Lorenzo Marone

Magari domani resto

Finalista al premio Bancarella 2017 
 Lorenzo Marone ci regala un libro semplicemente meraviglioso, un’esplosione di emozioni, un caleidoscopio di colori!

Siamo a Napoli! Suoni e odori si mescolano nell’aria rimbalzando da un “basso” all’altro, i “vichi” si intrecciano come labirinti, il vociare da un balcone all’altro mentre si stendono cordoni di biancheria che danzano e sventolano come fiere bandiere; questi sono i Quartieri Spagnoli, qui nasce Luce di Notte.


Tra ricordi e riflessioni, Luce ci accompagna nel suo mondo, nella sua città, colorata, vivissima e anche un po’ difficile; Napoli dove la “pasta e patate parla”, callosa, amalgamata e “azzeccata”; dove siamo tutti “dottò ”agli occhi dei parcheggiatori; dove le note di Pino Daniele si diffondono da una finestra all’altra; dove ci sono quelli con la cazzimma e quelli con la freva. Tanti modi di dire che ritroveremo pagina dopo pagina, riga dopo riga in uno spaccato di vita quello di Luce, ma anche un po’ il nostro, sicuramente il mio.

Luce è quasi sempre incazzata con la vita anche se sua nonna avrebbe detto:

 “Comme ven’, accussì c’ha pigliammo”

Luce è un po’ maschiaccio che preferisce la laurea in diritto penale, ad una più “femminile” come avrebbe voluto la mamma; ha una lingua tagliente e affilata come un fendente, e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, neppure dal suo principale:

 

Uè, avvocà, e a lei chi gliel’ha data mai tutta questa confidenza, mi scusi? Che ne sa di come faccio sesso io e, soprattutto, pensi a lei, che se a letto è trasandato come in ufficio, povera moglie sua!”

 

Ironica, scanzonata, sarcastica, forte e intraprendente Luce è un personaggio simpaticamente antipatico, con la risposta sempre pronta, ha una moltitudine di emozioni che turbinano dentro la sua anima; il rapporto con suo padre, che l’ha abbandonata da piccola; con sua madre taciturna, pia e devota alla chiesa in netta opposizione con le sue idee.

 Ma in fondo chi è Luce!? trincerata dietro le delusioni, i dispiaceri,dietro un’infanzia e un’adolescenza difficili soprattutto per mancanza della figura paterna, in realtà c’è una ragazza che desidera solo la normalità:

 

d’improvviso ti svegli e ti accorgi che hai smesso di soffrire e non hai più bisogno delle vecchie catene che ti laceravano i polsi senza che tu te ne accorgessi. So che prima o poi arriverà anche per me quella mattina, però so anche che fino a quel giorno non potrò far altro che scuotere la testa e distogliere il pensiero dalle mille piccole cose che mi mancano.

Tutti bramiamo una vita di grandi avventure, amori impossibili, sogni da inseguire e idee da far valere. Tutti moriamo dalla voglia di lanciarci a braccia aperte nel mondo per mostrare le nostre capacità, per farci dire che valiamo qualcosa”

 A cambiare il suo mondo protetto, un ragazzino ed un anziano vicino, sempre pronto a consolarla con le sue massime:

 “Io non insegno, racconto la mia esperienza, è diverso. Non si può spiegare agli altri come vivere, né si può trasmettere la voglia di essere felici. La felicità è una cosa piccola e intima che ti costringe ad averne cura e rispetto anche quando non ti va, quando sei stanco e vorresti solo stravaccarti sul divano.”

 Credo che in questo romanzo ci sia luce ovunque, non solo nel nome della protagonista; Luce entra nella vita buia di una madre che vuole proteggere suo figlio dalle tenebre della criminalità; Luce entra nella vita di un anziano solo, che cerca compagnia nel buio della sua quotidianità; Luce entra nella vita di un Cane Superiore abbandonato in un cassonetto; Luce entra nella vita di tutti!

 Perché dentro ognuno di noi “schizzechea”

 “Vuol dire pioviggina, quella pioggerellina che non finisce mai, come questa, che ti sembra possa andare avanti per giorni. Non c’è il sole, ma nemmeno un temporale, è una via di mezzo, né bello, né brutto.”

“…è che siamo tutti un po’ una via di mezzo…”

   …Siamo tutti sotto una       pioggerellina…

 

 

 

 

 

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