Via Veneto di Simone Fiorito -Recensione-

Autore: Simone Fiorito

Edizione: Self-Pubblishing

Pubblicazione:2019

Pagg: 193

Recensione di Loredana Cilento

“MI dica cosa pensa di fare per ripartire?”

“Cosa penso penso di fare? Gli servirò una vendetta devastante dottoressa, gliela farò vedere io la mafia dei sentimenti.”

Simone Fiorito ritorna, dopo Italian Social Victim, con un romanzo tra la realtà e l’immaginario, Via Veneto.

Avete mai immaginato di tornare indietro nel tempo, magari ai favolosi anni della Dolce Vita?

Cecilia, la protagonista di Via Veneto è scappata da Napoli per inseguire il suo sogno; diventare attrice, ma questa scelta ha le sue conseguenze, lascia Marcello il suo fidanzato con non pochi strascichi.

Ci ripensa, ma per lui è troppo tardi, e Cecilia non riesce ad accettare la separazione definitiva.

La sua ambita carriera tarda a decollare, piccoli lavori da modella e cameriera in un bar di via Veneto, dove snocciola tra un drink e l’altro storielle vintage sui protagonisti degli anni Sessanta, un vero e proprio pallino per l’aspirante attrice.

Carattere deciso e determinato non si lascia abbattere, si sfoga animatamente con la sua dottoressa tra alti e bassi e battute al vetriolo, fino a quando nella sua vita accade qualcosa di imprevisto.

Come in tutte le classiche favole, in questa moderna trasposizione, giunge in soccorso niente di meno che l’affascinante Marcello Mastroianni, in tutta la sua bellezza.

Marcello sarà il suo spirito guida per raggiungere i suoi obbiettivi…

Perché lo sai cos’è il talento?” “Na magia? Come a te?”

“No carissima, il talento è come lo definì Flaubert. E’ sedersi ogni giorno, alla stessa ora, allo stesso tavolino.”

Ma non solo, altri personaggi del mondo del cinema appariranno a Cecilia, per raccontarsi o semplicemente per conosce il futuro dell’Italia e i suoi movimenti sociali.

Simone Fiorito in questo secondo romanzo si cala nei panni di Cecilia interpretando a mio avviso, egregiamente il suo pensiero, le sue emozioni, si denota altresì una crescita stilistica rispetto al precedente romanzo che risentiva di alcune incertezze nella forma, ma non nel contenuto.

La scrittura è sicuramente più attenta e brillante, ci fanno sorridere alcuni termini moderni del linguaggio giovanile: “svetrinare“, per dire, uno shopping compulsivo.

Una lettura piacevole che lascia spazio anche ad argomenti socio culturali di largo interesse.

Un messaggio finale che possiamo leggere è sicuramente la volontà di farcela, di perseguire i sogni, di non frignare, come dice il Bell’Antonio.

La perseveranza è ciò che ci tiene in piedi e ci spinge ad andare avanti.

Una  copertina, poi che oserei dire davvero accattivante che ispira sicuramente, è un ottimo coup d’oeil per un lettore attento e raffinato.

Non mi resta che auguravi una buona lettura, per un romanzo che regala momenti magici nei favolosi anni Sessanta

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