I nomi epiceni di Amélie Nothomb – Recensione

Titolo: I nomi epiceni

Autrice: Amélie Nothomb

Edizione: Voland

Pubblicazione: febbraio 2019

Traduzione: Isabella Mattazzi

Pagg:109

Recensione di Loredana Cilento

“Se fosse stata una ragazza come le altre, sarebbe andata dal padre a gridargli il suo odio o dalla madre a chiederle il conto. Épicène invece conservò le proprie urla nel cuore e si sdraiò sul letto per diventare la statua della ragazza vitale che era stata.”

Il 12 settembre del 1970 Dominique, una bella ragazza anonima, segretaria in una compagnia di import-export, incontra il suo principe azzurro Claude sulla terrazza di un caffè a Brest, sedotta dal fascino e da una coppa Deutz, i due festeggiano il loro incontro e una futura vita insieme a Parigi.

Dominique si lascerà conquistare da una nuvola di Chanel n°5 e dalle promesse di una vita meravigliosa nella romantica Parigi: Dominique ignora completamente le vere intenzioni di Claude.

Dominique e Claude danno alla luce Épicène, in virtù dei loro nomi epiceni, e da quel momento tutto cambierà. Claude è un padre assente, anaffettivo quasi infastidito dalla presenza di quella bambina e lo sarà per sempre.

Può una vendetta essere perpetrata per un’intera esistenza? Può l’amore assumere una forma tale e deviata da giocare con le vite di due persone?

Amélie Nothomb con il suo nuovo libro I nomi epiceni, edito da Voland, indaga con una storia noir, i meccanismi dell’amore che genera un odio tale da innescare, nell’arco di vent’anni, una vendetta senza esclusione di colpi. Le dinamiche disfunzionali di una coppia apparentemente felice, vittime e carnefice di un riflesso distorto.

“Sii fiera di aver amato, mamma. La persona che ama è sempre la più forte.”

Protagonista di questa storia d’amore nera, sono i rapporti uomo donna e padre e figlia, in un lento divenire fino a una conclusione di appagamento.

To crave: avere un disperato bisogno di…il bisogno di essere amati, fino a desiderare di veder soffrire, lentamente crudelmente, senza vergogna alcuna, solo il desiderio di vendetta.

To crave è il fil rouge che lega i personaggi de I nomi epiceni, tutti desiderano qualcosa: Dominique incantata da una vita chic; Claude vendicarsi di un amore finito; Épicène un affetto mai ricevuto da chi l’aveva messa al mondo.

“Una sola parola è sufficiente là dove noi soccombiamo a colpi di perifrasi”

Ottimi i dialoghi che ci fanno percepire gli stati d’animo dei personaggi potenziandone la narrazione, lucida e coinvolgente.

Una storia straordinaria, un’autrice eccezionale.

Amèlie Nothomb riconferma oltremodo la sua capacità di indagare l’animo umano, sviscerando le fragilità e mettendoci davanti ai nostri limiti.

Nata nel 1967 a Kobe, Giappone, trascorre l’infanzia e la giovinezza in vari paesi dell’Asia e dell’America, seguendo il padre diplomatico nei suoi cambiamenti di sede.
A 21 anni torna in Giappone e lavora per un anno in una grande impresa giapponese, con esiti disastrosi e ironicamente raccontati in Stupore e tremori.
Rientrata in Francia, propone un suo manoscritto a una solida e storica casa editrice, Albin Michel. Igiene dell’assassino esce il 1° settembre del ’92 e conquista subito molti lettori.
Da allora pubblica un libro l’anno, scalando a ogni nuova uscita le classifiche di vendita.
Ha ottenuto numerosissimi premi letterari tra cui il Grand Prix du roman de l’Académie Française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori, il Prix de Flore per Né di Eva né di Adamo ‒ da cui nel 2015 è stato tratto il film Il fascino indiscreto dell’amore di Stefan Liberski ‒ e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinariee Causa di forza maggiore.
Oggi vive tra Parigi e Bruxelles.
I nomi epiceni è il suo 27° romanzo. 

 

 

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