Roma si tinge di noir con l’esordio di François Morlupi e le indagini del commissario Ansaldi -Formule mortali -Recensione

Titolo: Formule mortali

Autore: François Morlupi

Edizione: Croce

Pubblicazione: 2018

Pagg: 320

Genere: thriller

“E= mc²

-È l’equazione che stabilisce l’equivalenza e il fattore di conversione tra l’energia e la massa di un sistema fisico-Albert Einstein 1905

Perché dico ciò? Beh, è così che il giovane François Morlupi, italo-francese, informatico in una scuola di Roma, esordisce per Croce Edizioni, con un thriller che si pone tra il giallo psicologico e il noir, sovrapponendosi al classico poliziesco nostrano.

Un efferato omicidio, il primo di tre, un indizio lasciato da uno o più killer, un indizio inquietante e perverso, come le sue modalità, una differente dall’altra, una simbologia deviata che utilizza formule matematiche, anzi Formule mortali.

A capo delle indagini l’integerrimo commissario Ansaldi e la sua squadra; l’algida vice ispettore Eugénie Loy, l’agente Caldara, non un genio, ma un poliziotto bravo e onesto; il tenebroso agente Leoncini e infine l’agente speciale Roberto Di Chiara.

Apparentemente nessun legame tra i vari delitti se non la professione delle vittime, tutti legati all’insegnamento scientifico.

Un caso a dir poco spinoso, finché una misteriosa moneta recante un simbolo religioso viene ritrovato nello stomaco di una vittima.

E poi …

“La ragazza, col solito sguardo impenetrabile lo fissava aspettando che parlasse.

«Il prefetto ci ordina di partire per la Corsica. Tu e io. Sei indispensabile per la comprensione della lingua, io non so una parola di francese. Qualcosa in contrario?».

Il vice ispettore si aspettava questa richiesta. Non mostrò alcun segno di sorpresa. Ci tenne però a precisare alcune cose.

«Va bene, ma forse non sono la persona più indicata per instaurare un rapporto collaborativo con… con i corsi».”

Le indagini si sposteranno, dunque, in Corsica dove emergerà un po’ quella parte fresca e ironica che smorza i toni, li sfuma facendo rilassare il lettore.

Devo dire che per me è stata una lettura diversa, siamo spesso abituati a protagonisti forti, intuitivi, arguti e scaltri nella scienza della criminologia, perfettamente ordinati e conoscitori della psiche dell’SI, come i miglior profiler d’oltreoceano; invece no, siamo nel più anonimo commissariato romano di Monteverde, dove difficilmente capitano smembramenti umani, asportazioni di arti e torture da be movie, eppure François Morlupi ha ideato e costruito una trama intricata che si dipana pian piano tra Roma e la Corsica, ma non solo…

Tante le componenti accattivanti che arricchiscono il romanzo; l’ideologia religiosa che si contrappone alla scienza, da sempre oggetto di studio di filosofi, teologi; sacralità, fede, dogmi imprescindibili, e il suo specchio, la scienza, razionale ed empirica.

Il tutto viaggia nella rete informatica, un sottobosco di utenti che usufruiscono del deep web,

un web parallelo, ma profondo e non indicizzato dai classici browser…

«Non abbiamo finito, il peggio deve ancora arrivare. Esiste la parte più nera del dark web. Un buio pesto della rete, dove effettivamente si nascondono persone che qualsiasi società sana di mente e civile combatterebbe con tutte le sue forze. Non esiste nel pianeta un posto più pericoloso. Sei pronta?».

«Dovrebbe essere lì ciò che sto cercando, sono venuta per questo».

Fortemente ispirato, lucido e metodico nella descrizione dei protagonisti – cui si deve il pregio di sostenere la trama abilmente intrecciata- l’autore contrappone le certezze della scienza, a innumerevoli rimandi artistici dando spazio in più punti al celebre pittore statunitense Edward Hopper.

“Questi nottambuli, sono come me. Persi nei loro problemi e nei loro fallimenti, non si accorgono di tutto ciò che ruota loro attorno. Appartengono a quella parte della società che le persone non vogliono vedere. Sono felici? No. E questa inchiesta non mi porterà di certo la felicità, sembra la peggiore che abbia mai affrontato”.

Come in una elaborazione grafica, la linea della suspense sale e scende ritmicamente come in una danza macabra, il lettore è fortemente preso dalle scene pulp, per poi sfumare l’adrenalina con momenti più soft.

Le caratteriste per un buon thriller ci sono tutte, anche il non essere perfetto, sì perché Formule Mortali non è un romanzo perfetto, ha le sue piccole imprecisioni, ma quale esordio letterario non le ha? In fondo dove c’è la perfezione, non c’è storia da raccontare e François Morlupi ha ancora molto da dire.

Vi consiglio Formule Mortali perché… “Questa indagine ce la porteremo dietro per tutta la vita. Non saremo più gli stessi, dopo.”

François Morlupi (Roma, 1983) Grande appassionato di gialli in generale e in particolare di quelli scandinavi, di storia contemporanea e di film coreani. Formule Mortali rappresenta il suo esordio letterario; noir ambientato nei luoghi e fra la gente della Roma che frequenta quotidianamente.

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11 risposte a "Roma si tinge di noir con l’esordio di François Morlupi e le indagini del commissario Ansaldi -Formule mortali -Recensione"

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        1. Allora à Roma lo trovi alla Feltrinelli Marconi e largo Argentina sicuramente!

          Sennò su Amazon.

          Tutte le altre Feltrinelli d’Italia sono in rifornimento perché la prima stampa è andata esaurita in tre mesi! Ma lo puoi tranquillamente ordinare e in una settimana lo avrai.

          Fammi sapere ovviamente se lo prendi dove che mi interessa anche a me sapere i tempi di distribuzione 😂

          Ps: sono su Facebook se un giorno vorrai dirmi cosa ne pensi!

          Mi piace

          1. Sicuramente vado alla Feltrinelli casomai lo faccio ordinare. Mi dispiace non sono su Facebook. Dimmi diversamente come aggiornarti. Grazie… Se così mi dici allora è bellissimo, non vedo l’ora. Ti prometto che sarà la prima cosa che farò ❤️

            Piace a 1 persona

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