Recensione-L’abbandonatrice-Stefano Bonazzi

Titolo: L’abbandonatrice

Autore Stefano Bonazzi

Editore: Fernandel Edizioni

Pubblicazione: Novembre 2017

Pagg:145

Urla il tuo dolore fuori, vedrai starai meglio.

“«… Urla. Con tutta la forza che hai in corpo. Urla quello che ti fa star male. A me aiuta. Mi serve a cacciare fuori tutto. Rabbia. Paura. Insicurezza. Lascio tutto qui sotto. In mezzo alla terra, all’immondizia. È il mio posto segreto, adesso è anche il tuo”

abbandonatrice

Durante l’inaugurazione della sua prima mostra fotografica, Davide riceve una chiamata: Sofia, l’amica di cui aveva perso le tracce anni prima, si è tolta la vita. Al funerale, Davide conoscerà Diamante, figlio di Sofia. Un sedicenne scontroso e instabile che insieme al dolore si porta appresso un fardello di domande: che relazione c’era tra Davide e Sofia? Perché sua madre è scappata dall’Italia troncando ogni rapporto con amici e famigliari? Perché il suicidio? Tornato a Bologna insieme a Diamante, Davide si ritroverà a vivere una complicata convivenza a tre che coinvolge anche Oscar, il suo compagno, e grazie alla quale riemergerà la storia di Sofia – colei che lascia per paura di essere lasciata: una storia di abbandoni e di fughe, di silenzi e di madri dai comportamenti irrazionali e inspiegabili. “L’abbandonatrice” è un romanzo che racconta gli attacchi di panico e la droga, l’adolescenza e il disagio. Un romanzo sulle responsabilità che ogni scelta comporta e sulla difficoltà ad accettarne le conseguenze, a qualunque età, qualunque ruolo la vita ci abbia riservato.

Stefano Bonazzi, per Fernandel Edizioni, narra una storia vera e dolorosa, una storia fatta di abbandoni e di paure, ma anche di amore e di amicizia.

Davide aspirante fotografo e Sofia intenta a rimettere a posto la sua vita e la sua famiglia, ricostruendo piano piano la sua casa, si conoscono e tra loro scatta subito la scintilla dell’amicizia, Davide è innamorato di Oscar un  pianista che cerca di farsi strada nella musica, ma con molte difficoltà.

Tre vite diverse, ma con molto in comune: il dolore, la paura, la debolezza, la fragilità dei vent’anni

“«Non voglio tornare a casa, stasera. A casa mia non c’è nulla, e il nulla è l’unica cosa che mi terrorizza davvero».

«Cosa c’è che non va in te, Sofia? Voglio capire».

«Forse non ci conosciamo abbastanza. Forse ho fatto una cazzata a portarti qui. Forse così ti perdo».

«No che non mi perdi. Che pensi? Voglio solo sapere che cos’è successo. Voglio sapere tutto di te, Sofia».”

In realtà Davide non saprà mai cosa ha nel cuore Sofia, non conoscerà mai il suo dolore, Sofia si nutre in un certo senso di quel dolore.

“A diciott’anni avevo capito che il dolore è come una matrioska, ogni nuovo dolore contiene tutti i precedenti. Così non ti ci puoi abituare mai, è un meccanismo perfetto.”

Un romanzo forte e amaro, ma anche molto intimo, una prosa, quella di Stefano, dalla voce forte e corale, quasi ipnotica.

Si resta incantanti e basiti dalla vita dei tre protagonisti, che a loro modo cercano una felicità che non arriverà, o almeno non nel modo che vorrebbero. Forse perché non sanno effettivamente cosa vogliono. L’unica cosa che si vede è il blu, il colore della paura.

E il dolore è come un tatuaggio al contrario, sottosopra, c’è ma non si vede, ed è indelebile.

Il dolore è il vero protagonista, non puoi cancellarlo puoi solo nasconderlo, ma è li, dentro e non ti lascia vivere, ti logora l’anima.

Un’opera molto affascinante, il ritmo è cadenzato come una musica malinconica, le cui note sono blu.

Questo libro ti entra dentro come una lieve vibrazione, per poi diventare un’esplosione, un “freddo bollente” che spazza via tutte le tue certezze, ti attraversa lasciandoti riflettere; si, L’abbandonatrice tocca quelle famose del cuore di cui tutti parliamo quando leggiamo un bel libro, e questo vi assicuro è un gran, bel libro!

Stefano Bonazzi è nato a Ferrara nel 1983. Di professione webmaster e grafico pubblicitario, realizza composizioni e fotografie ispirate al mondo dell’arte surrealista. Le sue opere sono state esposte, oltre che in Italia, a Londra, Miami, Seul, Monaco. Nel 2014 ha pubblicato con l’editore Newton Compton il suo primo romanzo, A bocca chiusa.”

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