Recensione-L’amore quando muore- Nadia Levato

L’amore quando muore 

Nadia Levato

Edizioni Montag, dicembre 2016

pagg.75

ROMANZO VINCITORE DELLA PRIMA EDIZIONE  DEL PREMIO LETTERARIO “CHIAMATELO AMORE”

Cosa succede quando l’amore si spegne?Quando la fiamma lentamente si affievolisce, ma soprattutto cosa succede quando l’amore muore? E’ devastante! E lo sa bene Elisa, la protagonista de L’amore quando muore di Nadia Levato, che in questo breve ma inteso romanzo, si domanda come e quando si perde l’amore.

Quali sono i segnali? Il momento, l’attimo preciso in cui tutto si è consumato; il problema vero è che non ce ne accorgiamo, succede e basta.

Ma torniamo alla trama, quando l’ho letta mi sono letteralmente precipitata per conoscere la storia di Elisa e Matteo e credetemi che oltre a essere molto appassionante vi resterà dentro, diventerà parte di voi.^386b187183c2aac6f2f2e81457882e099b8c9c0bbb70db034f^pimgpsh_fullsize_distr

Almeno questo è quello che è accaduto a me.

Sinossi

Elisa e Matteo sono una coppia come tante. Una casa, un lavoro, una storia

consumata nel tempo e tra i passaggi della vita che li sorprende nella dimensione

adulta. Matteo è uno scrittore affermato. Posa parole sui fogli di carta e inchioda con

l’inchiostro le vite dei suoi personaggi. È totalmente assorbito dai suoi impegni

professionali tanto da diventare disattento ed impermeabile a tutto il resto. Lavora

prevalentemente di notte, perché è nel silenzio e nell’oscurità che trova la sua

maggiore ispirazione. Sua moglie Elisa dorme nella stanza accanto. Così crede

Matteo. Ma Elisa spesso se ne resta con gli occhi sgranati sul soffitto. Cullata dal

rumore della tastiera su cui suo marito digita e cancella frasi e segni di interpunzione.

Elisa pensa. A volte piange. Sogna. Spera. Desidera un figlio.E quel figlio arriverà…

E qui mi fermo…

Sono pagine intense, reali, appassionanti, feroci a tratti; i sentimenti che lentamente si sgretolano, crollano come castelli di carte al soffio di un dubbio;incertezza, monotonia, routine:

Così è con l’amore.

Un attimo prima ce l’hai.

Poi ti perdi nella quotidianità.

Tu da una parte. Lui dall’altra.

Hai perso l’amore?

Ma l’amore non si perde.

Nasce.

Finisce.

Ma non si perde.

Non è mica un mazzo di chiavi.

Cerca bene.

Ma l’amore ce l’hai tu?

Ma perché non l’hai preso tu?”

Già, le chiavi una simbologia interessante, si possono perdere le chiavi è capitato a tutti, ma Elisa attribuisce la loro perdita a qualcosa di più profondo, quasi una conseguenza dell’ineluttabilità:

L’amore è come un mazzo di chiavi. A volte lo perdi”

poi ci sono i Ladri di Cuori, quelli sono come le chiavi, e fanno anche più male quando li perdi.

Carlo è un ladro di cuori, o così vuol far credere al suo migliore amico Matteo e sua moglie Elisa.

La vita di questi tre personaggi si intreccerà per poi concludersi in un finale imprevisto e doloroso.

É sempre difficile parlare di libri che stimolano così tanti sentimenti, proprio perchè sono contrastanti, e talvolta, senza esagerare, ti segnano; è un libro come dicevo che ti resta nel cuore, dopo averti attraversato l’anima, apparentemente ti sembra di vivere l’amore come una sconfitta, e invece è un inno a ricominciare, perchè il vero amore può avere sempre un nuovo inizio, ma soprattutto una chance.

Un libro che parla d’amore, di silenzi, di cose non dette e sono quelle cose non dette, i sentimenti taciuti, che ingannano e fanno impazzire il cuore e tormentare l’anima.

C’è qualcosa di speciale in questo libro ed è un valore che pochi possono dire di aver ricevuto: un grande gesto d’amore e di amicizia.

Un figlio può cambiare! Può cambiare il nostro modo di amare, di pensare e di rapportarci agli altri, un figlio ci regala un nuovo modo di essere, non esiste più l’egoismo, la paura, diventiamo quasi invincibili mossi da sentimenti puliti, sani; un figlio ci fa conoscere il sacrificio.

Tutto questo è L’amore quando muore, ma è anche secondo me l’amore quando rinasce!

La scrittura ben si adatta al modo di essere della protagonista e alle sue mille riflessioni, pensieri veloci, quasi telegrafici e dialoghi profondi, una scrittura che via via si rasserena, una scrittura chiara, scorrevole e curata.

Ho praticamente, registrato nella mia mente ogni singola citazione, frase, immagine che questo libro evoca, e consiglio a tutti di fermarsi un attimo e leggere la storia di Elisa, Matteo e Carlo!

Chissà com’è provare un amore così sordo. Resistere al dolore di una

mancanza. Accettare la morte e la caducità della nostra vita. Continuare

a macinare passi, minuti, giorni. Il cuore in un eterno passato ed i

piedi in un beffardo presente. Chissà com’è continuare ad amare quando

l’altro tace sotto la polvere. Rimestare la terra bagnata aspettando

che il sole l’asciughi.”

 BIOGRAFIA AUTORE :

Nadia Levato è nata in Calabria. Si è laureata in Scienze Politiche a Pisa. In Toscana si è occupata di progetti per l’immigrazione e l’intercultura. Vive attualmente a

 

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Roma dove lavora nel campo della cooperazione internazionale allo sviluppo. La scrittura è una componente importante del suo lavoro ma è altresì una passione sperimentata in diversi ambiti. Ha partecipato a vari concorsi letterari ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni in antologie. A Giugno 2016 ha pubblicato il suo primo libro per bambini “Bobo e Mister Heimlich” con edizioni Leucotea. È risultata vincitrice del concorso Chiamatelo Amore, edizioni Montag, con il romanzo “L’amore. Quando muore”, opera pubblicata nel dicembre 2016. Con il racconto “Volo Via”, ha vinto la XLIV edizione del Premio Teramo per un racconto inedito. 

3 risposte a "Recensione-L’amore quando muore- Nadia Levato"

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