Le ragioni del Lupo di Angela Capobianchi- Recensione

LE RAGIONI DEL LUPO

Angela Capobianchi

Di Renzo Editore, 2003

Recensione di Anna Spampinato

 

Angela Capobianchi mi ha convinto e coinvolto con il suo romanzo “Noir”, elegante e discreto.

La descrizione dei luoghi, dei personaggi è minuziosa e ben dettagliata, tanto da evidenziare una personale conoscenza del “Mondo della magistratura”

Nei primi capitoli si viene accolti in questa scenografia raffinata e austera, che ti accompagna in questo racconto dalla sfumature di “giallo” non particolarmente accentuate.

Di sopra le udienze erano già cominciate. Non c’era più tempo. Carla Fuschi accelerò l’andatura, mentre il ritmico ticchettio dei sui tacchi alti risuonava nell’atrio deserto del Palazzo di Giustizia- 

I personaggi non sono volutamente enfatizzati, questo rende il gioco della suspanse ancora più sottile. Non si avrà modo fino alla fine di ipotizzare il personaggio chiave. Tutti rimarranno sul banco degli imputati fino alla conclusione. –

Bianca Santovito si passò una mano sul viso devastato dalle lacrime. Poi con rinnovato accanimento, tornò a sferrare un’altra serie di micidiali colpi di coltello…ad una cipolla-  

Il romanzo prende velocità di narrazione dalla parte centrale. La storia intenzionalmente confusa, imbocca una strada dritta e precisa accompagnando il lettore nella corsa alla ricerca del colpevole-

Ricapitoliamo, questi omicidi sono stati compiuti dalla stessa mano. Su questo non ci sono dubbi, almeno per il momento. Cosa avevano in comune quei due?-

Il “comune denominatore” in questo libro è un argomento difficilissimo da trattare e per me anche da scrivere “ la pedofilia”. Trovo che la scrittrice sia stata molto coraggiosa a toccare un argomento come questo, anche se si tratta di un’ombra nascosta dalla luce di fitti delitti da risolvere. –Il vecchio volse lo sguardo alla figlia, ma i suoi occhi fissavano ancora la scena di tanti anni prima. Una stanza da letto ordinata e pulita, la coperta rosa di cretonne, l’immagine della Madonna sul muro..una sedia vicino al letto, la bambina, con la gambe penzoloni che non arrivano a terra e un calzino arrotolato sulla caviglia- La scrittrice con la sua sensibilità ha voluto accennare una mossa veramente ardua nel trattare di questo scempio umano. Ed è riuscita senza scendere in perversione o banalità, spostando l’attenzione del lettore su altro. Anche io ho spostato la mia attenzione su altro, ho giocato un po’ a fare la “detective”. – E uscì dalla stanza lasciando dietro di se una inquietudine più acre della puzza del sigaro- 

Il libro è diviso in brevi capitoli e rimane focalizzato sull’argomento chiave, senza perdersi in discorsi o descrizioni dispersive. Nel labirinto confuso di nomi, cognomi, storie, personaggi … improvvisamente comparirà una via d’uscita. – Bianca strappò il libro dalle mani di suo padre e andò a pagina settantadue. Era un processo per stupro, di nove anni prima. L’uomo ne aveva quarantadue, si chiamava Rocco Poggesi, e Carla Fuschi era il suo difensore-

Alla fine ho letto il libro tutto di un fiato, volevo scoprire se il nome che avevo azzardato a tre quarti del narrato, fosse quello esatto. Ma ho sbagliato clamorosamente. Ma si sa, nei gialli il colpevole è molto più vicino di quel che si crede. 

Quali saranno allora “Le ragioni del Lupo”? – A proposito del lupo cattivo, commissario. Il lupo non è mai cattivo.-

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