Un tango per Victor di Lorenzo Mazzoni- Recensione

Titolo: Un tango per Victor

Autore: Lorenzo Mazzoni

Edizione: Edicola Ediciones

Pubblicazione: 2016

Pagg:112

«Il tango è un pensiero triste messo in musica»  Jorge LuisBorges

Attraverso le malinconiche note di Un tango per Victor –Edicola Ediciones, 2016– dello scrittore Lorenzo Mazzoni, leggiamo e ascoltiamo un libro che difficilmente si potrà dimenticare.img_8236

Lo definirei un breve romanzo musicale sulle cui note si dipana la storia romantica di Denil, italo-cileno che vive e lavora ad Amsterdam in un particolare coffeeshop; il Sunflower Bay, non è il classico locale olandese, lì si fuma erba biologica, e si possono gustare deliziosi succhi di frutta.

Il Sunflowers è un locale per fumatori eticamente corretti.

Un tango per Victor ha di malinconico la musica che nessuno ascolta più, una musica che ricorda la grande oppressione cilena sotto Pinochet, le note di chi si ribellava alla dittatura per dare speranza agli sfruttati denunciando le ingiustizie del regime, Victor Jara il cantautore cileno che non si piegò neppure difronte alla prigionia e alle torture.

Ma non solo…lo stesso Mazzoni ci invita ad ascoltare la preziosa colonna sonora che ha inserito nella storia, perché lui è come Denil, è un bravo musicalizador: sa capire quello che le persone hanno voglia di ascoltare.

Denil che ha la canzone giusta per la sua amata dagli occhi bruni- Van Morrison -Brown Eyed Girl.

Denil trascorre quasi con torpore le sue giornate, tra il lavoro, le lezioni di olandese, le fumate con gli inseparabili e strambi amici: il mastodontico Bi Bi, la sfrontata Mahulena, il siciliano Arturo, la rigida Camilla, e Nicholas.

Ascolta le storie di suo zio Victor, omonimo del grande Jara, della lotta del cantautore ricordandolo attraverso le vibranti corde della sua chitarra, per non dimenticare il sogno e poi il dramma del popolo cileno. Suo zio Victor esule cileno, nei primi anni di fuga narrava strampalati progetti di uccidere Pinochet.

Fino a quando i suoi occhi non incontrano quelli della tanghera Julia; un amore a prima vista.

“Julia dissolve tutte le immagini femminili che hanno trovato spazio nella mia mente. Risveglia quello che con Anke era caduto in coma profondo: il desiderio.

Energia, energia sensuale data dal suo corpo. Magnetismo.”images-2

Un tango per Victor è una storia d’amore in cui s’inseriscono avvenimenti che hanno segnato la storia; il coraggio e soprattutto l’orgoglio di chi ha vissuto gli anni della dittatura, costretti a fuggire dalla loro terra, lasciando il cuore tra le rovine dell’odio.

Ma l’odio, come dice lo stesso Denil, non può vincere, non potrà mai vincere sui sogni, i veri eroi sono quelli che sanno sognare ancora.

I sogni e la speranza sono l’inchiostro con cui Lorenzo Mazzoni ha scritto Un tango per Victor. 

Un libro che in molti hanno definito leggero, ma non per questo scevro da contenuti profondi.

Breve, eppure Lorenzo ha saputo descrivere personaggi e luoghi dandogli una sincera umanità, ironico e sprezzante nel descrive anche le vicende attuali in Olanda, che vedono coinvolte i famosi bordelli in vetrina.

Un libro al quale non bisogna aggiungere altro: c’è la musicalità dell’amore e la concretezza del passato, ma soprattutto c’è la speranza e la ricerca dell’identità, la ricerca consapevole delle proprie radici…

«Oggi è il giorno in cui i porci presero il potere nel mio paese. Il paese dove io non sono mai stato per rispettare la volontà ferita della mia famiglia. Il mio Cile l’ho conosciuto ad Amsterdam, grazie a zio Victor, alle canzoni di Jara che lui mi ha cantato, grazie al suo sognante modo di trascinarmi in una mia identità.

Anche io qui sono un esule, in qualche modo. Amo questa città, ma non è la mia città».

Era l’11 settembre 1973, il generale Pinochet alla guida dell’esercito prese il potere in Cile

Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974 e ha abitato a Parigi, Hurghada, Londra, Sana’a. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui Il requiem di Valle secca (Tracce, 2006), Le bestie/Kinshasa Serenade (Momentum Edizioni, 2011), Apologia di uomini inutili (Edizioni La Gru, 2013, Premio Liberi di scrivere Award). È il creatore dell’ispettore ferrarese Pietro Malatesta, protagonista dei noir (illustrati da Andrea Amaducci  ed editi da Koi Press) Malatesta, indagini di uno sbirro anarchico, La Trilogia (2011, Premio Liberi di Scrivere Award), La Tremarella (2012, il cui ricavato è andato interamente alle vittime del terremoto in Emilia), Termodistruzione di un koala (2013), Italiani brutta gente (2014). Diversi suoi reportage e racconti sono apparsi sui giornali Il Manifesto, Il Reportage, East Journal, Il reporter e Torno Giovedì- Collabora con Il Fatto Quotidiano. Vive tra Milano e Instanbul.

Articolo di Loredana Cilento

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