Recensione-Azzurro, ma non troppo-Raffaella De Rosa

Azzurro, ma non troppo

Di

Raffaella De Rosa

Ponte Sisto edizioni, 2016

Pagg.130

Prefazione di Lando Buzzanca

Esistono i Principi Azzurri che si innamorano? Difficile rispondere, l’amore è da sempre una grande incognita, lo desideriamo, lo pretendiamo lo cerchiamo affannosamente, spesso ci delude, a volte lo abbiamo difronte, a volte ci sfugge come sabbia tra le dita, e la storia di Barbara con il suo Principe Azzurro fa riflettere e porterà la stessa a convincersi che:

“La peggiore patologia neurologica che esiste al mondo è l’amore…”

Quando si viene colpiti da quella, si fanno e si dicono cose da matti»”

Ma facciamo un passo indietro e vi racconterò la storia di questo pseudo principe senza calzamaglia, ma soprattutto senza morale!

Sinossi

Barbara, blogger romana trentacinquenne, un po’ imbranata e un po’ disillusa, mette in discussione il proprio scetticismo quando incontra Ruggero Riccardo, magnate toscano suo coetaneo, non bello ma affascinante, ricco, generoso e, soprattutto, innamorato di lei.La vita di Barbara diventa così il disegno che il Gran Toscano ha pensato per lei: proposta di matrimonio, promessa di un impiego di prestigio, regali da sogno e sogni realizzati per tutte le persone che le stanno a cuore. Riccardo conquista tutti e tutti gli danno credito e riconoscenza. Fin qui la favola. Quello che accade da lì in poi è la realtà.


Quel che resta di Barbara è un sogno di felicità smantellato e la grande opera di ricostruzione che la attende. Difficile ricominciare a credere, difficile rinunciarvi.

Come dicevo, una favola, apparentemente, che si propone, come il coronamento di un sogno; l’amore perfetto, l’uomo perfetto, una vita perfetta…e invece? E’ un giallo, un thriller sentimentale, e la vittima è l’amore, quello tanto decantato nel cinema e nella letteratura classica e moderna, nella musica, protagonista indiscusso.

Ma cosa succede quando ricerchiamo ossessivamente qualcosa?

“La vita è strana e, quando si è troppo impegnati a cercare per forza qualcuno che ci riempia un qualsiasi vuoto interiore, si finisce per dirigersi verso porti sbagliati.”

E qual è questo porto sbagliato? Ruggero Riccardo, il Principe Azzurro sbiadito, dal magnetismo unico, attira le sue prede e ne fa scempio, moralmente intendiamo,se ne prende gioco e vince sempre, o quasi.

Partiamo dal titolo: decisamente “azzeccato” (poco professionale come termine, ma è così) RR è l’emblema dell’approfittatore, anaffettivo, amorale, corrotto, bugiardo, lassista e truffatore qualcos’ altro? Si è terribilmente affascinate, dote indispensabile per un affabulatore il cui scopo nella vita è imbrogliare mietendo più vittime possibili.

Ti ho raccontato tutto questo, non per farti soffrire, ma

perché voglio che tu, dalla sofferenza, ricostruisca te stessa. Per la tua rinascita.“E anche per dirti che non sei sola, perché oggi ci sono io accanto a te ad affrontare anche queste piccole grandi delusioniquotidiane.”

I personaggi descritti sono ben caratterizzati, ognuno riesce a emergere dalle pagine e a prendere vita davanti ai nostri occhi.

Ma anche i sentimenti, le emozioni i pensieri sono reali, viviamo la storia di Barbara come fosse la nostra.

I luoghi, i panorami, i colori e i profumi si stagliano imperaranti nella nostra mente:

“ Il profumo della Toscana in fiore ci travolge, alberi di pesco nel giardino del Castello, primule, viole e margherite sui prati tutti intorno. Passeggiare insieme lungo le strade dei fiori e capire che è questa la primavera della vita: campi bianchi e rosa di mandorli e albicocchi, colline”

Raffaella De Rosa ci narra una storia che invita a riflettere, ma attenzione non è solo la storia di un sogno infranto, è soprattutto un’esortazione a ricostruire, perchè l’amore quello vero, quello che ci fa battere il cuore senza sosta, viene dall’unico principe azzurro che si innamora di noi e ci porta via, come scritto dalla sapiente prefazione di Lando Buzzanca che introduce questo bellissimo libro.

Sagace e ironica, Barbara è un personaggio positivo anche quando le cade il mondo addosso, anche quando medita la vendetta, è vero la delusione è stata lacerante, ma è anche vero che ad aspettarla ci saranno i suoi amici, quelli di una vita che l’aspettano per abbracciarla.

La scrittura di Raffaella è semplice e incisiva, il suo messaggio arriva senza giri di parole o fronzoli linguistici, e si evince una grande cultura umanistica, è stata una rivelazione per me, mi è piaciuto molto, tutto; trama, personaggi, ambientazione, una costruzione narrativa d’effetto, è semplicemente incantevole.

Il mio consiglio di oggi è di leggere AZZURRO, MA NON TROPPO, una sferzante ironia con spunti di riflessioni molto interessanti, una lettura appagante e ricca.

Cenni biografici:

Raffaella De Rosa, romana, due figli, è giornalista e ha scritto per il quotidiano Il Tempo di Roma e per l’agenzia di stampa parlamentare Attualità del Parlamento. Dopo la laurea in lettere a La Sapienza, ha collaborato alla cattedra universitaria di Letteratura Italiana dell’ateneo romano e all’Enciclopedia Italiana Treccani.

Oggi è responsabile comunicazione dell’Associazione Generale Cooperative Italiane

2 risposte a "Recensione-Azzurro, ma non troppo-Raffaella De Rosa"

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