Recensione – La svedese- Anna Pavignano

La svedese

di

Anna Pavignano

 Verdechiaro Edizioni 

 

Anna Pavignano ci racconta, magistralmente, una storia d’amore sofferta e ambigua, che rasenta il limite della pazzia.

Un viaggio introspettivo in uno stato di sospensione tra il vero e l’immaginazione, lo smarrimento fisico e morale di una giovane donna, perdutamente innamorata, disposta a cambiare se stessa e le sue convinzione.

 

 

Sinossi:

Livia e Milo si incontrano ed è subito un colpo di fulmine, lui, inafferrabile e misterioso, vive in un’altra città, sposato a una donna che non ama, e che ha stabilito delle “regole” per il tradimento, che è concepito solo in sua assenza e fuori città, ma che non pensa di lasciare, la storia procede in parallelo al ricordo dell’educazione sentimentale di lei. Livia, per evitare di ripercorrere la strada dei suoi genitori, vissuti in perenne conflitto, sceglie un altro modo di amare, mettendosi da parte e accettando il ruolo di amante silente, in eterna attesa.

 

Livia, quindi, accetta e si accontenta di un rapporto a metà, anzi pur di respirare e possedere il suo Milo, anche per pochissimi attimi, si mostra come un’amante aperta e “moderna”, donatrice di libertà sentimentale e sessuale. “La svedese”

Ma i dubbi si insinuano; nella vita di Milo c’è un’altra donna, una Sara qualunque, incontrata in un posto qualunque, in un qualunque momento. Questo dubbio la porterà a perdere ogni contatto con la realtà e la follia si farà gioco di lei fino al punto di rottura. Realtà e fantasia si smescolano, le immagini danzano vorticosamente nella sua testa, il buio diventerà parte di lei. Il lupo cattivo che divora la sua anima.

 

Livia aveva già conosciuto quel senso di torpore che aveva segnato la sua vita, il rapporto ambiguo tra i suoi genitori, la presenza costante dell’amante del padre, e l’asprezza della madre. E infine vivere con le ultime parole del padre che risuonano come campane stonate nella sua testa:

 

“ se non fosse  per te “…”Ero io la causa della sua infelicità”.

 

Non è semplicemente una storia d’ amore non corrisposta, è qualcosa di più!

Possiamo sfiorare il limite della pazzia per amore?

Possiamo diventare invisibili, annullarci e ridurci in uno stato di annichilimento tale da portaci a vivere come fantasmi, procurandoci dolore e sofferenza, pur di allontanare la vera causa della sofferenza.?

 

“Quando un amore finito diventa non un lutto ma la morte stessa, non è più sentimento, ma solo un terreno fertile dove le sofferenze antiche crescono in modo abnorme, degenerando e si moltiplicano  fino a soffocarti. L’amore non c’entra ormai nulla, il tuo dolore non ha niente a che fare con la persona che ti manca .La disperazione ce l’avevi dentro prima”

 

Un libro che lascia il tempo di riflettere su molte cose, ma soprattutto che le parole non dette sono causa di inutili sofferenze:

 

Abbiamo bisogno delle parole per decifrare tutto …anche l’amore. L’emozione da sola s’inganna .Senza le parole si può confondere la dedizione col disinteresse, l’amore con un gioco superficiale. E’ facile persino scambiare una ragazza di Roma per una svedese.”

 

 

 

E poi la consapevolezza, l’illuminazione la voglia di rinascere, i rapporti riconquistati:

“mia madre era l’unica che aveva la pazienza di lasciarmi piangere per ore senza chiedermi di smettere, la sola a cui non facevo schifo se stavo tutto il giorno a letto…()

“ Capisco quello che stai passando e ti lascio stare”.

 

Cosa dire di più di questo libro?

Beh, Anna Pavignano con la sua scrittura mi ha totalmente conquistata, un’analisi accurata dei sentimenti e sapientemente scritta, l’amore trasformato in ossessione, scrutando nell’animo umano, scavando nel più profondo dei suoi abissi e portando a galla tutte le sue fragilità, ma soprattutto la capacità di rinascere, un po’ come l’araba fenice

l’uccello di fuoco che risorge dalle proprie ceneri, perché è sempre bello poter pensare che ci sia uno spiraglio fra le crepe della nostra anima, e Anna ci regala un libro follemente positivo.

 

Autrice:

Anna Pavignano è scrittrice e sceneggiatrice italiane, scrive con Massimo Troisi, Ricomincio da tre, La vie del Signore sono finite, e Il postino per cui riceve la nomination all’Oscar.

Da anni si occupa di narrativa, e con il libro In bilico sul mare, è stato tratto il film   Sul mare di d’Alatri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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