Recensione- Tris di coppie- Pietro Verzina

Titolo: Tris di coppie
Autore: Pietro Verzina
Edizione: NullaDie
Pubblicazione: 2017

“Cos’è la bruttezza? La bruttezza è un mistero, e come tutti i misteri essa non può che attrarre fortemente.”

La frase che avete appena letto è tratta dal terzo dei tre racconti lunghi scritti con straordinaria bravura, da Pietro Verzina, insegnante in un liceo toscano, ma di origini calabresi, che nel libro Tris di coppie edito da Nulladie, ci narra tre storie, tre coppie, tre modi diversi di vedere il mondo e le relazioni personali…

dalla quarta di copertina

Se la coppia è un modo di vedere il mondo, tre coppie potrebbero corrispondere a tre diverse visioni della realtà. Eppure qualunque storia dimostra come non tanto con la varietà si abbia a che fare parlando di coppie, quanto con l’uniformità, la ripetizione, l’eterno ritorno archetipico che, nel bene come nel male, fanno della vita a due la messa in atto di un copione già scritto. Già scritto, e tuttavia mai noto fino alle pagine estreme, se è vero che di rado la conoscenza del futuro è stata guida affidabile, e mai il dono della consapevolezza è stato raggiunto laddove mancassero fatica e incertezza. Il desiderio di conoscenza e rinascita è il filo indissolubile che attraversa le storie di questo trittico, ove nella coppia è vissuta l’iniziazione al più ordinario e inatteso dei misteri.

Per capire la vita di coppia bisogna abbattere i muri degli stereotipi su di essa.
Le storie narrate si presentano al di fuori di questi stereotipi, non sono tre coppie usali, anzi, se vogliamo ragionare come fanno tutti, sono totalmente mal assortite.
Eppure gli opposti si attraggono, nonostante le numerose differenze, disfunzionali, infelici o felici non ci si oppone a quella attrazione.
In La vergine e lo zingaro questo concetto è espresso ampiamente- Carolina e Franco amici dall’infanzia, ma divisi dall’estrazione sociale, lui è figlio di una famiglia di zingari, eppure questa condizione non ostacola la loro amicizia.
Non tutto è nitido in questo racconto, aleggia qualcosa d’irrisolto, c’è una sorte di obnubilamento, ottenebrato tra le righe, orchestrato per lasciarci sospesi tra riflessioni e pensieri misteriosi.

Domicilio coniugale è forse la più amara e triste fra le coppie – ma con un suo perché- una coppia che consuma ore e giorni della loro vita, a ignorarsi fino a trascurare il decoro casalingo. Alida e Carlo vivono nella stessa casa, ma è come se non fossero parte di essa come coppia, e come la fiamma di una candela che lentamente si spegne.

Il gorilla chiude l’opera in modo magistrale; è la storia di un amore che nasce piano piano nonostante le apparenze, nonostante i difetti, nonostante i pettegolezzi: Marinella e Gaetano, sono due personaggi comuni apparentemente, ma in realtà sono molto carismatici.
Gaetano nell’incipit è descritto come l’uomo più brutto del mondo, da qui il titolo al racconto, eppure Marinella prova un’attrazione particolare:

Aveva però, la bruttezza di Gaetano, qualcosa di incantatore, qualcosa che riusciva a far correre all’indietro l’orologio dell’esistenza di Marinella e a rimetterlo poi in viaggio al giusto ritmo”.

Tris di coppie è un romanzo costruito sapientemente, l’impianto narrativo è di grande impatto, le descrizioni dei personaggi, le circostanze delle storie, le ambientazioni a volte celate o poco trasparenti come i piani temporali e le loro collocazione, fanno si che il lettore sia completamente assorbito e affabulato pagina dopo pagina.
Inizialmente si ha la percezione che la scrittura possa essere poco intuitiva, ma è solo una momentanea sensazione data da un accurato e raffinato linguaggio.
Tris di coppie è un libro in cui i silenzi fanno rumore, le attese lasciano riflettere, le circostanze reali si mescolano con il surreale.
Inoltre quest’opera mira a individuare la natura dell’essere umano sviscerando fragilità e debolezze all’interno della coppia e costruendo rapporti più forti.
Pietro Verzina è un abile scrittore che sa comunicare e raccontare storie, anche complicate, sorprendendo ed emozionando, il tutto con la sua capacità narrativa che esula dal da alcuni contesti letterari moderni. Avevamo bisogno di un romanzo così; colto, lucido, ispirato.

Ho trascorso ore memorabili leggendo questo libro che difficilmente dimenticherò.

Pietro Verzina (classe 1984) ha svolto negli ultimi anni attività di ricerca in Italia e all’estero e ha pubblicato vari studi in rivista. Oltre che di letteratura si è occupato di cinematografia e ha autoprodotto alcuni cortometraggi

Articolo Loredana Cilento

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