Recensione- Restiamo così, quando ve ne andate- Cristò

Titolo: Restiamo così, quando ve ne andate

Autore: Cristò

Edizione: TerraRossa Editore

Pubblicazione:2018

Pagg:242

“Restiamo così, quando ve ne andate.

Rimaniamo in questo vuoto di formiche, in questo silenzio senza sonno, senza occhi da chiudere o da tenere aperti. Le stanze dimenticano i loro nomi e non hanno più una propria voce”

Copertina-Restiamo-così_fronte

Voci silenziose che aspettano un’anima per riempire i  vuoti silenzi.

Il nuovo libro di Cristò  e pubblicato da TerraRossa Editore, è qualcosa di molto particolare; una melodia triste, un vuoto emozionale che viene saturato dalle giornate inattive obnubilate dall’ hashish che Francesco consuma abitualmente nel suo appartamento.

Non è stato facile scrivere questa recensione; le parole tardavano a mostrarsi sullo schermo, è come se si fosse creata un’atmosfera fumosa attorno cullata da una melodia triste. Cosa vuol dire questo? Beh, vuol dire semplicemente che Cristò è riuscito a toccare quelle famose corde dell’anima, di cui tutti parlano.

La simbologia utilizzata della casa come spazio inattivo, vuoto, inconsistente, per poi essere colmato con le presenze, con la musica soprattutto.

Ma chi è Francesco? Un quarantenne inadeguato ai tempi che corrono, alla staticità della routine quotidiana che si trascina in un tedioso lavoro.

Un lavoro al supermercato imposto o quasi dal padre che lo aveva raccomandato a un “antipatico” direttore, e relegato al conteggio delle monetine.

Francesco ha lasciato la sua passione, la musica, per una certezza: il lavoro.

Ma tutte le scuse sono buone per non andare a contare le monetine, trascorre le giornate sul divano Googolando, lui come il reggente dello Mswati si impone leggi e si concede deroghe, si ributta sul divano stanco della sua stanchezza.

Alterna le ricerche su Google a Facebook, aspettando commenti e like; la sua vita scandita un click dopo l’altro.

Nella sua vita c’è l’amico di sempre, Donatello, aspirante scrittore.

Sarà un evento drammatico a scuotere la vita di Francesco arenata nella stanza dei rimorsi.

La narrazione, potente e di grande impatto, è affidata a un narratore decisamente inconsueto; sono le stanze che ci parlano di Francesco, ma anche di chi, prima di lui, le ha abitate, quelle stesse stanze che vorrebbero essere animate e mai lasciate:

Conoscevamo la musica anche prima che arrivasse Francesco. Non ricordiamo bene, ma prima di Francesco qui doveva abitare qualcun altro, e altri prima ancora: ci dimentichiamo presto di voi, quando ve ne andate.

Il personaggio di Francesco ci riporta un po’ a quelli che sono stati i protagonisti del Decadentismo, il disfacimento del corpo e dell’anima, in un’epoca di crisi esistenziale e sociale.

Vediamo però un riemergere anche minimo, di Francesco, quando decide che la musica gli dà una ragione, un motivo, perché a Francesco manca quello: Francesco vive una crisi motivazionale ed emozionale.

Il libro è suddiviso in quattro parti, quattro tempi, un po’ come la musica che ritorna come connotazione centrale, ma non solo, del romanzo.

Effettivamente ci troviamo di fronte a un romanzo nuovo e innovativo che ben si adatta alla collana Sperimentali di TerraRossa, si perché la scrittura, lo stile di Cristò è una carica innovativa: la lingua italiana è meravigliosa e saper utilizzare tutte le sue sfumature, i suoi colori, per dare vita a un’opera come Restiamo così, quando ve ne andata è a dir poco geniale e originale.

“Ci concentriamo in questo silenzio, in questo vuoto di formiche, per ricordare, ritrovare qualcosa di significativo della vita che ci ha attraversato. Sappiamo di essere state piene. Succede di notte, più spesso, che ricordiamo qualcosa; se non pensiamo al terremoto, o al vuoto di formiche”

Decisamente accattivante è l’illustrazione di copertina affidata al talentuoso Francesco Dezio che ne riassume l’essenza.

E come sempre TerraRossa consiglia a chi è rivolto il libro:

Lettore ideale chi nella vita avrebbe voluto fare altro e forse è ancora in tempo per provarci; chi pensa che la narrativa non sappia fare i conti con la realtà (e con l’irrealtà); chi ama le opere di John Barth, William Burroughs, Guido Morselli; chi non crede che Cristò possa essere il vero nome dell’autore; chi ne ha appena rullato uno.

…e se proprio non vi piacerà beh…potete sempre rullare la copertina!!

 

Cristò ha pubblicato quattro romanzi brevi: Come pescare, cucinare e suonare la trotaL’orizzonte degli eventiThat’s (im)possibleLa carne. Suoi contributi sono apparsi su alfabeta2, Artribune e minima et moralia.

Articolo di Loredana Cilento

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