Vite Fragili, il romanzo potente e toccante di Elisabetta Sabato- recensione

Titolo: Vite Fragili

Autore: Elisabetta Sabato

Editore: Del Poggio

Pubblicazione: 2018

“Talvolta è come se la vita soffocasse in un angolo dell’anima la voce fioca e debole dell’intelletto umano, per trasformare tutti, in automi, poco attenti alla natura, al canto del vento, al soffio delle foglie al fragore delle nuvole in tempesta. Tutto diventa scontato e descritto esclusivamente attraverso spiegazioni scientifiche, semplici, non avvolgenti però come le emozioni donate da questi piccoli regali quotidiani.”

Vite fragili, vite difficili, vite ai margini, vite vissute troppo brevemente.

Elisabetta Sabato ci omaggia di un romanzo sapientemente costruito, con una scrittura che cattura sin da subito il lettore e lo invita a riflettere.

Le fragili vite vissute dai personaggi nella raccolta Vite Fragili, edito da Edizioni del Poggio, si alternano in un crescendo di emozioni, forti, disperatamente vere.vitefragili

Donne sensibili e disponibili, pronte a dare una mano al bisogno, piccoli gesti compiuti con naturalezza, come Alice, che viveva nel suo mondo fatto di pensieri e riflessioni…

Iris, la sua Iris, intrigante con un’anima a cassetti non si sapeva mai cosa ci fosse dentro, un’amicizia che colorava la vita…

Nel disagio interiore di Alice, c’è però una luce, quella luce si chiama Carlo, un uomo dolce, disponibile, la sua roccia.

Carlo aveva preso in consegna il cuore di Alice e lo curava con attenzione, nutrendo ogni momento, come un buon giardiniere avrebbe fatto con la sua piantina

Alice lascia il suo lavoro per aprire un ristorante con Linda, la sua amica, ma le difficoltà sono dietro l’angolo, una di queste ha un nome: Nina la compagna di Linda, da lì un susseguirsi di vicende crude fino all’ineluttabile fine. Odio e amore un racconto di vite spezzate.

Vittime inconsapevoli di un mondo oramai incomprensibile e che allontana le persone.

Una di queste vittime è Marco che narra la sua storia di bambino maltrattato da una maestra, vessato e umiliato, salvato dall’intervento di un’altra maestra.

Da qui la storia di Hamide – chiude il romanzo, come atto finale- la maestra psicopatica arrestata per quegli orribili fatti e che dopo aver scontato la sua pena, non riesce a vivere più in un ambiente ostile, soprattutto quello familiare; con lucida follia piroettando in cucina, chiude la finestra, accende una sigaretta, mentre i pugni del figlio battono un ritmo disperato sulla porta chiusa a chiave…

Da Alice ad Hamide, due donne diametralmente opposte, per carattere e sentimenti, aprono e chiudono uno spaccato di vite vissute in solitaria incomunicabilità.

La caratterizzazione dei personaggi è un punto focale del romanzo, perché sono essi stessi il romanzo, lo rendono potente e unico.

Non è un libro facile, perché l’alternarsi delle emozioni non sempre positive creano un vuoto, una profonda apertura, una ferita nell’anima.

Ma è un romanzo che proprio per queste caratterista andrebbe letto assolutamente, perché sulla strada della vita gli ostacoli sono lì sempre pronti a saltar fuori, a metterci alla prova, ed eventualmente a fare di tutto per superarli.

Come i protagonisti narrati, che apparentemente sono forti, audaci, anche noi possiamo diventare fragili e andare in frantumi come cocci, davanti alle difficoltà quotidiane.

Un romanzo commovente, vero e autentico.

Elisabetta Sabato nasce nel 1979 a Putignano (BA). Appassionata di poesia, pubblica diversi componimenti tra cui: Le cicatrici dell’intelligenza (in antologia poetica “Nuove voci – Navigando nelle parole Vol. 26” ed. Il Filo, 2007), Venezia (in “d’Acqua è il mio nome – Omaggio a Venezia” ed. Akkuaria, 2008), Lontano (in antologia premio Fortunato Pasqualino ed. Akkuaria). Nel 2008 la casa editrice Akkuaria pubblica una sua raccolta poetica dal titolo Un viaggio lungo un respiro. Nel 2018 pubblica Vite fragili, romanzo premiato con il 3° premio della Critica letteraria al Concorso Nazionale “Pescara-Abruzzo” ed. Tracce 2011.

Articolo di Loredana Cilento

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