Recensione- I prescelti- Steve Sem-Sandberg

Titolo: I prescelti

Autore: Steve Sem-Sandberg

Editore: Marsilio

Pubblicazione: 2018

Pagg: 575

“Non so se ve ne rendete conto, ma siete dei prescelti. Un giorno verrà il tempo del Grande Reich Tedesco e allora avrete la fortuna di poter crescere nella luce,a differenza dei vostri padri e delle vostre madri chesono stati costretti a sopportare il buio e la vergogna.prescelti

I prescelti di Steve Sem-Sandberg, edito da Marsilio, è un’opera letteraria a dir poco munumentale.

Lo scrittore ripercorre gli anni tra il 1940 e il 1945, in cui il giovanissimo Adrian Ziegler arrivò nell’ospedale di Spiegelgrung, un istituto che ufficialmente “accoglieva” bambini ribelli o con malattie psichiche.

Adrian arrivò all’ istituto nel gennaio de 41 in una fredda e limpida mattina, ricorda la chiesa dalla cupola verderame sulla collina che sovrastava i padiglioni; fu accolto da un’infermiera dall’aria imperiosa e scostante che lo condusse per la prima visita dal dottor Gross. Dopo la visita, con strumenti strani, gli viene consegnato sapone e indumenti e non possiamo neppure immaginare cosa lo aspettasse se non leggendo questo memorabile libro.

L’opera attuata dai medici dell’istituto serviva a salvaguardare e mantenere intatta una razza perfetta e senza malattie, l’eutanasia infantile richiesta da Berlino veniva eseguita dagli addetti privi sensi di colpa, nel puro spirito nazista e anche chi per sensibilità non ammetteva tale atrocità ne subiva passivamente la dottrina.

Adrian prima di essere recluso nell’ospedale viene affidato a una famiglia, i suoi genitori non possono provvedere a lui e a suo fratello, una madre debole e un padre autoritario e assente.

L’affido non va a buon fine da lì verrà trasferito all’istituto.

Arrivato a Spiengelgrund, Adrian pensò che bambini che c’erano là dentro stessero tutti trattenendo il fiato.Più tardi avrebbe pensato che erano tutti già morti fin d’allora e fingevano di essere vivi per lui. Perchè non si perdesse subito d’animo”

Leggere queste pagine una dopo l’altra è stata commovente e indimenticabile, non sappiamo mai abbastanza sulle mille atrocità di quel periodo, e spesso si dimentica troppo facilmente; grazie a questa magistrale opera veniamo a conoscenza di un altro orrido tassello che compone il puzzle dell’orrore nazista.

Non è un’opera romanzata è un saggio schietto e diretto, l’autore non ha indorato la pillola perché sembrasse più bello, meno crudo, l’impatto narrativo è deciso e forte così come dovrebbe essere un libro che ci informa, soprattutto sul genocidio.

“Non appena il bambino cercava di rialzarsi dal groviglio di asciugamani, una delle infermiere lo afferrava per una gamba o anche per tutte e due, spingendogli di nuovo la testa e le spalle nell’acqua gelata…gli tappava gli occhi, la bocca, il naso.”

Che dire…l’unica parola assente e inesistente è umanità.

Nei vari anni si susseguono gli arrivi di nuovi e sfortunati bambini:  Karl Pototshnik che incarna malvagità e  indifferenza, non riesce ad adattarsi a ubbidire alle ferree regole, lui agli occhi di tutti era uno forte.

Tanti avvenimenti crudi e spietati si alternano in sequenza come un film dell’orrore, ma questo non è un film.

Magistralmente scritto, lo scrittore ci narra la storia di Adrian ma anche tutto quello che gira attorno, condensando sentimenti e fatti ha dato vita a un’opera colossale.

L’ospedale oggi non esiste più, esiste solo un ricordo amaro e triste, quello non può essere abbattuto insieme alle mura e le voci silenziose, le grida disperate di quei bambini oggi risuonano tra queste meravigliose pagine.

Quello che doveva essere un segreto è stato poi portato alla luce dalle numerose testimonianze rilasciate dagli addetti, infermiere e medici dell’ospedale, la stessa Anna Katschenka ne dà un’ampia durante il processo che portò all’arresto degli aguzzini di piccole anime indifese.

Un bellissimo libro che deve essere letto per conoscere la verità sull’ospedale degli orrori.

Steve Sem-Sanberg è scrittore e giornalista svedese, ha ricevuto molti riconoscimenti, il suo romanzo Gli spodestati ha vinto l’August Prize.

Articolo di Loredana Cilento

6 risposte a "Recensione- I prescelti- Steve Sem-Sandberg"

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