L’ultima bambina d’Europa- Francesco Aloe- Recensione

Titolo: L’ultima bambina d’Europa

Autore: Francesco Aloe

Edizione: Alter Ego

Pubblicazione: marzo 2017

Pagg:174

L’incredibile ispirazione di Francesco Aloe, lo ha portato a scrivere un libro che dire semplicemente bello sarebbe riduttivo.

L’ultima bambina d’Europa (AlterEgo Edizioni), ci spinge a confrontarci con un futuro distopico, in cui non saranno gli extracomunitari a migrare per disperazione dalle loro terre martoriate, ma noi europei, che a causa di cambiamenti climatici –  non ben definiti – saremo costretti a raggiungere le coste nel vano tentativo di salvezza, in un viaggio della disperazione, in balia di scafisti senza scrupoli.

Francesco Aloe con una scrittura vivida e precisa, immagina terre desolate, tappeti di cadaveri umani, incendi devastanti, aria rarefatta dal fumo e dall’acre odore di morte, una famiglia, una delle poche sopravvissute alla terrificante disgrazia, vaga per strade rifugiandosi – là dove è possibile- in cerca di cibo e oro, ambita merce di scambio.

Una famiglia composta da padre, madre in stato di gravidanza, e una bambina, di loro non si conosce il nome, solo la loro disperazione e i ricordi di una vita felice.

“Quando sei nata… soffiava uno strano vento. Tua madre se lo ricorda benissimo, durò una settimana, giorno e notte. Appena sei nata ha smesso”

“Un vento come questo?”

“No, quello era dolce e delicato. Profumava di gelsomino”

“Mi piace” disse la bambina.

Incontreranno sulla loro strada disperati come loro, ma nella guerra alla sopravvivenza vince il più forte, non c’è solidarietà, non c’è umanità.

Un libro estremo, capace di evocare le immagini di un disastro in un’epoca in cui tutto potrebbe succedere, e queste stesse immagini ci costringono a riflettere, in un certo senso, che i drammi delle immigrazioni devono essere visti da più punti, a 360°.

Una famiglia che cerca di arrivare in Africa, unica metà non colpita dal disastro europeo, dove volano ancora gli uccelli, dove i colori della natura sono immutati.

Pochi bagagli essenziali, un biberon per il nascituro e delle scarpette di lana, per affrontare un viaggio sul gommone che decreterà la vita o la morte dei passeggeri.

Un tributo letterario straordinario al romanzo di Cormac McCarthy, La strada.

Le strade sono le protagoniste, quelle percorse dalla famiglia nel loro lungo viaggio per la salvezza.

Come dicevo, un libro fortemente ispirato, uno stile lucido, evocativo non immune dalle descrizioni crude e talvolta forti nel disegnare un paesaggio cosparso di corpi e di storie.

Le uniche tracce di umanità sono nelle parole dell’ultima bambina d’Europa, l’unica a voler capire chi sono i buoni e chi i cattivi.

“Chi è uno scafista, papà? E’ qualcuno che ha una barca e che ci può portare dall’altra parte”

“E se poi non ci porta?” Ci porta…Certo che ci porta”

“Perché è uno dei buoni”

Un libro costellato di problemi che metteranno a dura prova i protagonisti e si concluderà con un finale inaspettato.

Un grande plauso per una storia intensa e magistralmente scritta!

Francesco Aloe Nato nel 1982 in Calabria, si è trasferito a Bologna nel 2001, laureato in Lingue e letterature straniere con una tesi su Tollan-Teotihuacan e la storia tolteca. Nel 2009 si  specializza in Lingua, società e comunicazione presentando una tesi sulla Letteratura noir ispano-americana.

Direttore editoriale nel 2008 il suo primo thriller Vertigine.

Articolo di Loredana Cilento

2 risposte a "L’ultima bambina d’Europa- Francesco Aloe- Recensione"

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