Recensione- Selfie di Jussi Adler-Olsen

Titolo: Selfie

Autor: Jussi Adler-Olsen

Edizione: Marsilio Farfalle

Pubblicazione: Ottobre 2017

Genere: Thriller

Pagg: 538

selfie

“Da quanto tempo stesse prendendo a pedate le foglie secche e appiccicaticce, non aveva idea; sapeva solo che le braccia nude le si erano gelate e le grida che arrivavano dalla villa erano diventate stridule e talmente feroci e rabbiose che le faceva male il petto a sentirle”

…E così che ha inizio Selfie di Jussi Adler-Olsen, edito da Marsilio, il settimo capitolo della Sezione Q di Carl Mork.

Cosa succederà alla squadra in questa nuova avventura? Beh, dovranno indagare su   un efferato omicidio, lottare per salvare la loro Rose, imprigionata in un passato oscuro e terrificante, far luce su una serie di strani incidenti, e mantenere in vita la loro Sezione da un complotto per scioglierla.

Ma ecco la trama decisamente interessante!

 Carl Morck e la sua affidabile Sezione Q con cui da sempre indaga nei delitti più efferati e insospettabili. Questo grande scrittore del crimine scandinavo crea ancora una volta atmosfere nordiche fredde e inquietanti che gelano il sangue. La serie, che vanta già l’acquisizione dei diritti cinematografici, si arricchisce così di questo nuovo capitolo, dove la Sezione Q, guidata da Morck è messa sotto accusa per i risultati ottenuti. Qualcuno sta cercando di infangare il buon nome dei detective in questione e a tutta la squadra spetterà il compito di scoprire il perché. Dietro si nasconde sicuramente qualche poliziotto corrotto e colluso con la criminalità. Carl, Assad e Rose nel frattempo hanno il loro da fare e i casi da risolvere sono sempre tanti. Primo tra tutti quello di una donna trovata assassinata nel celebre parco di Copenaghen, conosciuto nel mondo proprio per la ..straordinaria tranquillità e sicurezza. Ma perché uccidere una donna anziana senza rubarle neppure il portafoglio? Nell’identità dell’anziana signora si nasconde probabilmente l’identità e la causa di tutto. Ma in Selfie altri casi si intrecciano tra di loro, tessendo una trama di intrighi da risolvere, di omicidi vecchi e nuovi collegati apparentemente senza motivo, come quello di una folle auto che si lancia contro una ragazza che cammina tranquillamente su un marciapiede.

Come sempre le atmosfere del nord dipinte da Olsen sono davvero stupefacenti, ne resto affascinata; poi l’intreccio di questo nuovo capitolo è costruito in modo impeccabile.

I personaggi primari Carl, Assad e Rose vengono messi a dura prova sia fisicamente, sia moralmente.

Carl è a capo della Sezione e oltre a dover risolvere l’omicidio  dell’anziana signora ritrovata nel parco, dovrà affrontare la minaccia da parte di chi vuole a tutti costi chiudere la Sezione, e cercare di far luce sul passato di Rose, sempre più debole mentalmente.

Assad come sappiamo, dal passato misterioso, siriano ma non tanto, è praticamente un tuttofare, ma è sveglio e intuitivo.

Rose, che svolge un lavoro da segretaria è, invece, un perno importante nella Sezione, dà sempre un contributo decisivo. Ma in questo capitolo si troverà sull’orlo del baratro.

Jussi Adler-Olsen mette a nudo, la società danese, la spoglia del tutto dal superfluo e mette in evidenza le debolezze.

L’apparire, l’essere, svela retroscena meschini e terrificanti; cosa si è disposti a fare pur di avere, ottenere agi, denaro, successo? Il prezzo sarà decisamente alto da pagare!

La storia in particolare di Rose mi ha emozionata, il suo passato spezza il cuore. Il suo dolore esce dalle pagine e arriva dritto dentro, è lacerante; complice sicuramente la narrazione e la scrittura di Jussi che descrive il tutto con sapienza.

Che dire in più? L’autore come sempre riesce a catturare l’attenzione sulla storia, sui personaggi, sull’ambientazione nordica, densa di fascino e mistero, una connotazione che rende il romanzo un thriller eccezionale.

Se non avete letto ancora nulla di Adler-Olsen vi consiglio La donna in gabbia come primo assaggio, ma soprattutto per assistere alla nascita della Sezione Q di Carl Mork

 

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