Nessuno al posto tuo di Erika Zerbini – Recensione

“ NESSUNO AL POSTO TUO “ di Erika Zerbini

Panesi Edizioni

Recensione di Anna Spampinato

“Nessuno al posto tuo”. Questo titolo è una esortazione, un incoraggiamento, un monito. Perché solamente chi subisce, solo la donna vittima, solo lei può decidere di mettere la parola “fine” all’inferno che vive. 

Gioia, la protagonista, ha un dialogo semplice e profondo con il piccolo Dario, suo figlio. Un bambino nato da un amore malato e complicato. I sensi di colpa la divorano e la mettono al tappeto, in tutti i sensi. Sente questo fallimento dipendere totalmente da se stessa e dalla sua scelta sbagliata. 

“Pagherò l’ammenda…portaci via dalla vergogna…dalla rabbia”. “Sono nata mediocre e morirò mediocre”.

Così questo diario racconta i passaggi di una storia d’amore diventata il tunnel degli orrori e degli errori. Racconta la solitudine di una giovane donna che deve accudire un neonato senza l’appoggio vero di un compagno ma con l’angoscia di chi alla minima frase può provocare solo atti di feroce violenza. Il percorso in questa storia ovviamente si ripete. Rivive e narra scene che tutti conosciamo. Le conosciamo perché i fatti di queste storie di “violenza domestica” hanno dei tratti comuni e per molti purtroppo anche epiloghi drammatici. 

E’ un tema difficile su cui scrivere senza scivolare nella retorica. Gioia, la nostra protagonista, ho provato amore e odio per lei allo stesso tempo. Ho ovviamente amato il suo infinito coraggio. Ma ho odiato quella parte di lei che spiegava a suo figlio i motivi per cui la scelta era caduta su quell’uomo. Un uomo che rispetto ad altri coetanei poteva permettersi di offrirle una pizza, che lavorava e non sembrava un “perditempo”. Ma è stato un mio limite a giudicarla, il mio pensare razionalmente e non da donna innamorata.

“Dario non so spiegarti l’amore”. “Dario io non ho mai voluto la guerra. Io speravo nell’amore”.

Il senso di colpa è il sentimento che più viene descritto dalle sue parole ed è questo che la trattiene, che le fa rimandare la decisione più difficile. “Come si denuncia il padre di tuo figlio” . Questo marchio a fuoco è un fardello indelebile sulla pelle di suo figlio. Ma sarà anche un tatuaggio che gli ricorderà da dove è cominciata “la libertà”. 

“Dario ci sono famiglie che sono più felici se non restano unite”. 

Questa è una presa di coscienza che ancora molte donne fanno fatica ad assumere. Perché l’occhio sociale, gli altri, i pettegolezzi, le critiche … questo ed altro, spesso hanno più valore della propria felicità. 

“Nessuno al posto tuo” mi ha descritto con semplicità delle dinamiche perverse e diaboliche, mi ha fatto vedere aspetti di una donna che nessuno può giudicare, soprattutto un’altra donna. 

“Non mi sono trasformata per te. Mi sono trasformata per me.” Ognuna di noi ha da imparare dall’altra. Ogni donna si può sempre trasformare in qualcosa di migliore della precedente se stessa.    

 

Erika Zerbini, nata a Genova il 28 febbraio 1976, vive nell’entroterra ligure col marito e i tre figli. Si interessa di lutto perinatale, maternità e famiglia.

Libri pubblicati: Questione di biglie (Eidon Edizioni 2012); Professione MAMMA (Eidon Edizioni 2015), col quale si aggiudica la menzione d’onore al concorso internazionale di poesia e narrativa “Le Grazie Porto Venere la Baia dell’Arte”; Nato vivo (PM edizioni 2016), presentato alla XXIX edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino; Insieme albo illustrato a cura di Michela Turri; Chiamami Mamma (YouCanPrint2018).

Racconti pubblicati: La mia maternità interrotta riprodotto sul N. 13 (anno 141) del Corriere della Sera, sul blog “La 27esima ora” e nella raccolta Amori moderni, storie di ordinaria tenerezza (Corriere della Sera); Ovunque… ti aspetterò, inserito nella raccolta Pensieri di mamma (Panesi Edizioni 2017); Sembrava una promessa (YouCanPrint 2018).

Facilita “Funamboli” il Gruppo di Auto Mutuo Aiuto dedicato ai Genitori in lutto perinatale, presso l’E.O. Ospedali Galliera di Genova. Cura i blog www.professionemamma.net e luttoperinatale.life (in collaborazione con Novella C. Buiani, psicologa).

 

 

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