Gli eroi quotidiani di Claudia Giuliani, chi sono? Intervista all’autrice di Domina.

Il mio viaggio continua tra le bellezze nostrane, mi trovo a Collazzone un ridente paesino racchiuso fra mura medievali, in provincia di Perugia; sono qui per incontrare la scrittrice Claudia Giuliani e chiacchierare del suo romanzo Domina (Croce Edizioni), ma non solo…

 

Benvenuta Claudia e grazie per aver accettato il mio invito, e soprattutto complimenti per Domina.

 

 

C: Buonasera Loredana. Ti ringrazio.

 

 

 

Da sempre un’appassionata lettrice: parlaci delle tue letture.

 

 

C: Leggo da sempre. Ho iniziato con la biblioteca della scuola. Molti classici. Il genere che preferisco è il romanzo storico, anche curiosità storiche.

 

 

La tua passione per la lettura ti ha, in un certo senso, “spinto” verso la scrittura?

 

C: Assolutamente sì. Continuo a leggere molto imfatti, aiuta chi scrive

 

Domina, il tuo romanzo di esordio con Croce Edizioni, dopo i primi riconoscimenti ufficiali ad alcuni dei tuoi racconti, arriva nelle libreria e da noi lettori con un tema molto importante: la famiglia.

Hai sentito l’esigenza di narrare una storia per portare alla luce l’importanza del nucleo familiare e di quello che “contiene”?

 

C: Posso dire che sento l’esigenza di parlare un po’ di temi inconsueti, date le preferenze letterarie di oggi. Sono una che generalmente non segue la corrente. Parliamo di famiglia, parliamo di noi, dei nostri rapporti, dei nostri problemi con le prime relazioni che si hanno im ambito domestico. Tematiche che ci rappresentano. Scoviamo in noi gli eroi del quotidiano. Per me gli eroi migliori

 

 

La famiglia Cascelli, protagonista del romanzo si evolve man mano che passano gli anni, e così anche la mentalità: nel dopo guerra si viveva ancora quel clima di forma mentis nei riguardi delle donne, opinioni pregiudizievoli  nei confronti ad esempio di Elena, la moglie di Roscio, giudicate come “cattive ragazze” perché erano forse più moderne di altre?

 

C: La donna ha dovuto faticare non poco per essere riconosciuta, rispettata. Parlo di rispetto non solo per il genere femminile, ma anche per il loro pensiero. Elena è, per me la rappresentazione del primo anticonformismo degli anni ‘60, in Italia. In un piccolo paese,  dove è più difficile essere diversi. La modernità/diversità spaventa anche oggi e non solo nei piccoli paesi.

 

Tre generazioni a confronto dal dopo guerra a oggi con uno sguardo al futuro e soprattutto alla famiglia tradizionale e non…

 

“Una cosa rimane, come una costante dritta e impervia a combattere il tempo e lo spazio, ed è la famiglia. Sia essa classica sia un po’ più moderna è questa l’unica cosa che combatte le disuguaglianze dei vari periodi storici e della politica del momento.”

 

C: La famiglia è da sempre un punto fermo. La famiglia partriarcale di allora è diventata la famiglia allargata di oggi. Penso che ci sia una sorta di connnessione tra le due forme di unione. Ora, come allora, è un riferimento. Il primo.

 

 

Il libro è stato raffigurato in copertina con un albero, è un po’ il simbolo della famiglia?

 

C: L’albero, l’ulivo in questo caso, rappresenta la famiglia, con tutte le sue diramazioni, ma con una stessa radice

Cosa ti aspetti da Domina?

 

 

C: Spero che Domina si rifletta un po’ su tanti valori che forse, in questo periodo, mettiamo in secondo ordine. 

 

Perché Domina?

 

C: Domus “casa”, Domina “la padrona di casa”. La famiglia con tutti i suoi componenti…non è forse la padrona di casa?

 

Un po’ di te…

 

Progetti per il futuro? Domina potrebbe avere un seguito ricalcando tematiche simili?

 

C: Ti svelo un segreto…ho un progetto, Domina è il primo romanzo a cui seguiranno altri. No non Domina 2, 3 ecc.., non mi piace. Saranno romanzi diversi che accompagneranno alla riflessione i lettori. La famiglia è la base, poi c’è la crescita, la ricerca di consapevolezza di se stessi, l’esperienza. Spero di poterlo realizzre.

 

Per stuzzicarti…

 

Cosa ne pensi della famiglia “moderna”?

 

 

C: Come ho detto prima è la nostra prima società, la nostra base. Non serve stare tutti sotto lo stesso tetto per comunicare, la modernità in questo aiuta. Dobbiamo solo credere nei rapporti. Cercarsi. 

 

Che forma ha la tua famiglia?

 

 

C: Sono contenta di aver avuto un padre e una madre che mi coivolgevano in tutto. Non sono mai stata per loro “la bambina”. Cerco di trasmettere ai miei figli la stessa educazione. Liberi di scegliere, ma allo stesso tempo responsabili delle proprie azioni

 

 

Grazie mille per questo incontro e in bocca al lupo per il PLPL di Roma

 

C. Si dice che “in bocca al lupo” sia uno dei migliori auguri che si possa fare, perché il lupo, porta i suoi cuccioli in bocca e così li protegge, per qusto quindi cosa dire in risposta…Grazie !

 

 

 

 

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