Francesco Rago- Cani malati in Val Padana – Recensione

Cani malati in Val Padana di Francesco Rago

Ultra Novel Edizioni, 2019

Recensione di Loredana Cilento

“Ispirato dalla lettura di Fango di Ammaniti, do un’accelerata alla mia penna e butto giù un bel po’di cose. Rileggo, taglio, aggiungo, riscrivo e alla fine ho pronta la mia prima raccolta composta da dodici racconti pulp. La intitolo Cani malati in Va Padana.”

Cosa significa per uno scrittore pubblicare un libro? Francesco Rago con i suoi Cani malati in Val Padana ci narra una storia strampalata e bizzarra sulle vicissitudini del giovane Stefano Baroni, detto Ruben, che aspira alla pubblicazione del suo libro, molto Pulp, affidandosi a una piccola casa editrice, guidata dal signor Onesto, con poche doti editoriali, i cui uffici sono ricavati nel retro bottega di un negozio di scarpe, specializzato in infradito.

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Siamo negli anni novanta, Ruben appena diplomato, partecipa a un discutibile concorso letterario, ma il suo libro non raccoglie nessun merito, le sue speranze sono vanificate, nel frattempo conosce la giovane aspirante poetessa crepuscolare Fridhole. Successivamente arriva la convocazione al servizio civile da svolgersi negli uffici oggetti smarriti del comune, e dove dovrà tenere testa a uno zio poco affettivo.

Tra incontri amorosi che naufragano, presentazioni inutili, Ruben sembra perdere la speranza di affermare il suo libro per l’appunto Cani malati in Val Padana.

Una tragicommedia a tratti spassosa ed esilarante alternata a momenti di riflessione che spingono il lettore a speculare sul mondo dell’editoria, spesso controversa.

Ruben – dunque- rappresenta ciò che spesso si ritrova nei romanzi di formazione, cresce si evolve, matura, da giovane frequentatore di bar con amici scapestrati, a caccia di relazioni fugaci, inizia lentamente a fare i conti con il mondo degli adulti, crede fermante nel suo libro, sa che è un genere di nicchia, non per tutti, il pulp, si sa è destinato a un pubblico particolare, che scavi tra le righe il vero significato del suo pensiero.

Ruben non demorde neppure difronte a un susseguirsi di inenarrabili sfighe e presentazioni soporifere.

“Da quando è uscito sembra che nessuna forma di vita a parte mia madre abbia letto Cani malati in val Padana”

Francesco Rago con sferzante ironia ci presenta una visione surreale del mondo editoriale, mette a nudo i desideri più intimi, della voglia di affermarsi, di far leggere a tutti i pensieri e le storie di uno scrittore e le innumerevoli peripezie che si affrontano sulla strada del successo.

Ho piacevolmente letto Francesco Rago, che attraverso una scrittura degna di nota ed efficacia, tratteggia con schiettezza i personaggi in una pantomima carnevalesca nella grande avventura della vita. Ruben, nonostante le disavventure, affronta con grande determinazione, intelligenza  e con un pizzico di spensieratezza.

Echi letterari risuonano con grande imponenza, Francesco Rago ha saputo mescolare una notevole conoscenza di testi e letture nel disincantato mondo dei giovani, dando forza e determinazione al contesto ilare e buontempone di Cani malati in Val Padana.

Francesco Rago. Nato nel 1979, vive e scrive a Piacenza. Laureato in Scienze della Formazione, coltiva la passione della scrittura da sempre. I suoi racconti compaiono in numerose antologie. È autore dei romanzi Il compleanno di Eva, Grandine e Come ti calpesto il cuore.

 

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