Recensione- Una finestra sul noir- Autori vari

Titolo: Una finestra sul noir

Autori: Adriana Albini, A. Alioto e R. Repaci, Rocco Ballacchino, Ivano Barbiero, Alessandro Bastasi, R. Besola, A. Ferrari e F. Gallone, Fabrizio Borgio, Daniele Cambiaso, Roberto Carboni, Diego Collaveri, Dario Crapanzano, Armando d’Amaro, Matteo Di Giulio, Massimo Fagnoni, Ippolito Edmondo Ferrario, Roberto Gandus, Fiorenza Giorgi e Irene Schiavetta, Daniele Grillo e Valeria Valentini, Domenico Ippolito, Achille Maccapani, Vincenzo Maimone, Gino Marchitelli, Maria Masella, Marvin Menini, Alberto Minnella, Roberto Mistretta, Bruno Morchio Ugo Moriano, Roberto Negro, A. Novelli e G. Zarini, Paola Mizar Paini, Alessio Piras, Alessandro Reali, Nicoletta Retteghieri, Massimo Tallone, Simone Togneri, Alberto Tondella, Maria Teresa Valle, Laura Veroni, Maria Bellucci

Edizione: Fratelli Frilli

A cura di Armando d’Amaro prefazione Valerio Varesi

Pubblicazione:2017

Pagg:376

Una finestra sul noir è un’antologia di racconti noir edito da Fratelli Frilli, scritta in memoria del suo fondatore,Marco Frilli, editore e amico soprattutto.

Quarantasei autori italiani si sono alternati per ricordare Marco, manifestando affetto e rispetto verso colui che è stato sempre accanto a loro.

Carlo Frilli, suo figlio ha detto: “per me sarà come incontrarlo ancora…”.

E Marco sarà protagonista indiscusso di tutti i racconti: sarà coinvolto nelle indagini, dando una mano al commissario Botteghi in Uno strano incontro  di Diego Collaveri, un semplice pranzo consumato tra chiacchiere e buon cibo, illumineranno il commissario portandolo alla soluzione.

Ero così in pace , tranquillo, che ridevo e scherzavo con uno sconosciuto…per me rappresentava un traguardo inaspettato

Perché Marco ha rappresentato anche questo per i suoi amici e familiari, e lo si evince perfettamente dalle parole degli autori.

Marco sarà un protagonista diverso per ogni racconto; in Il fantasma di Teresa,di Daniele Cambiaso, ambientato nel 1962, ritroveremo Marco bambino.

Lo strano incontro di un futuro editore di romanzi gialli di Dario Crapanzano, in una bella giornata di fine primavera incontreremo un giovane rappresentate della Mondadori libri, Marco Frilli che un giorno forse, chissà, diventerà un apprezzato editore.

Armando d’Amaro, che ha curato l’intera raccolta, in Quando sorriderò, mi ha commossa particolarmente, un ricordo triste ma anche molto sentito del suo amico Marco, in un dialogo tra il surreale e il reale.

“Preferirei restare tra i protagonisti degli autori che amo, anche loro vanno a scavare tra luci e ombre della natura umana, ma senza morbosità.”

Penne diverse, stili diversi che si amalgamano perfettamente per dare vita a una raccolta che omaggia una bella persona, sia umanamente che professionalmente.

I quarantasei autori dall’indiscusso talento, rappresentano un valore aggiunto all’editoria; non solo indagini e misteri, ma in essi vi ritroviamo una grande empatia.

Ma chi era Marco Frilli?

 Il” belin”  di Marco è sempre presente, fa parte di lui, piacevole e ironico, è un termine che viene preferito ad altre esclamazioni.

Ci viene ampiamente descritto nelle varie storie come un uomo amante della buona cucina, ma anche un inguaribile amante delle belle donne; immancabile la sua sigaretta che ha reso la sua voce profonda e roca, pronto ad aiutare i suoi autori, magari anche una sonora “cazziata” al momento giusto.

Marco è riuscito a portare alla luce un genere, quello del noir italiano, a un livello alto, con storie sempre nuove e accattivanti.

Carlo, suo figlio ne segue le orme con rinnovato entusiasmo.

L’antologia si chiude con la vincitrice del premio letterario gestito dall’Associazione  Culturale Amici di Savona Sound a lui dedicato: Maria Bellucci con Knife

Vorrei poter parlare di tutti i racconti, che uno a uno di sono susseguiti, che mi hanno fatto emozionare e soprattutto che mi hanno fatto conoscere via via questa bellissima persona, Marco Frilli.

Achille Maccapani in Martielli e le armi della ‘ndragheta, Maria Masella in Mare d’inverno, Marvin Menini con il suo de Foresta, e ancora Grillo e Valentini in La prova decisiva, o  anche Laura Veroni ne  Il caso di Annabella Lorena in cui ritroveremo l’algida magistrato Elena Macchi

 

“Come le opere d’arte, anche i libri sono portatori sani di cultura. Certo, noi editori, come i librai, dobbiamo pur campare, ma se ci pensa, le storie trovano il loro posto, non solo nelle menti del lettore, ma fanno conoscere personaggi che possono diventare cittadini onorari di questo nostro mondo, come se fossero persone reali e, per questo, i libri avrebbero il diritto di essere alla portata di tutti quelli che amano leggere.

‘Le parole non hanno prezzo’ A.Alioto e Rosaria Repaci

 

Anche se non ho conosciuto Marco Frilli lo ringrazio per aver dato vita alla sua casa editrice, per aver dato voce a talentuosi autori che ci regalano storie sempre nuove e avvincenti tra mistero e suspence.

Grazie Marco!

Articolo di Loredana Cilento

 

 

 

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