Recensione-La bambola del Cisternino- Diego Collaveri

La bambola del Cisternino

Un’indagine del commissario Botteghi

Diego Collaveri

Fratelli Frilli Editori

Anno di pubblicazione 2017

Pagg. 297

Ed eccoci all’ultimo dei Frilli letto quest’estate, trascorsa all’insegna del giallo, La bambola del Cisternino del poliedrico autore Diego Collaveri.

 

Lucia Biagini, una vecchia prostituta, viene ritrovata assassinata nei pressi del Cisternino, un acquedotto antico, a guidare le indagini è il ben conosciuto commissario Mario Botteghi.

La morte dell’anziana prostituta risveglia ricordi sepolti e dolorosi, flashback di un passato lontano, che tornano prepotentemente nella mente di Botteghi, il tutto cullato dalla melodiosa canzone di Patty Pravo…la regina indiscussa del Piper

Tu mi fai girar

tu mi fai girar come fossi una bambola.

Poi mi butti giù

Poi mi butti giù

Come fossi una bambola.

Non ti accorgi quando piango

Quando sono triste e stanca, tu

Pensi solo per te…

 

 

 

Ma chi aveva interesse a uccidere una vecchia prostituta? Con Modalità al quanto particolari e fuori dagli schemi, forse un protettore ?Un cliente? E poi la presenza di una misteriosa donna ora irreperibile.

Un caso che Botteghi vuole e deve assolutamente risolvere anche per dare pace ai fantasmi del passato, ma soprattutto perché anche Lucia debba avere pace.

“ai giorni nostri se vivi al margine devi restarci, come una colpa”

Parallelamente il cadavere di un imprenditore viene ritrovato poco distante dall’antico acquedotto, due morti, due storie che si intrecceranno in un ritmo incalzante e ricco di colpi di scena.

Traffici di droga, gioco d’azzardo, prostituzione, quale il movente per entrambi i delitti, e soprattutto sono collegati?

Un caso complicato che sarà risolto dal formidabile intuito del commissario Botteghi.

Questo è un libro che ti avvolge con riflessioni profonde, un trasporto incredibile di sensazioni ed emozioni, un viaggio appassionante e malinconico del suo protagonista, Botteghi.

Un personaggio devo dire eccezionale, un uomo privato dagli affetti che cerca una redenzione, tenace nel suo lavoro; con l’immancabile sigaretta, è seguito con ammirazione dai giovani colleghi che lo rispettano e praticamente pendono dalle sue labbra.

Si evince una profondità d’animo senza uguali, una figura forte, e con una capacità investigativa notevole, ma “allergico alle regole”.

 

I dialoghi sono ricchi e ben costruiti, rendendo il tutto molto avvincente, ampio spazio si dà all’ambientazione, le parole si trasformano in immagini, le immagini in sensazioni, i cenni storici descritti ci guidano nei labirinti di una Livorno che assume un aspetto molto dark.

Ci addentreremo nei cunicoli umidi del Leopoldino respirando un ‘aria densa di storia. Un luogo decisamente affascinate per realizzare una storia metropolitana ricca di mistero.

Diego Collaveri con una scrittura scorrevole e fluida, ci regala un giallo nuovo e avvincente dando particolare rilievo alla figura del protagonista con descrizioni accurate e precise senza appesantire la prosa.

Un aspetto interessante è dato dalla presenza dell’elemento musicale, la canzone assume una connotazione importante, ma non centrale nella storia; emerge la passione e la conoscenza dell’autore ( lo vedrete dalla sua biografia), ma secondo me ha voluto anche evidenziare le differenze tra il passato e il presente, analizzando il contesto sociale d’oggi e quello di allora.

Prendono vita, da qui, i ricordi di un Botteghi bambino, e ancora l’anziana prostituta e lo scorrere del tempo, quello che eravamo e quello che siamo oggi!

 

Sono rimasta notevolmente colpita da questo romanzo e aspetterò con ansia le prossime indagini del commissario Botteghi

 

 

 

 

 

Diego Collaveri nato a Livorno il 27/02/’76.

Dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale come chitarrista e arrangiatore, collaborando per EMI Music.

Nel 2000 si cimenta con la scrittura e i vari concorsi di poesia/narrativa, da cui arrivano subito riconoscimenti e pubblicazioni

Nel 2001 comincia a lavorare dietro le quinte di alcune compagnie di musical, per poi arrivare al progetto “Rocco e i suoi orrori”, proponendo a livello nazionale una riduzione musicale di The Rocky Horror Picture Show, che verrà annoverato tra i cast internazionali dell’opera.

Nello stesso anno debutta nella sceneggiatura, prima teatrale e dopo per il cinema breve.

 

 L’Odore Salmastro dei Fossi, edito da Fratelli Frilli Editori, è tra i sette finalisti del prestigioso premio per la narrativa di genere Garfagnana in Giallo.

 

 

 

 

 

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