“Bacio dopo bacio “ L’amore puzza d’odio di Massimiliano Boschini- Silloge poetica – Recensione-

Titolo: L’amore puzza d’odio 

Autore: Massimiliano Boschini

Editore: Miraggi

Pubblicazione: 2019

Pagg: 96

Enere: silloge poetica

Illustrazioni: Vincenzo Denti

 

Recensione di Loredana Cilento

 

 

 

 

 

“Ho rivisto il tuo viso,

con un sorriso novello;

cazzo che male,

non tanto per te quanto per me,

per come mi manca

per la nostalgia che mi assale”

 

 L’amore puzza d’odio, (Miraggi edizioni) ovvero le quattro stagioni di Max Boschini, potremmo definirlo così il nuovo libro

del poliedrico scrittore e poeta mantovano, che dopo il viaggio immaginario sull’autobahn dei  Kraftwerk in Mòrs. Vita, morsi e miracoli tra Berlino Est e la Pianura Padana, ha intrapreso una nuova strada, forse più accidentata, ma sicuramente molto seducente: l’amore, decantato, magico, improvviso, ricercato, e lo fa dedicandogli una silloge poetica molto particolare; fresca e frizzante, come la primavera, l’amore esplode divino che si ubriaca di vino

E si evolve, cresce affronta l’estate disincantata che brucia di passione e ti fa dire …Vuoi sposarmi? E qui che le condoglianze sono l’inizio, della fine, come le stelle cadenti di ferragosto, le abitudini sono la tomba dell’amore, anche solo dire mi ami? Le foglie cadono, la natura inizia a spegnersi, l’amore si veste d’autunno…

 

“Parliamo del tempo

per non fare altro,

così da non dover lasciare

quella scialuppa chiamata divano,

pronta ad affondare al primo raggio di sole:

«Brutto oggi, vero?!

 

È nel freddo e gelido inverno che si consuma l’atto finale,l’apoteosi, tra ricordi sbiaditi e frasi fatte.

 

Max Boschini, ci parla di amore e di odio, lo fa con destrezza, gioca, con sofisticata malizia; le parole  prendono forma in un alternarsi di mix allegorici tra musica, arte, e letteratura. Il romantico protagonista che via via cresce, cambia registro, umoristicamente cinico, archetipo di una delusione, incarna la nostalgia, sentenziata da una separazione amara e claustrofobica.

 

 

“Tirare la coda

che non si spezza;

punto fermo di questa rottura,

da separati in casa,

con comunione di intenti,

a darsi del cane senza ritegno.

 

Affido condiviso”

 

I vari accostamenti che si mescolano sono, a mio avviso, un segno distintivo di una intelligente e sapiente capacità di interpretare la realtà attraverso uno stile carismatico ed eclettico, punto di forza di Max Boschini , il poeta punk!

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