Il figlio di Gina Berriault – Mattioli 1885

Il figlio di Gina Berriault

Mattioli 1885

Pagg. 185

traduzione di Nicola Manuppelli

Recensione di Loredana Cilento

“Ogni volta che un uomo spariva dalla sua vita, era come se il tempo con lui l’avesse privata della possibilità di trovare altro tempo per altre persone. Una sua possibile vita era andata perduta.”

La straordinaria prosa di Gina Berriault, ci regala un libro di grande impatto emotivo, Il figlio pubblicato per la prima volta nel 1966, è giunto in Italia grazie a Mattioli 1885, (traduzione di Nicola  Maluppelli che ci fa riscoprire autori di inestimabile valore letterario, e poco conosciuti in Italia.

 

Apprezzata da Richard Yates e Andre Debus, e dalla critica per leccezionale ricerca umanistica, Gina Berriault si era già distinta per i notevoli racconti fortemente ispirati che le avevano valso il prestigioso Rea Award for the Short Story alla carriera nel 1997.

 

Ma torniamo a questo piccolo grande gioiello, Il figlio: Vivian è nata in una famiglia benestante, donna affascinante che attrae non poche ammirazioni. Contro il volere dei genitori sposa  Paul, fratello dell’amante del padre, il giovane aspirante attore, la lascerà poco dopo e con un figlio neonato.

 

Sentiva che si stava servendo come zavorra, come ormeggio, e che, senza di lui, se lui non fosse esistito, avrebbe finito per andare là fuori è immergersi nella mare del cambiamento.”

 

Da qui una lunga escalation di relazioni, uomini che entreranno e usciranno dalla sua vita, un unico punto fermo: David, suo figlio, e alle spalle Pearl Harbour e la Seconda Guerra Mondiale.

 

La delusione, il mondo che le crolla addosso, da qui l’ostentazione di  voler a tutti i costi rappresentare il suo status di donna dall’apparenza forte e velata di cinismo. Si alterneranno diversi lavori da cantante in un night club a commessa in una boutique.

 

Fino a una transizione di sentimenti che confondono la realtà, tra possesso e liberazione, un amore inquinato tra lei e il giovane figlio.

 

L’essenza della scrittura della Berriault sta proprio nel saper scavare la natura intima umana, con le sue fragilità, ritratti rappresentativi di anime inquiete, spesso sull’orlo del precipizio.

 

Sogni che si infrangono, vite che si spezzano e che si ricompongono, la grande capacità narrativa della Berriault ci trascina nella  fragile e scomposta realtà dei suoi protagonisti.

Il figlio è una meravigliosa opera letteraria!

Gina Berriault (1926-1999) è autrice di quattro romanzi, di molti celebri racconti e di altrettante sceneggiature. Con Mattioli 1885 ha pubblicato Piaceri privati, 2018 è Donne nei letti, 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

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