finale aperto, ci sarà un seguito?

R: No, benché questo romanzo faccia parte di una “trilogia onirica”, saranno tre storie diverse con tre protagonisti differenti, il sogno come motivo ricorrente e una favola che accompagnerà i vari romanzi durante la narrazione. So che chi ha letto il libro si è affezionato a Bandini, ma non lo rivedrà più. Più che finale aperto ho lasciato libera interpretazione da parte del lettore(in una nota a inizio epilogo su wattpad dico che il finale è uno solo, che io so e che mai vi svelerò) e devo dire che, finora, i lettori sono riusciti a trovarne sette diversi: uno più bello dell’altro che ora qui, per non spoilerarvi nulla, non posso dire.

D: per te questo è stato un libro di denuncia contro le cosiddette caste editoriali?

R: Non solo contro le caste editoriali, ma anche contro il malgoverno, la disoccupazione, le discriminazioni razziali. C’è un po’ di tutto, insomma. Per quanto riguarda molte CE trovo ridicolo che in un periodo nel quale molti pazzi parlano di “alzare muri”, in cui vi è un abbrutimento dell’animo umano, sempre pronto a puntar il dito contro lo “straniero”, perenne capro espiatorio dei malgoverni che “guidano” la nostra gente, queste(non tutte, ovviamente e per fortuna, ma molte), che dovrebbero essere loro stesse fautrici della cultura ed esser le prime a buttare giù quei muri, innalzano muri a loro volta. Su quante pagine di varie CE si legge che “per i troppi manoscritti non se ne prendono in considerazione di nuovi” per periodi lunghissimi… spesso anni? Una CE molto importante, della quale non faccio il nome adesso, è da sei anni che sui suoi “contatti” riporta questo messaggio: semplicemente vergognoso. Anche perché poi la suddetta Ce ha pubblicato, nel corso di questi sei anni, libri di youtuber… e ho detto tutto.

D:cosa ti aspetti da questa storia

R:Che faccia sognare, pensare, ridere e commuovere il lettore

D: concludo sempre con la stessa domanda per tutti: il tuo autore preferito che in qualche modo ti ha ispirato o influenzato?

Io sono una persona un po’ particolare. Nella mia vita non ho mai avuto un “preferito”, in nessun campo, solo nel cinema ho un  film preferito :

“Eternal sunshine of the spotless mind”. Forse proprio per questo chi ha letto il mio romanzo ha anche apprezzato l’originalità e il modo “fuori dai canoni” con il quale è stato scritto.Il secondo romanzo, invece,  uscirà dal 31 ottobre, ogni lunedì, sempre sulla stessa piattaforma, posso dire che il celebre fumettista Urasawa (autore di 20th century boys, Monster, Pluto ecc…) mi ha parecchio influenzato.

Grazie Marco per la tua disponibilità e in bocca al lupo da Mille Splendidi Libri…

https://m.facebook.com/millesplendidilibrienonsolo/

Per leggere il libro

http://my.w.tt/UiNb/1yqsCF5QAx




2 risposte a "Marco Chiaravalle"

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  1. Grazie infinite di cuore sia per questa splendida recensione che per l’intervista e le dimande che sei riuscita a tirar fuori. Ti faccio anche a te un grandissimo in bocca al lupo per il tuo blog perché lo meriti veramente ^^

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