Mio padre è un boss di Maria Martino – Recensione

Titolo: Mio padre è un boss

Autrice: Maria Martino

Edizione: Youcanprint

Pagg:138

Recensione di Loredana Cilento

 

 

 

É la prima volta che mi capita un’esperienza del genere. Io che ho avuto sempre un timore misto a paura alla vista dei tutori dell’ordine, me li ritrovo in casa mia, in piena notte, a portarsi via mio padre e mio fratello Paolo.

 

Lucia, ragazzina del profondo sud d’Italia, trascorre la sua fanciullezza in un paese apparentemente tranquillo. Una famiglia molto stimata che la ama, la coccola e non le fa mancare nulla. Quando la serenità familiare viene sconvolta dall’arresto del padre e del fratello, scopre con sgomento di far parte di un casato di mafiosi e di aver vissuto fino ad allora dentro una bolla dorata. La realtà le appare sotto una veste nuova e inaspettata. Puntuale, la tragedia irrompe a casa sua, portando morte e terrore, sconvolgendo vite e affetti. Proprio nella stagione più delicata della sua vita, le persone a cui tiene di più sono lontane dai suoi bisogni adolescenziali, impegnate a combattere una guerra destinata a devastare un intero paese e l’animo dell’innocente Lucia.

 

Maria Martino esordisce con un libro ambientato al sud, in un paesino all’apparenza tranquillo.

 

La giovanissima Lucia, ci narra in prima persona la sua storia, una storia che si trasformerà nel peggiore degli incubi per un’adolescente che ha sempre vissuto in un ambiente familiare nutrito d’affetto.

Il peggiore dei mali arriva prepotente a sconvolgere una vita che doveva essere vissuta tra la scuola, i primi amori, le emozioni di una festa di paese e le uscite con le amiche.

 

In piena notte, quando tutto tace, la polizia irrompe nella quieta di Lucia, strappandole gli affetti: il padre e il fratello sono in arresto per il peggiore dei crimini; mafia.

 

Profondamente in lotta con se stessa, Lucia conserva inalterato l’amore nel padre ma respinge fortemente il male, fino a una grande consapevolezza: non si farà persuadere dall’oscuro e si opporrà con tutte le sue forze a combatterlo.

Lucia lotterà contro principi malati dell’omertà, Lucia lotterà per riprendersi la sua vita.

Il breve romanzo di esordio della giovane scrittrice non è un’opera di denuncia, non è il solito clichè sull’aberrante realtà della criminalità al sud, anche se inizialmente potrebbe essere interpretato come tale.

È un romanzo di formazione, Lucia cresce nella convinzioni delle sue idee, si batte e non si arrende neppure difronte alle faide checoinvolgeranno il resto della famiglia, non si piegherà all’orrore di un rapporto sentimentale costruito per far tacere la guerra.

 

La mano nera non stringerà la speranza di Lucia in un mondo migliore.

 

Ho un disperato bisogno di aggrapparmi a un sogno, che venga in mio soccorso “l’uomo della nuvola” e mi racconti la breve storia di una speranza, che porti con sé un pennello nuovo e colori incancellabili e mi aiuti a ridipingere il mio quadro. Dentro il mio capolavoro metterei un cielo azzurrissimo, popolato da passeri, in gara tra loro per l’acrobazia più bella.

 

Mio padre è un boss è una visione del male visto con gli occhi del futuro. Lucia rappresenta una possibilità, quella di una finestra aperta al mondo del giusto.

 

Per acquisto:

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