Blog Tour Thriller Storici e Dintorni con I Medici di Michele Gazo

La prima tappa del Blog Tour organizzato da TSD, ospita lo scrittore Michele Gazo che ci parlerà delle differenze tra romanzo e serie tv.

I MEDICI – LORENZO IL MAGNIFICO (MONDADORI)

DI MICHELE GAZO

COME NASCONO ROMANZO E SERIE TV

 

Di cosa parlano la nuova stagione della serie tv “I Medici” e il tuo romanzo?

La seconda stagione della serie tv “I Medici” (alla creazione della quale non ho preso parte), è interamente dedicata alla figura di Lorenzo il Magnifico, e in particolare racconta gli anni della sua vita che vanno dalla sua ascesa al potere (1469) alla celebre Congiura dei Pazzi (1478). Si tratta di una trama ricca di intrighi, azione e colpi di scena, con un finale basato su un fatto storico (l’attentato ai danni dei Medici ordito dalla famiglia Pazzi) talmente sopra le righe per come si svolse nella realtà da risultare il soggetto perfetto per un’opera di narrativa. Questa seconda stagione si avvale anche di un romanzo ufficiale, il mio, che narra le medesime vicende storiche della serie. Il libro è altrettanto ricco di colpi di scena, macchinazioni, complotti e avventure, ma offre un intreccio e delle soluzioni narrative che si discostano in più punti da quanto mostrato in televisione. 

 

Come sono nate le due opere?

La serie tv è nata come prosieguo della fortunata prima stagione, che aveva raccontato le gesta di Cosimo de’ Medici, nonno di Lorenzo, dando ampio spazio anche alla figura di Giovanni (padre di Cosimo) e di Piero (figlio di Cosimo e padre di Lorenzo). La seconda stagione, di quest’anno, si è focalizzata fin dal titolo sul personaggio più famoso della dinastia, cui sarà dedicata anche una terza stagione attualmente in produzione. Il libro nasce da un incrocio di intenti: da una parte la casa di produzione Lux Vide desiderava un romanzo ufficiale per la serie tv, dall’altra io ero interessato da tempo a scrivere un romanzo storico su Lorenzo de’ Medici e sul Rinascimento, che simboleggiasse la rivincita dei valori umani su un mondo corrotto dai complotti e dalle guerre. Allo stesso tempo, intendevo romanzare la vicenda in modo da renderla il più possibile avvincente e coinvolgente. 

Il risultato ha soddisfatto entrambe le parti, sia Lux Vide, perché il romanzo ha rispettato il taglio e i parametri narrativi ricercati dalla casa di produzione, sia me, perché, pur allineandomi a quanto sceneggiato per la serie tv, ho potuto esprimere al meglio la mia visione di Lorenzo e della sua vicenda, riuscendo, come autore, a comunicare ciò che sentivo e desideravo.

Questo tipo di operazione narrativa su due media è ancora piuttosto raro in Italia, ma all’estero è molto più frequente.

 

Come differisce il modo in cui si sceneggia una serie tv da quello in cui si scrive un romanzo?

Serie tv e romanzo sono due media molto diversi, con linguaggi, ritmi, meccaniche e fruitori differenti. Pensiamo a come sono costruiti: la serie tv ha per sua stessa ragion d’essere una struttura episodica, motivo per cui presenta delle sottotrame che si svolgono e in parte trovano una  conclusione all’interno di ciascuna puntata, pur restando concatenate tra loro in modo da creare una continuity lungo tutta la serie. Al termine di ogni episodio, un opportuno “cliffhanger” (termine tecnico che indica un momento di tensione) tiene in sospeso lo spettatore fino alla puntata successiva. Nel romanzo l’intreccio è strutturato invece in modo unitario, e benché presenti una molteplicità di personaggi e situazioni ricrea un climax unico che porta la tensione dall’inizio al finale.

Anche dal punto di vista della gestione dei personaggi ci sono delle differenze tra i due media: la serie tv è un’opera visiva, immediata, in cui la quasi totalità dei pensieri e delle emozioni è espressa attraverso ciò che fanno gli attori. Il romanzo invece richiede all’autore di entrare dentro i personaggi e di spostarsi continuamente da un punto di vista all’altro. Questo permette non solo di conoscere meglio e più a fondo i pensieri e i sentimenti di ciascuno di essi, ma anche di costruire tanti “viaggi” narrativi quanti sono i personaggi, offrendo al lettore una molteplicità di punti di vista sulla vicenda, che acquista così una tridimensionalità. 

La gestione delle ambientazioni costituisce una terza differenza sostanziale, in questo caso dovuta alle potenzialità dei due media. Per quanto una serie possa avere una produzione importante, in un libro non esistono limiti di budget. In questo romanzo per esempioho potuto descrivere scene di azione molto più articolate rispetto alla serie tv, tra cui sequenze con migliaia di comparse, edifici che crollano sotto le cannonate e flotte di immensi velieri alla fonda al largo dello scalo portuale di Pisa. 

 

Cosa si può trovare nel romanzo che non c’è nella serie tv?

Il mio stile è un po’ più epico rispetto a quello della serie tv, per cui il taglio risulta un po’ diverso. Come dicevo prima, i pensieri e le emozioni dei personaggi risultano più approfonditi, molti di loro compiono più azioni e hanno quindi un percorso più articolato all’interno dell’intreccio. Ci sono molte scene che risultano diverse rispetto a come sono nella serie televisiva e parecchie scene in più. Penso per esempio alla sequenza della festa rinascimentale proprio all’inizio del romanzo, con lo spettacolo teatrale animato da trucchi meccanici ed effetti pirotecnici come si usava presso le corti dell’epoca. Nel romanzo ho inserito inoltre alcuni elementi a me cari, per esempio un richiamo a certi archetipi fiabeschi e immaginifici, come nel caso della parte sulla giostra tra cavalieri o lo stesso concetto di arte che viene espresso dal modo in cui Botticelli si approccia alle sue opere. 

Il Lorenzo che ho descritto è un personaggio più nobile e sofisticato rispetto ai protagonisti dei miei precedenti romanzi, che vivevano in epoche collocate svariati secoli prima di Cristo. Questo mi ha dato modo di raccontare, attraverso di lui, temi che toccano più da vicino la nostra sensibilità moderna quali l’arte, l’amore e il genio umano. Ho poi inserito alcuni temi ricorrenti, come quello del “tempo che ritorna”, in riferimento non solo alla storia d’amore clandestina con Lucrezia Donati, ma anche alla giovinezza perduta di Lorenzo, vista come un’età dell’oro che, forse, potrà ritornare… ma solo se Lorenzo riuscirà a compiere la propria opera e il mondo in cui vive sarà di nuovo in equilibrio. 

Ci sono anche altri piccoli aspetti in più nel romanzo: lascio ai lettori che hanno visto la serie tv scoprire quali siano. Dal mio punto di vista posso solo dire che scrivere questo libro è stato un’esperienza coinvolgente perché oltre a emozionarmi e a coinvolgermi mi ha fatto rendere conto davvero di quanto la nostra dimensione umana sia di fondamentale importanza anche e soprattutto in un’epoca come quella attuale, in cui la tecnologia sembra aver rubato al talento dell’uomo il posto che gli spetta al centro del nostro mondo. 

 

Non mi resta che lasciarvi alle prossime e interessanti tappe del Blogtour, ma soprattutto al bellissimo libro di Michele Gazo- I Medici Lorenzo il Magnifico

Una risposta a "Blog Tour Thriller Storici e Dintorni con I Medici di Michele Gazo"

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  1. Sinceramente non lo consiglio a chi ha visto e amato la serie. Ha stravolto molti aspetti e risulta destabilizzante per chi legge la serie perché copia e incolla delle scene ma ne cambia il senso e scopo. Fortuna che me l’hanno prestato. Ha anche elementi da fanfiction tipo il fatto che la nella serie Lorenzo si innamora della moglie e molla l’amante (che storicamente non fu mai l’amante, ma Gazo fa anche peggio), mentre nella sua versione ama Lucrezia e tiene il piede in due scarpe peggio di Ridge in beautiful.
    Che poi a voler dire, quasi quasi la serie ha fatto meglio i compiti a casa ed è meno scontata perché solo i superficiali che non approfondiscono con la lettura di fonti vere quali lettere credono alla storia che non amasse la moglie (consiglio di leggere le lettere di quando erano lontani e lui diceva che sentiva la sua mancanza. Per non parlare di quella che scrisse quando lei morì), o che Lucrezia fu l’amore della sua vita per delle poesie quando in realtà neanche dopo la morte di Clarice fu sua amante (posto occupato da altre), e non l’unica a cui dedicò dei versi. ripasso sull’amor cortese ci sta, eh. La .ucrezha la raccomandò pure a quello che diventò il narici, di fatto aiutandoli ad accasarsi. Ciaone.

    Come romanzo a se va anche bene per carità, ma come novelization della serie? Epic fail, non c’azzecca niente e confonde.

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