Recensione- Non si uccide per amore – Rosa Teruzzi

Titolo: Non si uccide per amore
Autrice: Rosa Teruzzi
Edizione: Sonzogno
Pubblicazione: 29 marzo 2018
Genere: Giallo

Ogni scelta ci lascia addosso una cicatrice di sofferenza o una ruga di felicità.”

Non si uccide per amore! Rosa Teruzzi in questo nuovo episodio della fioraia/investigatrice ci tiene a sottolinearlo: l’amore non c’entra niente con la violenza, chi ama veramente non può e non deve farsi accecare dalla gelosia, dall’odio, dalla disperazione.
Mettere sullo stesso piano amore e violenza è un sacrilegio, non deve e non può coesistere.
Un titolo, ma anche un grido, un monito per chi soprattutto crede di sentirsi nella circostanza di aver agito per forza.
Rosa Teruzzi firma questo nuovo capitolo, Non si uccide per amore (Sonzogno,2018), in cui ritroveremo il trio particolare, Libera, Vittoria e Iole, e l’immancabile casello ferroviario, alle spalle del Naviglio, e che esiste realmente.

Avevano lasciato Libera che ritrova un biglietto ormai ingiallito nella tasca di una camicia di Saverio, morto in circostanze misteriose:
Martedì 25, alle sette, nel parcheggio…”
da La fioraia del Giambellino

Libera deve dare una risposta a quel mistero che per anni ha torturato la sua mente e il suo cuore, lo deve fare per lei, ma soprattutto per la sua Vittoria, per dare un po’ di pace a un’esistenza tormentate e inquieta.
Ma per fortuna a rendere tutto molto leggero e brioso ci pensa l’anziana, ah no, Iole non tollera quell’appellativo, piuttosto l’eccentrica e vulcanica yogi.

Le indagini vedranno la collaborazione di una cronista di nera, che accompagnerà Libera e Iole dal Friuli alla Calabria, seguendo le indagini con strambi travestimenti.
Grazie al giornalista o pennivendolo, Cagnaccio, e la Smilza, piano piano i pezzi di un puzzle difficili da incastrare, prenderanno forma, ma non solo…
In questo particolare capitolo della saga, Rosa Teruzzi darà una svolta al personaggio di Libera, maturerà a tal punto che aprirà il suo cuore…

In un bacio, saprai tutto quello che è stato taciuto» scriveva Pablo Neruda e Libera, in quel momento, lo seppe. Seppe che amava Gabriele e non le importava di capire da quanto tempo, né per quanto tempo ancora. Ed ebbe la certezza che anche lui l’amava”

I buchi neri in cui Libera aveva vissuto per vent’anni finalmente stavano per chiudersi, in quella crepa del passato filtrava finalmente una luce, la luce della verità.
Libera sarà più coraggiosa sia nell’affrontare la verità sia a sopportare un’altra dura prova.
E sempre Liberà sarà l’indiscussa protagonista di questa storia, della sua storia. Iole come sempre è il personaggio verve della saga, il personaggio che alleggerisce i momenti più bui, per conferirgli quella geniale comicità caratteristica principe del suo essere.
Non mancheranno i ricordi, gli istanti che precedono la morte di Saverio, e le mille domande su cui si fonda questo capitolo. Cosa sa effettivamente la polizia sulla morte di Saverio?
È possibile che qualcuno sapesse e ha taciuto?
Tanti momenti diversi, e tante storie che si dipanano lungo il Naviglio e che si affacciano su un vecchio casello ferroviario.Photo Gerardo Colombi

Ci sono libri che nella loro semplicità, pura quasi ingenua, riescono a donare un momento di magica serenità, un posto comodo dove rannicchiarsi ed essere avvolte da un tepore intimo e piacevole.
I libri di Rosa regalano al lettore quel senso di armoniosa intimità.
Regalano un sorriso, ma anche spensieratezza, e soprattutto il piacere del mistero, dell’indagine in compagnia di persone come noi, tutti noi possiamo essere una Libera o sentirci una frizzante Iole o una ligia Vittoria.

Rosa Teruzzi (1965) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado, in onda su Retequattro. Per scrivere si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario, dove colleziona libri gialli. Per Sonzogno, nel 2016 ha pubblicato La sposa scomparsa, e La fioraia del Giambellino

articolo di Loredana Cilento

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