Gli estratti dagli inserti

Gli estratti dagli inserti a cura di LV

A proposito di interviste è emozionante, pure inquietante a dire il vero, per i contenuti, quella img_2481che il Premio Nobel per la letteratura Herta Müller rilascia a Francesca Sforza su “tuttolibri”. Un’intervista che dovremmo leggere tutti, ma soprattutto coloro che ancora oggi vorrebbero nel nostro Paese un “uomo solo al comando”. In libreria arriva “LA VOLPE ERA GIÀ IL CACCIATORE”, un romanzo “molto autobiografico” dove la scrittrice racconta delle “vessazioni, solitudine e minacce subite al tramonto del regime di Ceausescu”.

Quanto tempo ci vuole perché gli effetti di una dittatura nella vita di ogni giorno arrivino a neutralizzarsi?”, chiede Francesca Sforza.

Ecco cosa risponde la Müller: “Gli effetti di una dittatura non scompaiono. Certo non nella vita di chi è stato perseguitato, ma nemmeno in quella di chi si è conformato e che non ammetterà mai di essere stato un opportunista. Perciò la storia viene falsificata. A livello collettivo e individuale…”

Meditiamo gente e diffidiamo da chi chiede pieni poteri.

Attinente al tema, sempre su “tuttolibri”, Elena Loewenthal dedica una bellissima recensione a “VOGLIO SAPPIATE CHE CI SIAMO ANCORA” di Esther Safran Foer, madre dello scrittore Jonathan, con il quale la scrittrice cerca di ricostruire la storia di suo padre e della sua famiglia, vittime dell’olocausto, rivisitando i luoghi dove erano vissuti e attraverso queste tracce scoprire di avere una sorella di cui “ aveva sempre ignorato l’esistenza”. E anche questo libro credo non si possa ignorare. img_2485

Allo stesso modo non sono da ignorare le “centotré microstorie piene di ironia balcanica, autodenigrazione e malinconia” contenute in “TUTTI I NOSTRI CORPI” di Georgi Gospodinov.

E che dire di “PARIGI OCCUPATA” di Jean-Paul Sartre? In anteprima viene pubblicato l’articolo che il filosofo francese scrisse il 22 agosto 1944 in cui racconta come “i parigini si riversano in strada, incuranti delle raffiche di mitragliatrice dei tedeschi in fuga. Fra carrarmati arruginiti e cadaveri nei bistrot mezzi aperti <<si sta celebrando una sorta di festa>>”.

Dalla dittatura comunista a quella nazista/fascista, questi primi tre libri a qualcuno potrebbero rinfrescare la memoria. Sempre ammesso che sappiano leggere.

Andiamo avanti con “OHIO” esordio americano di Stephen Markley. “Ohio è un Franzen impasticcato, mescolato a Eggers, agitato bene e servito freddo…” scrive Marco Rossari nella recensione che definirei molto accattivante. Da seguire. img_2483

Lo è altrettanto quella che Margherita Oggero dedica a “IL GIOCO DELLA VITA” secondo libro della “saga di Witheoak” in sedici volumi della scrittrice canadese Mazo de la Roche. Sicuramente interessante, ma non amo molto le saghe.

L’autore da (ri)scoprire è Wallace Thurman di cui ritorna in libreria per le edizioni Lindau “I FIGLI DELLA PRIMAVERA” un romanzo che fu pubblicato nel 1932 e che negli anni si è perso nell’oblìo. img_2486

Lascio “tuttolibri” segnalando l’interessante saggio su “TRAGEDIA E FILOSOFIA” della filosofa ungherese Ágnes Heller.

Su “la Lettura” mi ha incuriosito la recensione che Alessia Rastelli dedica a “IO SONO ZELDA. E QUESTA È LA MIA LEGGENDA” dello scrittore rivelazione del 2018 Andrew David Macdonald, in patria paragonato a Mark Haddon. Zelda è una ragazza di 21 anni affetta da disturbi cognitivi e tutto il romanzo sembra essere incentrato sui troppi e immotivati pregiudizi che circolano sui disabili.

Tutta da leggere la conversazione, a cura di Severino Colombo, tra Giancarlo De Cataldo e Maurizio De Giovanni sul “giallo” e dintorni.

Lo citavo già la settimana scorsa e anche oggi su “Robinson” Michele Mari dedica una bellissima recensione a “MELVILLE. UN ROMANZO” di Jean Giono. Alle prese con la traduzione di “Moby Dick”, << lo scrittore scrive contemporaneamente un diario di lavoro, una sorta di libro parallelo in cui Giono dialoga direttamente con i propri personaggi, riflettendo sulle cose ultime: la vita, la morte, l’amore, l’arte…>>. Lo prendo.

“E se Colombo non fosse mai tornato e fossero stati gli Inca a scoprire l’Europa”? È la domanda che si pone e ci pone Daria Galateria recensendo “CIVILIZZAZIONI” sontuoso e divertente saggio/romanzo di storia “controfattuale” di Laurent Binet.

Giancarlo De Cataldo lo seguo molto anche come recensore e sinceramente alcuni libri che ho letto da lui segnalati si sono rivelati veramente eccellenti. Voglio propri vedere se sarà anche il caso di “L’ULTIMA CORRIERA PER LA SAGGEZZA” di Ivan Doig. img_2490Tre stelle su cinque attribuite da De Cataldo non sono poca cosa. Intanto lo segno.

Quasi tre se li prende il regista Gianni Di Gregorio con il tris di racconti contenuti in “LONTANO LONTANO”.

Chiudo questa rassegna segnalando un saggio storico sul Risorgimento: “LA RIVOLUZIONE DEL RICCO” di Gaetano Salvemini che, credo, non abbia bisogno di presentazioni.

È tutto e come sempre vi auguro una buona domenica e tante buone letture.

2 risposte a "Gli estratti dagli inserti"

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