Gli estratti dagli inserti.

A cura di LV

“Il 27 gennaio di dieci anni fa moriva J.D. Salinger. Ma non il suo mito”.

Robinson” lo ricorda attraverso le parole di Enrico Deaglio e un’intervista di Raffaella De Santis ad Alessandro Baricco che come i più sanno ha chiamato “Holden” la sua scuola di scrittura. A quasi settant’anni (1951) dalla prima pubblicazione, Holden Caulfield continua a essere il personaggio più famoso e indimenticato della letteratura.

Ma non bisogna dimenticare che il 27 gennaio è, soprattutto, “IL GIORNO DELLA MEMORIA”, in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Tantissimi sono stati nel corso degli anni i libri dedicati al crimine più mostruoso della storia e tra le novità da “tuttolibri” segnalo edito da Lindau “PAESAGGIO DOPO LA BATTAGLIA” di Tadeusz Borowski meravigliosamente recensito da Elena Loewental. A dire il vero è un ritorno in libreria perché già in passato i racconti di Borowski avevano ispirato il film di Andrzej Wajda.

Novità assoluta è invece “L’ALLENATORE AD AUSCHWITZ” di Giovanni Cerutti dedicato alla figura di Árpád Weisz, allenatore di calcio ungherese che vinse due titoli col Bologna e che con moglie e figli fu deportato nel campo di concentramento.

PER NON DIMENTICARE, si spera.

Da (ri)scoprire, sempre per “tuttolibri”, è John Dos Passos con il suo romanzo d’esordio “INIZIAZIONE DI UN UOMO” che l’editore Marietti riporta in libreria con una nuova traduzione.

Il “Diario di traduzione” è dedicato al mito di Roberto Bolano cui la bravissima Ilide Carmignani dedica una appassionata recensione a “SEPOLCRI DI COWBOY” e a tutta l’opera in generale del grande scrittore cileno.

Rimaniamo in sud America con Carlos Manuel Álvarez che in un’intervista a Francesco Olivo parla del suo primo romanzo, “CADERE”, edito da Sur. “Nel mio paese (Cuba) il libro non si vende e non se ne parla. C’è un veto su tutto quello che faccio…” Ecco, già solo per questo credo che il libro meriti di essere letto.

Nessun veto per Andre Dubus, il grande scrittore americano, che Mattioli 1885 riporta in libreria con “VASI ROTTI” una raccolta di scritti autobiografici dove l’autore tra il 1977/90 racconta le sue passioni e sofferenze.

Se non sbaglio è presente in tutti e tre gli inserti Frederik Sjöberg con il suo ultimo libro “MAMMA È MATTA, PAPÀ È UBRIACO” e con recensioni tutte ampiamente positive. Per chi non lo sapesse, Sjöberg è l’autore del caso editoriale del 2015 “L’arte di collezionare mosche”.

Ritorno a “Robinson” per segnalare un saggio molto interessante della filosofa ungherese Ágnes Heller, “IL MALE RADICALE”, in cui contesta le tesi di Hannah Arendt sul male e i malvagi.

Si annuncia interessante il nuovo libro di Giorgio Fontana “PRIMA DI NOI” che con le sue 896 pagine sarà sugli scaffali delle librerie dal 30 gennaio. Fontana è un autore che seguo e che leggo fin dal suo esordio e la mole del libro non mi scoraggia anche perché la recensione che gli dedica Benedetta Tobagi è molto invitante. Così come lo è quella che Giovanni Pacchiano dedica a “CITTÀ SOMMERSA” di Marta Barone già segnalato nelle scorse settimane.

Chiudo con “la Lettura” segnalando che anche qui è presente Bolano recensito da Vanni Santoni e per segnalare due libri molto interessanti: “LA STRADA” di Ann Petry, “un capolavoro” la cui recensione è affidata nientemeno che a Stephen Amidon già autore de “Il capitale umano” e “SEI VALIGIE” di Maxim Biller al quale Giulia Ziino dedica una brevissima recensione ma che promuove a pieni voti. Un po’ meno la copertina.

È tutto, direi, e come sempre vi auguro una buona domenica e tante buone letture.

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