Da grande di Jami Attenberg- Recensione

Titolo:Da grande

Autrice: Jami Attenberg

Edizione: Casa Editrice  Giuntina

Pubblicazione: 2018

Pagg:149

“Ammetto che a ogni seduta mi svuoto e mi sento ripulita. Ma poi mi convinco di non avere più bisogno di vederla. Molto presto il mio pozzo si riempie e appena raggiunge l’orlo lei sembra sentirlo ed è lì che mi chiama. Non rispondo, mai. La lascio parlare all’aria. La lascio cuocere.

Cosa vuol dire diventare grandi, adulti? Avere chiara, davanti a sé, la vita, sposarsi, avere dei figli, un buon lavoro, amici con cui condividere la quotidianità. Per Andrea Bern no, lei è sopraffatta dal peso della sua vita, non riesce ad avere relazioni stabili, anzi i suoi costumi sessuali la portano a entrare e uscire da un letto; bevitrice incallita, e consumatrice di droghe, espedienti per dimenticare un passato che pesa come un macigno. Solo l’arte riesce a darle un po’ di pace anche se non è la sua strada.

Nella mia mente penso:

Sono sola. Sono un’ex artista. Sono un’urlatrice a letto. Sono il capitano di una nave che affonda che è la mia carne. Alla mia analista dico:”Sono una brunetta”.

Ma poi arriverà quel momento di commossa pietas in cui uscirà da quell’abisso che è la sua vita.

Il romanzo di Jami Attenberg, Da grande,( Casa Editrice Giuntina) è una visione potente, forte di una donna, di quarant’anni, un antieroe, un personaggio se vogliamo che non ha nulla di positivo nell’immaginario collettivo, vive la sua vita in dissolvenza, quasi autodistruttiva.

Al centro della storia, la sua famiglia; sua madre, schiacciata prima da un marito tossicodipendente e poi da ogni singolo drogato sfigato, nonostante fosse una donna brillante e indipendente, ma si sentiva succube e costretta a chiedere aiuto. Da qui la visione dissociata degli uomini, alla fine gli uomini ti essiccano completamente. Un fratello e una cognata consumati nell’anima dall’arrivo di una figlia malata dalla nascita, con poche prospettive di vita, fino alla all’ineluttabile conclusione.

Siamo spronati a far lottare Andrea, viviamo la lettura come un rimprovero, vorremmo far rialzare Andrea ogni volta che cade, ogni volta che affonda nell’abisso della sua anima nera, ma Andrea ce l’ha può fare da sola, perché lei non è una donna fragile, e lo vedremo nella conclusione, a dimostrazione che nella vita si può prevalere sul resto.

Consapevolezza, amore, affetti e infine ma non ultima, la crescita del proprio essere.

Andrea ci parlerà della sua vita, della sua famiglia, dei suoi amici, dei suoi frugali incontri, amori a scadenza, vissuti con distrazione, anche se c’è in lei, un desiderio latente di affezionarsi, di vivere appieno un rapporto.

Un’apparente dissimulazione della realtà descritta con sottile ironia, rendono la narrazione vivace, penetrante, acuta nel suo divenire, sottolineando gli aspetti più profondi e invitando il lettore a più punti di osservazione.

Un libro profondo, sconcertante a tratti, avvolgente, carnale e bellissimo!

Jami Attemberg (1971) è autrice di cinque romanzi. Laureata alla John Hopkins University, collabora con riviste e giornali tra cui New York Times e Nerve. Per Giuntina ha già pubblicato I Middlestein e Santa Mazie

Articolo di Loredana Cilento

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2 risposte a "Da grande di Jami Attenberg- Recensione"

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