Recensione-Carlo Antoni. Un filosofo liberista-Francesco Postorino

Titolo: Carlo Antoni. Un filosofo liberista

Autore: Francesco Postorino

Edizione: Rubbettino collana La politica

Pubblicazione: 8 settembre 2016

                            “La filosofia è democratica per vocazione”

 

…E partirei da questo pensiero per introdurvi il libro del giovane filosofo Francesco Postorino, con il quale ho avuto il grande piacere di chiacchierare  nei giorni passati.

 

La filosofia per molti potrebbe sembrare un genere ostico, riservato, beh non è così; ho letto Carlo Antoni. Un filosofo liberista e vi posso assicurare che oltre a essere stata una lettura scorrevole è stata soprattutto illuminante!

 

Chi è innanzitutto Carlo Antoni?

Egli fu  allievo (critico) di Benedetto Croce, i suoi studi si basarono soprattutto sulla filosofia tedesca, dal Settecento al Novecento. Le sue riflessioni si muovono all’interno del pensiero crociano, possiamo dire che Carlo Antoni fu più crociano dello stesso Croce.

 

Francesco Postorino rivaluta la figura di Antoni e delle sue opere, del suo pensiero, e partiamo proprio dal quest’ultimo: L’individualismo e l’estetica

 

L’individuo non è visto come un oggetto fra molti, bensì come l’Universo.

 

Individualismo, capitalismo, globalizzazione, mercificazione del tempo, ma anche di noi stessi, marionette guidate da astuti ed egoisti burattinai, in un mondo che ha subito sofisticazioni, sottraendo all’individuo il suo “io”.

…e cosi il vuoto spirituale prende forma.

 

L’io di Antoni visto come lo spirito, il respiro dell’universo; per Croce l’individuo è al di fuori di tutto , dalla storia, come pseudoconcetto.

 

E poi l’estetica…

 

L’ Estetica di Antoni vuole colpire al cuore i vizi utilitiristici che soprattutto oggi dominano lo scenario globale. La purezza di un «io-bambino», come lo chiama l’autore, che gioca al confine tra il reale e l’immaginazione, che si distrae dal mondano perché insegue la sua interiorità, è un atto di resistenza al supercapitalismo contemporaneo; un tentativo di svincolarsi dal dogma della mercificazione e dalle confuse esibizioni di una volontà di potenza che offende il dono del gratuito

 

Quanto può essere attuale e moderno questo concetto?

Più leggevo e più lo sentivo parte intrinseca del nostro mondo, della nostra società, del nostro universo, in cui l’individuo perde la personalità, conformandosi alle regole dettate dal consumismo, dall’apparire e non dall’essere, dall’avere e non dal dare, crediamo di essere guidati nel futuro e invece siamo i pupazzi del Dio potere e  del Dio denaro.

 

In questo libro si parla di bellezza, di estetica, di poesia, di arte; potenzialmente siamo tutti artisti, come afferma Antoni in un  passo meraviglioso:

 

L’arte vera non crea sciocchi disequilibri, costruisce e ricostruisce un’ondata democratica pronta a coinvolgere chiunque abbia passione nell’esplicitare il proprio intimo in virtù di esperienze mondane. Inoltre, non vi sono giudici dell’arte che decretano la natura e la buona qualità di un’opera, pur potendo e dovendo contribuire, per dir così, al festival dello spirito, immergendosi nella produzione estetica come se fosse la loro. Tutti fanno o dovrebbero fare arte”

L’arte è ovunque, L’arte è senza professionista.

 

Nella seconda parte del libro si  affronta il concetto del Liberalismo  crociano, e più precisamente di Libertà:

la libertà politica, la libertà politica di fare, la libertà politica mossa dalla ragione storica

 

Il liberalismo di Antoni considera carente concettualmente il Risogimento liberale, a l’Italia manca un vero pensiero europeo di libertà, con un divario sociale e culturale, e afferma :

 

“un vero Risorgimento non si è effettuato, data l’incapacità da parte del popolo italiano di entrare intrinsecamente nella nuova atmosfera civile della vita europea. E sottolinea che vi entra «non per impulso proprio, ma perché travolto dalle armate della Rivoluzione francese.

 

Tutto ciò assume una sorte di  dejà vu, qualcosa che ci portiamo dietro da molto molto tempo :

 

L’italiano incarnerebbe « la peggiore delle corruzioni», ovvero «l’indifferenza dell’individuo»

 

Un bellissimo testo scritto con semplicità, senza fronzoli, con un linguaggio puro e sincero, scevro dalla dialettica pretenziosa di alcuni cultori della “bella lingua”, ci fa amare, ci fa conoscere un pensatore  ingiustamente ignorato, defraudato del diritto di far conoscere le sue riflessioni;

Francesco Postorini ci accompagna quasi con dolcezza, attraverso elucubrazioni crociane e non, in un mondo aperto a tutti, perché  tutti possiamo essere artisti, basta volerlo, e tutti possiamo leggere Carlo Antoni.Un filosofo liberista.

carloantoni

 

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