Recensione-Tredici giorni a Natale- Rocco Ballacchino

Titolo: Tredici giorni a Natale Torino 1990-2016

Autore: Rocco Ballacchino

tredici

Editore: Fratelli Frilli

Pubblicazione: Ottobre 2017

Genere :Noir

Pagg: 189

Tredici giorni a Natale è la quarta indagine del commissario Sergio Crema, preceduto da “Scena del crimine”, “Trama imperfetta” e “Torino obiettivo finale” per i Fratelli Frilli Editori dello scrittore Rocco Ballacchino

Sergio Crema tornerà, con Mario Bernardini critico cinematografico e amico-nemico, a indagare su un caso del 1990 per il quale il presunto colpevole, ormai morto era stato condannato.

Ma facciamo un passo indietro…

Sergio Crema è chiamato al capezzale di una anziana signora, che prima di morire ha bisogno di conoscere la verità sulla morte di sua figlia. Si tratta del famoso delitto del Palazzo Nuovo; una studentessa universitaria viene ritrovata morta nell’ascensore, per quel delitto è stato arrestato e condannato il custode, uomo ambiguo e colpevole perfetto.

Inizialmente Crema ha delle reticenze nel seguire una nuova pista, ma si sa lui non lascia nulla al caso, e così decide di indagare sulle persone che il 24 giugno del 1990 si trovano nel Palazzo. Scopre che all’epoca Mario Bernardini fu un testimone chiave nel processo.

Parallelamente il commissario segue un’altra indagine, la morte di uno spacciatore.

Nonostante le ritrosie dei colleghi e dell’affascinante Magistrato Bonamico, il suo infallibile istinto lo porterà alla soluzione, pagando un prezzo alto: una vigilia di Natale che difficilmente potrà dimenticare.

Devo dire che l’ambientazione mi è piaciuta molto, immagino la bellissima Torino imbiancata  con i fiocchi di cristallo che cadano e rendono la città quasi da fiaba, in netta contrapposizione con l’immagine di un delitto, e così si veste di giallo, con le ombre del passato che urlano la verità.

Anche se da come leggiamo al commissario la neve proprio non piace: uno strato molesto di polvere bianca che intralcia il suo cammino.

Anche l’atmosfera del passato ci fa ricordare gli avvenimento del 1990, come  il Mondiale di calcio, le famose notti magiche della Nannini.

Uno stile, quello di Rocco Ballacchino, curato nei dettagli, i personaggi ben caratterizzati quasi saltano fuori dalle pagine evocando immagine molto noir.

Una scrittura diretta e incisiva che arriva in modo scorrevole al lettore, senza fronzoli.

“Non possono sapere che il cielo, nel frattempo ha ricominciato a cagare neve su Torino”

Non aspettate Tredici giorni a Natale, questo libro va letto prima!

 

RoccoBallacchino è nato a Torino nel 1972, si è laureato, nel 1999, in Scienze della Comunicazione, con una tesi dal titolo “Il personaggio di Totò nell’Italia del dopoguerra” (Semiologia del cinema e degli audiovisivi).

Ha collaborato dal 2009 al 2011, in qualità di sceneggiatore, con la Turin Video Production.Ha al suo attivo numerosi gialli pubblicati tra il 2009 e il 2017, gli ultimi dei quali hanno per protagonisti il commissario Sergio Crema e il critico cinematografico Mario Bernardini.

È tra i soci fondatori del collettivo di scrittori Torinoir, nato a Torino nel 2014.

 

 

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