L’inarrestabile ascesa di Turi Capodicasa- Stefano Amato- recensione

Titolo: L’inarrestabile ascesa di Turi Capodicasa
Autore: Stefano Amato
Edizione: Hacca Edizioni
Pubblicazione: 2018

“Ecco perché mi piacciono questi eventi”-disse la signora lì accanto- “Perché rischi di trovarti davanti nientedimeno che Turi Capodicasa”.

Per Hacca Edizioni,Stefano Amato pubblica L’inarrestabile ascesa di Turi Capodicasa,la paradossale e inspiegabile esaltazione sociale di un perfetto sconosciuto nel mondo del jet set e della politica.

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Il ritratto grottesco, che ne viene fuori è quello, di un mondo assuefatto dall’apparire.
Turi Capodicasa resta “orfano” alla tenera età di circa trenta quarant’anni, si perché di lui non si conosce neppure l’età precisa, è stato cresciuto da una madre adottiva a pane e dvd, la signora Capodicasa lo ha tenuto in completo isolamento, probabilmente per il colore della sua pelle.
Alla sua morte, Turi viene praticamente cacciato di casa e si ritrova in un mondo nuovo, lontano dalle mura che lo proteggevano e lontano dai suoi film.
La nuova vita di Turi attraverserà eventi a dir poco surreali e assurdi fino a essere acclamato e osannato nel mondo culturale e politico.
Tutti lo vogliono, un plauso comune per le sue idee, per il suo essere; la politica viene praticamente investita da questo uomo di colore venuto dal nulla; i social network parlano di lui; interviste in tv, presentazioni a eventi culturali, tutti parlano di Turi Capodicasa.
Ma chi è costui che ha rivoluzionato i salotti della Sicilia bene? In pratica Turi non è nessuno se non se stesso, un bambinone che non conosce il mondo, non conosce l’amore né le sensazione che produce il tocco di una donna.
” Né l’anagrafe né la motorizzazione sanno che esista, e non risultano conti in banca a suo nome. La cosa veramente strana però è un’altra. Da qualche ora parlano tutti di questo tizio su Facebook, Twitter, Youtube eccetera.”
Da qui parte l’idea di un libro geniale, una storia intrecciata tra equivoci e inganni, che ben aderisce al tessuto sociale contemporaneo, l’apparire più dell’essere, la menzogna più della verità, parti integranti di alcuni ambienti sociali.
E così, poche parole sentenziate da Turi (tratte dai suoi film preferiti) assumono un particolare significato; i suoi modi, i suoi vestiti d’altri tempi, ma eleganti, fanno il resto.
L’incontro con personaggi di spicco della politica al Grand Hotel La Valletta, ne decreta il successo, l’evoluzione di Turi lo porterà persino a …
“E sapete che cosa mi ha detto un uccellino?”…
“Che il tuo Capodicasa è la terza persona più ricca della Sicilia”.
I personaggi comprimari rappresentano l’effetto domino della sua ascesa; il direttore dell’Hotel che lo invita a soggiornare nella suite; lo stesso proprietario de La Valletta ne resta visibilmente entusiasta, generando le antipatie del figlio, un ragazzotto esasperato dalla vita dell’Hotel e mentalmente debole e influenzato da un amico immaginario.
Il politico Boccadifuoco trincerato dietro una politica dell’inganno, non disdegna le oscure macchinazioni volte a non secernere la verità.
Nella commedia dell’assurdo tutti hanno un ruolo rilevante, fondamentale per mettere in scena un’opera come L’inarrestabile ascesa di Turi Capodicasa: ironico, pungente, irriverente, mette a nudo un mondo ozioso mascherato da perbenismo.
Ricco di elementi farseschi, l’opera ci ricorda i testi delle commedie degli equivoci, in cui gli elementi comici si mescolano a quelli tragici di memoria shakespeariana.
Dialoghi brillanti e ben curati rendono l’opera fluida e scorrevole.
Un gran bel libro!

Stefano Amato è nato a Siracusa. I suoi racconti sono usciti su Linus, Maltese Narrazioni, Colla, e altre riviste.

articolo di Loredana Cilento

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