Veneti in controluce di Ausilio Bertoli-Recensione

Titolo: Veneti in controluce

Autore: Ausilio Bertoli

Edizione: Fernandel

Pubblicazione:2018

Pagg: 128

 

“«La mancanza di desideri è il segno della fine della gioventù e il primo e lontanissimo avvertimento della vera fine della vita» scriveva Goffredo Parise nei Sillabari. Sembra proprio che molti personaggi dei miei racconti siano consapevoli di questa relazione tra anelito e giovinezza e ripetano, come un mantra silenzioso, “che la vita offre sempre un motivo per farsi desiderare”

 

Veneti in controluce è uno sguardo nostalgico al passato, ma è anche uno sguardo speranzoso al futuro.

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Nella straordinaria raccolta del sociologo Ausilio Bertoli, edito da Fernandel,si analizzano le azioni e talvolta i pensieri dei personaggi che via via si alternano in un susseguirsi di eventi, nella splendida cornice del Veneto, rappresentato oggi dal commercio e dalle fabbriche, che sempre più spesso si chiude all’individualismo del singolo, anziché aprirsi alla collettività e alla socialità.

 

Anziani e giovani in un confronto spesso senza né vincitori né vinti.

 

I giovani che oggi guardano al futuro con aria smarrita, ignorano talvolta il passato, ignorano che su quelle colline venete lo scrittore Goffredo Parise si recava in bicicletta, sul cucuzzolo dello Zova, per ispirarsi all’ombra di una quercia – La quercia di Parise

 

Ma chi sono questi personaggi che popolano, animatamente, diciotto racconti, chesaltano fossi nonostante l’età, in una perturbante Ostinazione.

 

«Ma quel misero fosso io lo devo saltare, e anche i mucchi li devo saltare! Non sono né un rammollito né un pavido». E si ripromette di saltarli alla prossima fienagione, giacché le sue forze e la sua consueta determinazione non si sono affievolite per nulla. Se dovessero affievolirsi, comincerebbe a morire.»

 

O cimentarsi in balli scatenati, ubriacati dal vigore che scorre tumultuoso, per sentirsi vivo dinanzi alla propria compagna in Coniugi

 

«Aspettiamo che cambino motivo, poi balliamo anche noi, d’accordo Flora?» ripete il marito»

 

È però, ne La lettera di Alex che ho trovato una melanconia d’altri tempi; una lettera d’amore, per un amore non corrisposto, un sogno che non si realizzerà mai…

 

«Se realizzassimo tutto questo, e possiamo realizzarlo, se ci amassimo profondamente, io mi

sentirei rinascere e mi riapproprierei del mio essere»

 

I sogni devono essere realizzati altrimenti ci si sente sempre illusi

Accostandosi alla scrittura di Comissi scrivendo sulle intermittenze del cuore, sulle fobie malinconiche degli umani e sui loro errori opprimenti.

 

Testardi ma dotati di sentimenti veri e sinceri; luci e ombre viste in controluce, anime impetuose e spesso confuse, che cercano di vivere nell’oggi ma rimpiangendo il tempo che fu.

 

Prospettive e punti di vista che aprono scenari nuovi e talvolta oscuri nella frenetica anima dei veneti.

 

Un’antologia che consiglio assolutamente, Veneti in controluce apre una finestra, e in controluce si possono intravedere piccole e cromatiche  sfumature, perché solo attraverso esse si possono percepire impercettibili frammenti ignoti.

 

Ausilio Bertoli, la critica letteraria Rosanna Favilla ha scritto di lui: “Le descrizioni minuziose, il gusto del particolare ossessivo, le paure metafisiche per gli accidenti minimi, l’inclinazione al paradosso fanno di Bertoli un erede diretto della tradizione scapigliata.

 

Articolo di Loredana Cilento

 

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