Tra musica e scrittura con Donato Cutolo

È con vero piacere che oggi ospito nel mio blog lo scrittore e compositore Donato Cutolo, autore del recente romanzo Occhi chiusi spalle al mare , Edizioni Spartaco. 

Donato ha inoltre pubblicato i romanzi Carillon ( colonna sonora di Fabio Tommasone e Donato Cutolo);Vimini (colonna sonoro di Fausto Mesolella); 19 dicembre’43 (colonna sonora di Fausto Mesolella, Daniele Sepe e voce di Paolo Rossi).

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Grazie Donato per essere qui con me…

D: Grazie a te, Loredana, è un piacere.

È nato prima lo scrittore o il compositore?

D: Il compositore. Per una decina di anni ho musicato spettacoli teatrali e cortometraggi. La magia che mi investiva nel lavorare con sceneggiature e musica m’ha fatto partorire Carillon, il mio primo romanzo con colonna sonora dedicata. L’apporto, nel tempo, di compositori come Fausto Mesolella, Daniele Sepe, Rita Marcotulli è stato determinante; impressionante la loro capacità di dare suono e voce alle mie parole.

Musica e scrittura si fondono armoniosamente dando vita a qualcosa di meraviglioso; Occhi chiusi spalle al mare, Vimini e 19 dicembre ’43. Come nasce la musica per un romanzo?

D: Scrivi la prima bozza e la invii ai musicisti e agli attori che hai scelto e che ti hanno scelto, così che possano lasciarsi ispirare liberamente per la composizione: quando finiscono il loro lavoro, poi, sono io a comporre paesaggi sonori (con campioni e sintetizzatori) che danno una dimensione ambientale e temporale alla colonna sonora simile a quella del romanzo.

Sono curiosa … Quando hai proposto il tuo romanzo, Occhi chiusi spalle al mare com’è si è sviluppato l’incontro scrittura/recitazione/musica? In breve…Donato/Sergio/Rita

D: Tutto nel modo più semplice e naturale possibile: Sergio Rubini e Rita Marcotulli avevano già letto e ascoltato cose mie in passato, rimanendone sorpresi in positivo, e così è stato anche per Occhi chiusi spalle al mare: senza tanti giri di parole mi hanno detto “sì, lavoriamo”.

Perché hai sentito la necessità di scrivere un libro che raccontasse il dramma degli sbarchi clandestini?

D: Vivere ignorando persone che muoiono in cerca di aiuto significherebbe vivere male. Io scrivo per vivere meglio, quindi… Secondo te, quanta consapevolezza c’è nelle persone che assistono alle tragedie in mare? Poca, quasi nulla. Innanzitutto nelle scuole i ragazzi dovrebbero essere stimolati a discutere di argomenti come questi per poi confrontarsi con i propri genitori a casa, molti dei quali credo non siano correttamente informati.

Sono pienamente d’accordo se ne parla troppo poco, e quel poco anche male!

L’unica soluzione per scappare via da quel lembo di terra maledetto era il mare. Nel campo erano tanti i racconti di chi era riuscito ad attraversarlo per raggiungere l’Europa”. 

C’è abbastanza informazione sul flusso migratorio, sulle condizioni precarie dei viaggi, ma soprattutto sulle motivazioni che legano le varie etnie a scappare dalle proprie terre e imbarcarsi sui gommoni della speranza?

D: I media parlano continuamente di sbarchi, di centri di accoglienza per rifugiati, di migranti clandestini. Il problema è la paura diffusa, la diffidenza, alimentate da notizie di cronaca spesso strumentalizzate da alcune frange politiche. Ci si limita a focalizzare l’attenzione sui numeri delle persone che sbarcano sul nostro territorio e non ci si chiede abbastanza da che cosa fuggono e dove esse vogliano andare.

Piero, Jasmine e Youssef rappresentano la speranza di aprire gli occhi davanti al mare?

D: Lo spero, Loredana, lo spero, è l’unico motivo per cui ho scritto questo romanzo.

… E ora ancora un po’ di te, per stuzzicarti. 

È una domanda di rito per me: il tuo autore preferito? E quello che proprio non riesci a leggere?

D: Il mio preferito è Beppe Fenoglio, mi ha educato alla vita, modellato e scolpito la coscienza. Quelli che non riesco a leggere sono diversi, ma magari è un problema mio quindi preferisco non fare alcun nome.

E il musicista?

D: Adoro Fausto Mesolella, per tanti motivi. La sua scomparsa ha segnato per sempre la mia vita, però le sue opere mi consentono di sentirlo vicino ogni volta che voglio e di camminare ancora assieme a lui.

Cos’è la musica per Donato Cutolo?

D: Una donna con la quale non mi sposerò mai, continuerò a litigarci per cambiare e crescere.

Io consiglio di leggere, assolutamente, Occhi chiusi spalle al mare, e tu? Ci consigli un libro?

D: “La ragazza di Bube” di Carlo Cassola.

Nel tuo prossimo futuro c’è…

D: La prima presentazione a teatro di Occhi chiusi spalle al mare, con Sergio Rubini e Rita Marcotulli. Poi sarò impegnato nella promozione del libro, nelle scuole soprattutto, dove dialogherò con gli studenti su temi come la diversità, l’intolleranza: avrò molto da imparare anch’io.

Ultima per chi batte…

Su quali note accompagneresti questa intervista?

D: Be’, per l’occasione scelgo Rita Marcotulli, tutta la sua colonna sonora a “Occhi chiusi spalle al mare”

Ringrazio Donato per essere stato qui con me

Intervista a cura di Loredana Cilento

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