Bugiarda di Ayelet Gundar Goshen – Recensione

Titolo: Bugiarda

Autrice: Ayelet Gundar-Goshen

Edizione: Giuntina

Pubblicazione: 2019

Traduzione: Raffaella Scardi

Pagg: 257

Recensione di Loredana Cilento

“Ci sono piante che vanno annaffiate una volta al giorno, e altre che non hanno alcun bisogno d’acqua, basta lasciarle a se stesse perché crescano rigogliose. La situazione è simile quando si tratta di bugie: ci sono quelle che vanno sostenute con un flusso ininterrotto di parole, e quelle che è meglio lasciar stare, crescono da sole”

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E la bugia di Nufar, protagonista del nuovo romanzo di Ayelet Gundar-Goshen, Bugiarda edito da Giuntina, è cresciuta da sola, da un semplice equivoco, da una parola non detta, da uno sguardo impaurito; ha preso  forma, in un flusso ininterrotto che innesca rapidamente una serie interminabile di bugie, coinvolgendo tutti i personaggi in una storia a dir poco trascinante ed entusiasmante.

La scrittrice Ayelet Gundar-Goshen dipinge con affascinate originalità, una Israele moderna e attuale, i rapporti umani e i diversi gap generazionali che si interfacciano con il mondo attraverso i mezzi di comunicazione.

Nufar rappresenta la classica ragazzina che non si amalgama alla massa della social generation, carina ma non particolarmente bella e dalle forme generose: dietro un’esistenza scialba e marginale neppure i brufoli erano abbastanza numerosi per renderla unica. Serve il gelato ogni giorno, trasognata, dietro un bancone della gelateria dove d’estate lavora prima che inizi la scuola.

E in una di quelle mattine che la sua vita di assoluto anonimato, si trasforma, ma a quale prezzo?

Avishai Milner, un cantante ormai disarcionato dal toro indomito del successo entra nella gelateria di Nufar e tra i due accade qualcosa che si evolverà nel cortile dietro la gelateria: la paura, un gesto, un urlo, l’arrivo della polizia, e infine un’accusa falsa, una menzogna che trascina un’altra menzogna.

Il caso dell’aggressione di una ragazzina che ha avuto il coraggio di denunciare, di opporsi a quel tentativo tanto meschino quanto abietto provoca un fenomeno mediatico di ampie proporzioni: tutti voglio trarne beneficio, soprattutto chi conosce la verità, il giovane Lavì invita Nufar a dare corpo a quella menzogna, e dargli un posto nella sua vita. Entrambi vivono schiacciati dal peso di un’esistenza marginale e dal peso del proprio nome: ninfea e leoncino.

«Tu non ti sei inventata una bugia perché ti andava. Non avevi scelta. Se avessi una verità abbastanza buona non mentiresti, giusto? È come per le persone che hanno abbastanza cibo. Mica devono rubare. Solo chi ha fame ruba, e non gliene faccio una colpa».

Ma in questo straordinario quadro prendono vita molti altri personaggi, dipinti con assoluta autenticità, umani, veri, con un passato alle spalle e la voglia di emergere, tante piccole bugie per crearsi una vita diversa, meno noiosa.

Ma cos’è una bugia? Una verità di convenienza? Nasce dalle nostre paure più intime? Costretti davanti alla necessità?

Quando si mente inganni te stesso, è ciò che si evince da questa straordinaria indagine, intima, psicologica, lo sanno bene i protagonisti di Bugiarda, che ci invitano a riflettere sui rapporti umani e sulle conseguenze di verità di convenienza.

Un libro a dir poco eccezionale, i personaggi prendono vita con una straordinaria capacità descrittiva da evocare i più intimi segreti, sviscerando l’animo umano si confrontano le loro paure, i loro bisogni, in questo caso, il bisogno di mentire per giungere a un appagamento profondo e quasi autentico.

Bugiarda è un romanzo più unico che raro!

Ayelet Gundar-Goshen è nata in Israele nel 1982. Si è laureata in Psicologia clinica all’Università di Tel Aviv. Redattrice per uno dei principali quotidiani israeliani, è attivista del movimento per i diritti civili del suo paese. È anche autrice di sceneggiature che hanno riscosso un grande successo di critica e vari premi, tra cui il Berlin Today Award e il New York City Short Film Festival Award. Il suo primo libro, Una notte soltanto, Markovitch (Giuntina, ) ha vinto in Israele il premio Sapir e in Italia il premio Adei- Wizo «Adelina Della Pergola». Da Svegliare i leoni sarà prodotta una serie tv dalla NBC.

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