Una bellezza lontana di Sara Comuzzo – silloge poetica

Sono lieta di segnalarvi la silloge poetica di Sara Comuzzo, Una bellezza lontana, edito da Gnasso Editore.

Sono rimasta piacevolmente colpita da questa raccolta e volevo condividere con tutti questa straordinaria silloge; poche  righe bastano a far emozionare fortemente, a trasportarti nella poesia, nel suo afflato.

Di seguito la sinossi e un estratto, buona lettura con Sara Comuzzo.

Una bellezza lontana è la storia di una relazione che si sfalda e cade giù, come neve finta nelle palle di vetro. È la biografia di una coppia, il suo necrologio; morte naturale, incendio doloso, uccisione volontaria, pura causa degli eventi. Due voci, quella maschile e quella femminile si alternano, in un incontro/scontro di ciò che si è perso e quello che rimane oltre l’ultimo grammo di solitudine e risentimento. Divisa in tre parti, la raccolta è il risultato di bugie a fin di bene, parole pensate ma mai espresse, castelli di sabbia su spiagge baciate da oceani violenti, tutto vola via, o forse solo si sposta.

E noi [C’era una volta], la prima parte, è il ritratto maldestro delle piccole cose quotidiane, il loro destino inevitabile, è l’insieme dei momenti in cui le cose vanno ancora bene, la diga inizia già a cedere ma nessuno lo sa ancora.

Il nulla e il chiasso che segue, seconda parte, chiama in causa i fiori e le loro spine, è l’inizio della fine, una danza rumorosa nell’assoluto silenzio dell’addio. La relazione vacilla, dualità e complicità spaccano tornando individui unici, non più un Noi ma un Tu ed Io, separati.

Ora che anche le formiche, è la fine senza titoli di coda, la fuga dai ricordi dell’amore, da ciò che resta.

Scappare da tutto quello che è stato, dal ricordo dopo il buio, dalla fragilità di promesse lanciate ma mai mantenute. Pure le briciole sono finite, non rimane niente, eppure è tutto qui.

Rimane seduto il tuo fissarmi

dall’unica fotografia che conservo

come un burattino a cui hanno tagliato i fili,

vorrebbe andarsene ma non può,

colto dagli spasmi

nell’epilettico abbandono.

Se ne va invece, la voglia di incontrarsi

nel suo improvviso calcolo

di ciò che deve sopravvivere e

ciò che deve dissolversi.

Ci allontaniamo come gatti

feriti da uno scontro con il topo. (Burattini)

Sara Comuzzo (Udine, 1988) ha vissuto in Canada, Scozia, Australia, Nuova Zelanda, Africa, Irlanda e Inghilterra. Ha vinto il Premio ‘Valerio Gentile’ con la raccolta di racconti Dove nessuno può cadere (Schena Editore, 2014). Alcune sue poesie e recensioni sono comparse su riviste online e siti come Versante Ripido, Iodio, unarosainpiú, l’Altrove, Literary.it, Lo spazio rubato e Stampa 2009. Una bellezza lontana è la sua quarta raccolta di poesie. Sta attualmente completando un master a Brighton in letteratura moderna e studi di genere con una tesi sul teatro di Sarah Kane.

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