K- Dove il destino non muore di Elisabetta Cametti- Recensione

K

Dove il destino non muore

di Elisabetta Cametti

Cairo Editore 2018

Ho conosciuto Elisabetta Cametti a una edizione del Festival Giallo Latino di qualche anno fa, io ero lì per ritirare un premio per un racconto, lei per presentare un libro. Me la sono trovata seduta accanto alla cena di gala. Si è rivelata una persona squisita, gentile, attenta al prossimo. Insomma, non ha nulla a che fare con certi scrittori di successo che guardano davanti a sé come tu fossi trasparente, a meno che tu non sia al loro livello o più in alto. Dico questo perché ora mi accingo, per la prima volta, a recensire il libro di qualcuno che ho conosciuto, seppure per poche ore e che per giunta mi è anche simpatico. Mi farò influenzare da questo aspetto? Spero di no, anche se come diceva qualcuno, siamo in un’epoca in cui conta più la presenza dello scrittore che il suo libro, invece sono le parole che dovrebbero essere importanti non il corpo dello scrittore e la sua capacità di imporsi mediaticamente (anche se è ormai così dai tempi di Alberto Moravia).

Il romanzo in questione, (dopo “Nel mare del tempo”; “I guardiani della storia”; “Caino”; “Il Regista”) “Dove il destino non muore”, è stato pubblicato da Cairo editore a novembre 2018.

Materia dei libri di questa scrittrice è il thriller internazionale con una forte connotazione italiana.

Personaggio centrale del romanzo è Katherine Sinclaire, una vincente autrice di successo che ha appena presentato il suo ultimo romanzo. L’autrice, dopo qualche pagina di ambientazione e di anticipazione, ci proietta in un romanzo ricco di uno sfondo storico importante: siamo sull’isola d’Elba, e ci troviamo davanti alla morte dello zio di Katherine e a un diorama conservato in una cripta sotto la villa museo di Napoleone che comprende […]

più di trentunmila statuine, ventunmilatrecento soldati e quasi diecimila cavalli. Un decimo delle forze che hanno partecipato alla campagna protagonista del tramonto di Napoleone […].

Katherine Sinclaire inizia a capire qualcosa del mistero che comprende la morte violenta di zio Theodore (guardiano dei Musei nazionali delle residenze napoleoniche) analizzando i soldatini che compongono questo plastico. Ma cosa possiamo dire di più senza svelare troppo la trama di un libro che ci porterà dall’isola d’Elba a Milano, alla valle del Nilo e nel famoso Museo Egizio di Torino?

Che il “suicidio” di suo zio fin da subito si rivelerà una morte ben strana:

[…] Zeno si voltò verso Katherine. «Ha a che fare con l’omicidio di Theodore?» «Omicidio?» «Suona male?» «Pare che si sia suicidato.» «Il suicidio può essere la maschera di un omicidio. Lo sai bene anche tu, “Occhioni”.» […]

Insomma, Katherine si troverà catapultata al centro di una trama piena di intrighi archeologici, cospirazioni, attentati e minacce continue che si susseguiranno in una vicenda guidata dalla sete di verità che la porterà a rispondere a un quesito che tormenta gli storici e gli appassionati di Storia da sempre: perché Napoleone ha intrapreso la campagna d’Egitto, sapendo che ne sarebbe uscito sconfitto?

Basta, non diciamo di più di un libro che è da leggere per poi inchinarsi alla “signora italiana del thriller“.

Recensioni di Federico T. De Nardi

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