Vedrai, vedrai di Stefano Amato- Recensione

Titolo: Vedrai, vedrai

Autore: Stefano Amato

Edizione: Giunti

Pubblicazione: 2019

Pagg:222

“Vedrai, vedrai. Vedrai che cambierà. Forse non sarà domani, ma vedrai che cambierà”

Cantava Luigi Tenco ed è vero prima o poi cambierà, le pieghe della vita si stirano da quel torpore che spesso ci accompagna, soprattutto se vivi in un piccolo paese del sud e sogni un futuro diverso.

E ciò che accade al protagonista di Vedrai, vedrai di Stefano Amato, Giunti Editore 2019.

La notte di San Lorenzo durante i festeggiamenti per il diploma, Alessio chiude gli occhi ed esprime un desiderio mentre una stella cadente attraversa il cielo di Cirasa, un piccolo paese siciliano. Pochi mesi dopo si ritrova nella caotica stazione della metropolitana di Porta Nuova, Milano. Sogna un futuro diverso dalla lavanderia gestita dai genitori in uno sperduto paesino del sud, grazie anche “all’ospitalità” della zia Franca, sorella del padre, trapiantata da anni a Milano e proprietaria del ristorante esclusivo, Beccafico.

Alessio ottiene un posto come aiutante del celebre chef Roberto Bernini, e conosce la splendida Beatrice, dagli occhi eterocromi, occhi speciali, occhi che fanno innamorare.

Un sentimento che piano piano prende forma attraverso gli interessi che li uniscono: cinema, libri, musica.

La magistrale penna di Stefano Amato firma un libro diverso dalla sua precedente produzione: avevano letto del mondo corrotto della politica, e del mondo assuefatto dall’apparire in L’inarrestabile ascesa di Turi Capodicasa, con Vedrai, vedrai si parla d’amore, l’amore a prima vista, quello che ti resta dentro anche quando non c’è più, ma non solo…

Le scelte che dobbiamo prendere nella vita, scelte volute, o che necessariamente cambieranno il nostro percorso, scelte che segneranno per sempre il nostro destino.

Lo stesso Alessio ha scelto di andare a Milano e poi di ritornare nella sua indimenticabile Cirasa; Beatrice sceglie la cosa che ritiene più giusta per il suo futuro; Lucia, la malacarne, sorella maggiore di Alessio sceglie una strada criminosa; Roberto Bernini, il grande chef stellato è in perenne conflitto con le scelte da prendere.

E poi c’è l’eterna differenza che serpeggia ormai secolare tra il Nord e il Sud, facce di una stessa moneta, con pregi e difetti che mettono a dura prova i protagonisti.

La Milano da bere, la Milano delle grandi pubblicità, degli aperitivi, e della movida che offre all’ombra della Madonnina prospettive diverse, ma poi capisci che la vita che sognavi, è riservata a qualcuno che non sei tu;

dove ordinano un deca macchiato freddo in tazza grande con una spruzzata di cacao amaro…e dove tutti vanno sempre di fretta…

Il sud rappresentato come un luogo chiuso da vecchi luoghi comuni che dipingono persone e paesi con colori talvolta opachi agli occhi di chi non conosce la sua immensa bellezza, e dove invece i personaggi ritrovano il calore delle proprie radici.

Un libro ricco di incontri, di amicizie, di amore e di perdite affettive. Un libro dove il passato è passato!

Ottima la caratterizzazione dei personaggi comprimari; ognuno rappresenta un modo di essere, di emergere, che si intrecciano alla storia con la propria storia.

Mi è piaciuto molto Alessio, un ragazzo affascinante romantico che ascolta il jazz manouche di Django Reinhardt e guarda vecchi film, e che si riappropria delle sue radici ritornando nella sua terra.

Stefano Amato con una brillante scrittura ci cattura e ci fa innamorare di una storia d’ amore scevra però da sentimentalismi edulcorati.

Stefano Amato. Nato a Siracusa cura da anni il blog “L’apprendista libraio”, in cui raccoglie le domande più surreali fatte dai clienti ai librai (ispirate alla propria esperienza di libraio e a quelle dei colleghi) e che ha vinto due premi Macchianera come miglior sito letterario. È fondatore e direttore della rivista letteraria A4. Ha tradotto il romanzo inedito di J. D. Salinger La foresta capovolta e pubblicato i romanzi il 49esimo Stato (Feltrinelli Indies, 2013), Bastaddi (Marcos y Marcos, 2015), con il quale ha vinto il premio Leggo QuINDI Sono, e L’inarrestabile ascesa di Turi Capodicasa  (Hacca, 2018).

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