Estratti dagli inserti

QUICHOTTE”, il nuovo romanzo di Salman Rushdie, arriva in libreria il 12 maggio.

Articolo a cura di LV

È da quasi un anno che viene annunciato e non vorrei che tradisse le aspettative. Rushdie solitamente non delude e la curiosità di leggere il capolavoro di Cervantes ambientato nella contemporaneità mi intriga non poco. “Tuttolibri” gli dedica quasi due pagine e una recensione a cura di Paolo Bertinetti molto dettagliata.

Copertina e altre due pagine le dedica pure a Tahar Ben Jelloun. È Mario Baudino a portarci dentro le pagine di “DIARIO DI UN CRIMINOLOGOmentre di Jelloun viene riportato un racconto che scrisse nel 1989 quando l’autore marocchino visse in Campania e in Sicilia per scrivere di mafie.

Apollonaire, tra i più grandi poeti francesi del ‘900, scriveva pure per il teatro e finalmente esce un volume che raccoglie tutta la sua opera, “TEATRO”. Come drammaturgo non ebbe tanto successo, ma credo che per curiosità prenderò il volume.

L’autore da riscoprire è Lion Feuchtwanger di cui arriva in libreria, per la prima volta tradotto in italiano, il suo diario di prigionia, “IL DIAVOLO IN FRANCIA”. Non ho letto nulla di questo autore. Lo conoscevo solo per aver letto Brecht, di cui fu grande amico, e con il quale ebbe una corrispondenza letteraria di grande livello.

Robinson” a firma di Giancarlo De Cataldo, prende in esame il monumentale libro di Matthew McIntosh “IL MISTERO.doc”. Sono circa 1600 pagine che non dovrebbero scoraggiare gli amanti del thriller. De Cataldo pur sottolineando che la critica non è stata benevola con il libro, lo promuove con ben tre stelle. Non è il mio genere, ma non nego che mi ci butterei volentieri in questa avventura “in cui la sola sirena di un allarme occupa sei pagine”.

Meno scoraggianti, appena 128, sono le pagine di “UN PUNTO DI APPRODO” dell’autore americano ma di origini libiche Hisham Matar. La recensione di Pietro Citati è molto bella e invoglia alla lettura: non avevo letto mai i libri di Hisham Matar, e li raccomando calorosamente ai lettori italiani…” Lo tengo presente.

L’autore da riscoprire su “Robinson” è Louis-Ferdinand Céline. Dicono di Céline che o si ama o si odia. Una via di mezzo? L’ho letto a suo tempo, non l’ho amato e nemmeno odiato. Nella norma. Sicuramente è un autore da prendere in considerazione.

Passo a “la Lettura” e a Juan José Saer. Marco Ostoni dedica una recensione a dir poco entusiasmante a “IL FIUME SENZA SPONDE” esordendo così: “scaturisce sin dalla musicalità allitterante del titolo originale spagnolo (El rio sin orillas) la bellezza caleidoscopica del libro di José Saer…” Il libro fu pubblicato per la prima volta in patria 28 anni fa, ora lo riporta in libreriaLa nuova frontiera” con la nuova traduzione di Gina Maneri coadiuvata dagli allievi della scuola di traduzione “Tuttoeuropa” di Torino. Inutile dire che Saer è un autore di prim’ordine e va letto assolutamente.

Un esordio che mi intriga è quello di Joanne Ramos con il suo libro “LA FABBRICA”. Alessandra Sarchi gli dedica una bellissima recensione e accosta la Ramos ad autrici del calibro di Rachel Cusk e la Atwood.

Mi fa piacere leggere che i versi del “piccolo uomo” vengano raccolti in un libro. Lui è Bruno Lauzi, uno dei più grandi parolieri della musica italiana, e il libro si intitola “RICOMPORRE ARMONIE (poesie 1992-2006)”. Un bel tributo, non c’è che dire.

E con questa notizia ho detto tutto e come al solito chiudo augurandovi una buona domenica e tante buone letture.

3 risposte a "Estratti dagli inserti"

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