Dal profondo del cuore – Diario ed esilio di un cardiochirurgo di Ciro Campanella – Recensione

Titolo: Dal profondo del cuore – Diario ed esilio di un cardiochirurgo

Autore: Ciro Campanella

Edizione: Di Renzo Editore

Pubblicazione: 2017

Pagg: 163

“Al lettore di questo scritto può sembrare inconcepibile che ci siano delle inimicizie e odi profondi tra professionisti nel campo medico, ma la realtà è ben più spaventosa e perversa, specialmente ai danni del paziente. La rivalità tra medici produce talvolta notevoli danni, al sistema e al paziente.”

Dal profondo del cuore (Di Renzo Editore, 2017) è la biografia di Ciro Campanella, medico cardiochirurgo che ha operato in Cina, India, Stati Uniti e Turchia, Europa, Sudan, introducendo nuove tecniche di chirurgia non invasiva.

La sua storia ha inizio con gli studi in medicina a Roma dove lamenta un insegnamento poco accurato, privo del vero spirito didattico come dovrebbe essere e come invece è molto presente all’estero, scrupoloso e approfondito. Ed è proprio durante il periodo di training che si rese conto di potercela fare come cardiochirurgo, possedeva dentro di sé quella convinzione interiore di portare a termine un intervento.

Ciro Campanella raggiunge le più alte vette nel campo della chirurgia cardiaca, diviene allievo di Christiaan Barnard, Dirigendo per trent’anni l’unità di cardiologia di Edimburgo; Ciro Campanella non si è mai fermato, non si è mai arreso, non si è mai accontentato, ma prima di qualsiasi cosa, in primis, sopra ogni cosa per lui c’è il paziente, il bene supremo.

La sua dedizione, la sua passione lo hanno portato a sperimentare e creare le nuove tecniche di chirurgia, ha operato pazienti ritenuti inoperabili, lui ha donato una speranza, lui ha donato di nuovo la vita.

Con la valigia sempre pronta, a volte con vestiti inutili per il clima nuovo che affrontava, da, le zone calde e tiepide come Cape Town, dove affiancava il suo mentore Barnard, a Edimburgo dove diresse per più di vent’anni la Royal Infirmary.

Anni proficui e meravigliosi, finché non decise di accettare l’ennesima sfida, forse quella sbagliata, oggi pentito, ma in fondo gli sbagli sono pur sempre esperienze.

Il prof. Campanella si trasferisce a Roma per dirigere un ospedale e occuparsi del reparto di cardiochirurgia, ma l’ambiente che trova è totalmente diverso: strutture poco curate, colleghi spazientiti, scocciati poco propensi al lavoro, tutti sono turbati dalla ventata rivoluzionaria del Prof. Campanella.

-C’ è un antico detto inglese che tradotto suona pressappoco così: “Se molte persone sono contrarie a quello che stai facendo e sono contro di te, vuol dire che stai facendo qualcosa di buono e meritevole”-

Un sistema sanitario che vantava eccellenze e che oggi è stato ridotto a un mero vantaggio politico, le stesse convenienze che hanno portato poi alla chiusura di questo ospedale.

Ciro Campanella poi mette in evidenze le enormi differenze tra il nostro attuale sistema sanitario e quello del Regno Unito, quest’ultimo con standard più alti non ci sono strutture qualitativamente più funzionali; tutti possono avere ottimi interventi, perché gli specialisti hanno avuto lo stesso training, ma soprattutto il paziente è al primo posto.

Spesso in Italia si va avanti per grazia ricevuta come afferma lo stesso Campanella.

Una illuminante biografia dal contenuto davvero interessante, con una scrittura nitida, lucida, le luci e le ombre del sistema sanitario, governato dalla burocrazia e dalla politica, atta a secernere solo interessi anche economici e non del bene del paziente.

La salute del paziente dovrebbe essere primario e non dei “primari”.

Un libro esaustivo, corredato di articoli, immagini e soprattutto di una bellissima lettera scritta da un paziente al Prof. Campanella

Libro consigliato!

Ciro Campanella (n. 1948) è un cardiochirurgo di fama internazionale, laureato a Roma e specializzato tra Roma, Feltre e Ferrara, ha affrontato il training di cardiochirurgia a Cape Town, come assistente di Christiaan Barnard, e quello di chirurgia dei polmoni e dell’esofago a Durban, con il professor B.T. Le Roux.

È diventato primario di chirurgia cardiotoracica a soli 36 anni, alla Royal Infirmary di Edimburgo, dove è rimasto per 25 anni. Ha operato come visiting professor in Cina, India, Stati Uniti, Europa, Sudan e Turchia, formando generazioni di nuovi chirurghi in tutto il mondo.

Ha introdotto e messo a punto nuove tecniche di chirurgia cardiaca mini-invasiva, oggi comunemente utilizzate, presentandole ai congressi e sulle maggiori riviste internazionali. Rientrato in Italia ha assunto la direzione del reparto di cardiochirurgia dell’ospedale romano San Filippo Neri, successivamente chiuso per ragioni di ordine politico.

Oggi collabora con il terzo gruppo sanitario privato-convenzionato (GVM), in Italia e all’estero, specialmente in Russia.

Articolo di Loredana Cilento

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