Nero ananas di Valerio Aiolli – Recensione

Titolo: Nero Ananas

Autore: Valerio Aiolli

Edizione: Voland

Pubblicazione: 2019

Pagg:346

Recensione di Loredana Cilento

“Sente l’odore della città ferita appena sceso dall’auto blu, nonostante abbia ancora un po’ di febbre, la tosse e il naso chiuso. E’ un odore di dicembre, di nebbia, di fiati. Di persiane serrate, di bandiere listate a lutto, Di silenzio. Di mandorle amare. Di polvere, di sangue.”

E cosi che ha inizio il romanzo storico di Valerio Aiolli, Nero ananas, Voland Edizioni, candidato al Premio Strega 2019: il grande botto che cambiò L’Italia il 12 dicembre 1969, la strage di Piazza Fontana in cui persero la vita decine di persone, vittime innocenti degli attacchi terroristici degli estremisti di destra, che segnarono la “strategia del terrore” destabilizzando gli equilibri e dando l’avvio a quelli che furono gli anni di piombo.

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Valerio Aiolli ripercorre con straordinaria capacità evocativa i quattro anni che susseguirono l’evento, attraverso gli occhi degli estremisti di destra intenti a preparare e organizzare altri attacchi alla Nazione.

“Le rivoluzioni passano anche dalla morte di qualche persona”

E cosi che Il Samurai, lo Zio, Falstaff, nomi non riconoscibili nella storia vera, si preparano alla morte.

Parallelamente la vita di un ragazzino fiorentino viene stravolta dalla sparizione della sorella maggiore, scappata di casa inseguito alle discussioni politiche con il padre.

E poi un politico integerrimo, il Pio che inizia la scalata ai massimi vertici del potere.

Solo alcuni nomi reali sono menzionati questo per dare al lettore la possibilità di ricollegare i fatti avvenuti a quelli romanzati, si passa, dunque, dal romanzo al saggio avvalendosi sapientemente di vari registri narrativi che calzano in perfetta armonia ai vari personaggi.

Il linguaggio rude degli anarchici, quello sofisticato del politico e infine la visione innocente di un ragazzino che vede davanti a sé il mondo che cambia.

Nero ananas è davvero un bel romanzo perché nell’oscurità delle sue pagine – date dal clima di terrore – riesce a catture l’attenzione, attraverso una straordinaria capacità descrittiva, il focus narrativo si concentra sui particolari dell’epoca riportandoci con la mente a quegli anni.

Un gran  romanzo!

Valerio Aiolli

È nato nel 1961 a Firenze, dove vive. Ha esordito nel 1995 con la raccolta di racconti Male ai piedi. Il suo primo romanzo, Io e mio fratello (E/O, 1999), è stato tradotto anche in Germania e Ungheria. Sono seguiti Luce profuga (E/O, 2001), A rotta di collo (E/O, 2002), Fuori tempo (Rizzoli, 2004), Ali di sabbia(Alet, 2007), Il sonnambulo (Gaffi, 2014) e Il carteggio Bellosguardo (Italo Svevo Edizioni, 2017). Per Voland ha pubblicato Lo stesso vento nel 2016 e Nero ananas nel 2019, con il quale è stato selezionato tra i dodici candidati del Premio Strega.

 

2 risposte a "Nero ananas di Valerio Aiolli – Recensione"

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