Recensione-La sposa scomparsa-Rosa Teruzzi

La sposa scomparsa

di

Rosa Teruzzi

Editore Sonzogno 2016

pagg.167

La sposa scomparsa di Rosa Teruzzi, che precede La fioraia del Giambellino-  , è stato  pubblicato sempre  da Sonzogno, nel 2016, ed è la prima indagine del trio femminile Libera, Iole e Vittoria.

A dire il vero ho letto a ritroso, prima La fioraia del Giambellino poi La sposa scomparsa, molti potrebbero pensare che si perda il gusto della lettura e della continuità, in realtà ho gustato pienamente questa elegante commedia noir tutta italiana.

Ma prima di parlarne nello specifico veniamo alla trama, e già quella vi  farà innamorare di questo bel libro.

“Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall’una all’altra. C’è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera – quarantasei anni portati magnificamente – ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casabottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po’ bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell’amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia.

“Era una piccola donna dai capelli grigi, vestita di nero dalle scarpe al golfino, come certe vedove dei film neorealisti.

«Cerco l’agente Deidda» disse, quasi senza guardarla.

I suoi occhi erano fissi sulla porta in legno della casa in cui Libera e Vittoria abitavano”

Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all’epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa far riaprire l’inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell’impresa”

Tra parrucche, travestimenti e false identità Libera e Iole metteranno insieme i pezzi mancanti di un puzzle vecchio trent’anni, un cold case all’italiana in una Milano fashion e misteriosa, dove i crimini sono quasi silenziosi.

Inizio come spesso capita dalla copertina curata da  Fabio Visintin, beh le coverbook di Sonzogno sono sempre molto accattivanti e richiamano elementi contenuti nella trama, il titolo è stampato nella consueta vignetta, e in primo piano  la donna in nero che si presenta al casello ferroviario delle tre protagoniste.

La-sposa-scomparsa

Un libro con dentro tanti libri, quelli di Libera accanita lettrice, soprattutto della letteratura classica, in particolare dei gialli.

Ritroveremo persino la protagonista detective del Botswana , Precious Ramotswe.

Tre personaggi, tre generazioni di donne, madre, nonna e nipote che affrontano la vita in modo diverso:

Iole, arzilla settantenne dallo spirito libero, e non solo quello, pratica l’amore senza condizionamenti in piena libertà;

Libera, dopo la morte del marito, ucciso in servizio in circostanze misteriose,( elemento che ritroveremo nel  secondo capito della saga), non si apre più all’amore, ma anzi fa di tutto per sfuggirgli.Una donna “malinconicamente elegante” così la definisco, associata alla bellezza di Julienne Moore, una rossa dallo sguardo distaccato.

E poi c’è l’intransigente Vittoria, chiusa caratterialmente e avvolta in una silenzio misterioso.

“La formica e la cicala, pensò Libera delle sue donne: peccato che la cicala abbia quasi settant’anni e la formica venticinque.

Ed era la formica, naturalmente, a darle maggiori preoccupazioni: Vittoria, la bambina solitaria che era diventata una donna silenziosa e poi una poliziotta totalmente dedita al suo lavoro o ai libroni su cui preparava la laurea in Legge”

Al centro, oltre all’ indagine in sé per sé, ci sono i sentimenti, le storie di tre donne molto diverse tra loro eppure molto unite, una famiglia, sempre e comunque, nonostante sia  segnata da una tragedia.

Io vi consiglio di leggerlo per tanti buoni motivi, ma uno in particolare, lo scatenato trio del Giambellino è letteralmente Brillante!!

Lo stile di Rosa poi è magico, elegante e curato, non manca nulla, questo libro è bello così com’è, nulla da aggiungere, nulla da togliere.

Autrice:

Rosa Teruzzi(1965) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado (Retequattro). Per scrivere si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario dove colleziona libri gialli.

 

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