“Io non sono uno storico, scrivo romanzi” – Matteo Strukul – Intervista all’autore di Inquisizione Michelangelo

Ho raggiunto telefonicamente lo scrittore Matteo Strukul, vincitore nel 2017 del Premio Bancarella con la saga de I medici (Newton Compton Editori), Giacomo Casanova (Mondadori 2018) ma non solo…è autore di romanzi, fumetti, è inoltre traduttore de L’impiccato di McLean e L’orrore e altre storie di Lansdale.

 

Oggi parleremo del suo ultimo libro Inquisizione Michelangelo (Newton Compton Editore)

 

Benvenuto Matteo e grazie per aver accettato il mio invito.download

 

M: Grazie a te Loredana

 

Perché hai deciso di scrivere Inquisizione Michelangelo; un libro non facile dal punto di vista di tematica, hai messo in evidenza quel periodo di ribellione spirituale in cui la Chiesa cercava di porre rimedio alla riforma protestante, siamo in quell’arco di anni in cui fu istituito il Santo Uffizio e condannati al rogo gli eretici.

 

M. Michelangelo sta facendo i conti con i suoi demoni, uno di questi è il completamento della tomba di Giulio II, quando era arrivata la committenza il rapporto era quarantennale, secondo la sesta stesura lui doveva realizzare quattro statue; il Mosè che aveva già scolpito, due erano la vita attiva e la vita contemplative la statua di Giulio II che si trova nel secondo ordine del monumento sepolcrale in cui il papa viene ritratto alzandosi con la torsione del busto, anche per mancanza di spazio e di fatto aveva cambiato la posizione da come l’aveva disegnata. All’interno del monumento, il Mosè è la statua centrale e da qui l’idea del romanzo.

Il Mosè guardava di fronte a sé all’altare delle catene in san Pietro in Vincoli, al simbolo, alla Chiesa, ma certo questo simbolo era stato in qualche modo macchiato, dal nepotismo, dalla vendita delle indulgenze, dagli incesti, basti pensare a Papa Borgia, uomini, si, di grande cultura, ma che di spirituale avevano ben poco.tumblr_mg2aqjLn721rmq9wpo1_500

Il Mosè, quindi non deve più guardare alle catene quale simbolo della Chiesa ormai corrotta, e così, utilizza il marmo a sua disposizione, per girargli la testa, lo sguardo, torcendo il busto parzialmente, per guardare alla luce che arriva dalla navata laterale, la luce che simboleggia Dio: «Non voglio più guardare alla Chiesa, ma voglio guardare a Dio», un rapporto diretto tra uomo e Dio, da qui l’avvicinamento a Reginald Pole e Vittoria Colonna e agli spirituali.

Da qui, entra nell’occhio dell’inquisizione romana.

 

 

«Michelangelo era soggiogato da quella bellezza riflessiva e intelligente, che era ancor prima spirituale che fisica»

Una profonda amicizia lega Vittoria e Michelangelo un affetto reciproco e profondo, lui ne è rapito, si perde nella sua bellezza ci parli di questo rapporto così intimo, ma mai canale?

 

M: Infatti, Goethe direbbe affinità elettive, era anche un mio modo per esplorare un sentimento così spirituale, è anche vero che Michelangelo avdownload-2eva settant’anni, poi era l’uomo che era, imbevuto di spiritualità; dalle testimonianze, dalle lettere, dai carteggi sembra che non ci sia mai stato un rapporto carnale con una donna o con uomini, e con questi ultimi, c’erano delle voci, infatuazioni sui suoi assistenti, e le tendenze sono confermate in alcuni disegni realizzati per Tommaso dei Cavalieri, sono delle allusioni potentissime, al rapporto sessuale, queste tensioni, però le riversa solo esclusivamente alla sua arte, ed ecco questa esasperazione nelle forme maschili, la massa muscolare, fisici scultorei, c’è un’ esaltazione del modello maschile, e anche le figure femminili assumono una certa mascolinità.

Vittoria Colonna rappresenta una grande amicizia spirituale, lo desumiamo dalle sette lettere, cinque da parte di Vittoria, due da parte di Michelangelo, sopravvissute di quello che è il loro carteggio, questo rapporto nutrito dall’intesa, dalle attenzioni, dalle cure, nell’ascolto, nelle analogie, nei temi che vengono affrontati , nelle poesie, nelle opere di Michelangelo.

A un certo punto Vittoria regala una lente o occhiali, a Michelangelo; a settant’anni lui non ci vedeva più bene, aveva difficoltà, a stendere l’intonaco, o con i colori, da qui l’aiuto dei suoi assistenti.

Vittoria si procura una lente fatta a Murano e gliene fa dono.Nella disumanità di questo personaggio, nella sua arte che in lui è totalizzante, gli dà tutto e gli toglie tutto rendendolo appunto, quasi disumano, ma Vittoria gli fa ritrovare una dimensione umana nel suo smarrimento.

 

 

 

 

Per stuzzicarti un po’…

Qual è il tuo rapporto con la chiesa?

 

M: (Sorride) Interessante

È sicuramente un rapporto di rispetto, ci mancherebbe altro, però non mi ritengo un credente praticante, non sono un uomo particolarmente credente, sono un attento lettore, un lettore forte della bibbia, credo nella disciplina, nell’attenzione, molti dei valori nell’antico e nel nuovo testamento, di certo mi riconosco, mi ritrovo, e che probabilmente molti dei quali sono stati smarriti, in un’epoca come questa, basata sulla vanagloria, l’individualismo; mi verrebbe da dire più bibbia per tutti, d’altra parte, se la domanda è se c’è l’altro mondo, un aldilà, non so cosa rispondere esattamente, la mia fede è debole e non posso dire di crederci, non riesco a immaginare, ad esempio, un Paradiso,download-3 è vero anche che però mi è capitato di vedere qualcuno che è morto, e ti rendi conto che il corpo è vuoto, e qualcosa se ne va, non è quantificabile, non so se va chiamato, anima, però c’è sicuramente qualcosa di spirituale in noi, non so se definirmi uno ”spiritista”, mi definisco un cattolico vagamente credente con molti dubbi e una fede debole. Sicuramente sono sincero rispetto a molti che si definiscono credenti cattolici e poi non vanno mai a messa.

 

 

 

Devo dire che il lavoro di ricerca è notevole e complesso, credo; come fai a districarti fra le innumerevoli informazioni, ma soprattutto come le valuti, immagino ti sarà capitato di leggere versioni contrastanti.

 

M: Questa è una domanda molto intelligente e interessante: dalla marea d’informazioni faccio delle scelte, non leggerò mai tutto, ma  leggo tanto anche se è una minima parte di quello che c’ è a disposizione. Cerco di seguire delle guide autorevoli e attente, non a caso che io abbia dedicato questo libro a Silvia, mia moglie, grande protagonista di questo romanzo, e ad Antonio Forcellino, che è forse la massima autorità. Forcellino è stato il restaurato della tomba di Giulio II, il più autorevole sicuramente. Come per i Medici mi sono affidato a Machiavelli.download-4

Nelle versioni contrastanti a volte c’è tanta arroganza, da parte della critica storica, degli studiosi, che non hanno vissuto quel periodo. Poi c’è una lettura attenta delle poesie, delle lettere, di Michelangelo, anche scrittore, in una bellissima pubblicazione di Bompiani. Partire da chi quel periodo lo ha vissuto è certamente la fonte più attendibile; ho svolto lo stesso lavora per Casanova. Certo ho scelto di raccontare cinque anni su novanta di Michelangelo per non impazzire.

Comunque tenderei a fidarmi molto della critica di storia dell’arte italiana, perché parto da un presupposto; parlare la lingua ed essere figli della cultura che si racconta sia molto importante.

E come dici tu, quando c’è il contrasto, bisogna trovare una mediazione, Vassalli diceva:« sulla realtà storica va innestata la visione fantastica» ed è quello che faccio anche io per non perdere la suggestione, l’invenzione. Io non sono uno storico, scrivo romanzi.

 

Ritornando sul romanzo: Malasorte, un personaggio, in un certo senso, chiave, che scuote le convinzioni di Michelangelo già molto compromesse.

 

M: Queste sono le sfide che mi pongo, volevo un altro personaggio femminile oltre  Vittoria, non avevo mai affronto una ragazzina, ladra, fresca, giovane ma con già molti problemi alle spalle, in una Roma post sacco Lanzichenecchi, volevo qualcuno che stesse nel mezzo, mettersi in crisi oltrepassare certi confini, è un personaggio non classificabile nel bene o nel male, Malasorte mette in crisi le certezze, Malasorte è questo, un dubbio, la sua è un’esistenza traversata, lei porta la maledizione di questo nome, irresistibile da un lato, dall’altro la sua condanna.

Una ragazzina che si ritrova in gioco più grande di lei, che aspira a qualcosa di più, e Michelangelo vede in lei, forse una figlia che non ha mai avuto, tutto molto interessante da inserire nel contesto sentimentale, mi piaceva esplorare affrontare, un personaggio che ho amato molto, di più; il personaggio che mi ha fatto, invece più paura è Michelangelo.

Malasorte è quello che mi somiglia di più nella sua impotenza, nella sua debolezza.

 

 

 

 

 

Un sogno nel cassetto o nell’armadio, io li tengo i miei sogni

 

Confesso, se prima o poi ci fosse un produttore che decidesse di avere coraggio e fare un film su Michelangelo, e Mel Gibson, un grande fan di Michelangelo, ti dico che  quando hanno dovuto restaurare il David l’attore ha contribuito economicamente, non è un caso, beh, Mel sarebbe il mio sogno per interpretare il mio Michelangelo.

 

E io sarò la prima spettatrice, perché questo libro rappresenta qualcosa di nuovo, unico.

 

 

Il tuo prossimo libro: hai già in mente qualcosa?

 

M: Un libro molto interessante illustrato è già uscito, s’intitola Rinascimento Il genio e il potere dai Medici ai Borgia (Mondadori) Dove le illustrazioni sono La dama con l’ermellino di Da Vinci, Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, La nascita di Venere di Sandro Botticelli, in otto frammenti narrativi,tra saggio, biografia e racconto, riassumo cent’anni di Rinascimento.download-6

Le immagini valorizzano e potenziano il testo, esse rappresentano le più grandi opere del Rinascimento italiano, il mio è un atto d’amore nei confronti dell’Italia.

E poi per Feltrinelli comics, 2019, uscirà il primo di una trilogia a fumetti, la figura di Vlad III, l’impalatore, che pochi sanno,dietro c’è una gigantesca, incredibile e segreta storia d’amore.

Io scrivo, ai disegni c’è Andrea Mutti, è uno dei più grandi disegnatori della sua generazione.

Tutti parlano di vampiri, ma pochi sanno come nascono e quindi mi sembrava giusto raccontare questo personaggio pazzesco, questi i progetti più vicini.

 

Vorrei ringraziare Matteo per questa bellissima chiacchieratama soprattutto per Inquisizione Michelangelo.

 

 Intervista a cura di Loredana Cilento

 

 

 

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