Il sentiero delle babbucce gialle di Kader ABDOLAH – Iperborea –

Il sentiero delle babbucce gialle di Kader ABDOLAH

Iperborea, 2020

Traduzione di Elisabetta Svaluto Moreolo

Recensione a cura di LV

Perché “Il sentiero delle babbucce gialle”?

“…Era un venerdì pomeriggio di sole quando mio padre portò a casa la sua sposa. La ragazza indossava un paio di splendide babbucce gialle che attirarono l’attenzione di tutti. Camminava così bene e spedita con quelle scarpe che nessuno si accorse che era zoppa…”

Una citazione che da sola potrebbe bastare a spiegare il titolo del libro e le babbucce saranno, anche se non con particolare importanza, il leit motiv ricorrente nel testo mentre riveste molta più importanza mettere a confronto le due letterature, orientale e occidentale, olandese e iraniana, che Kader con la sua opera avvicina nonostante possano sembrare così distanti.


Il sentiero delle babbucce gialle” edito, come tutti i suoi libri, da Iperborea e tradotto da Elisabetta Svaluto Moreolo, è un altro importante tassello che l’autore aggiunge alla storia dell’Iran vista attraverso la sua esperienza di profugo rifugiato in Olanda.

Il libro si colloca nello stesso filone de “La casa della moschea” e “Il re”, altre sue opere fondamentali per capire la storia dell’Islam e dell’Iran in particolare. Al contrario di libri come “Scrittura cuneiforme” e “Un pappagallo volò sull’Ijssel” che sono più incentrati sulla storia della sua famiglia il primo e sulla condizione dei rifugiati il secondo.
Il libro è dedicato al poeta Said Sultapur, giustiziato dopo la Rivoluzione, e alla sua vita è ispirato il ruolo del protagonista Sultan Faharangi che nel romanzo è un regista di grande successo.

Anche Faharangi, come lo scrittore, e di cui è stato anche compagno di lotta, vive in Olanda da esule e all’amico affida i suoi quaderni di appunti per metterli in ordine e trarne fuori un libro. Ovviamente lo scrittore accetta e nel contempo presta all’amico regista un classico della letteratura olandese, il “Max Havelaar”, che soprattutto all’inizio ha molte attinenze con la storia di Faharangi.

Inizia così questa favola moderna e contemporanea, che già nel prologo viene introdotta da un brano del “Verbo degli uccelli” che è una importante fiaba mistica del medioevo dello scrittore iraniano Farid al-Din ‘Attar Nishapuri, dove attraverso il confronto tra scrittura cinematografica e letteraria, con una leggera propensione per la seconda, lo scrittore ripercorrerà, attraverso i cinque libri che compongono il testo, la vita di Faharangi partendo dalla sua adolescenza, passando dall’Iran americanizzato dei Pahlavi, dalla Rivoluzione musulmana khomeinista, fino ad arrivare ai giorni della fuga e dell’emigraziione e alla vita da rifugiato in Olanda.

Una toccante e a tratti emozionante testimonianza di quegli eventi che hanno segnato in modo indelebile la storia dell’Iran e la vita dei milioni di rifugiati iraniani.
La voce narrante è quella dello stesso Sultan e Kader in apertura del libro ci dà le indicazioni per come si può leggere l’intero racconto:

Ogni episodio di questo libro può essere letto secondo la legge della letteratura. Perché Sultan, il narratore di questa storia, ha seguito le orme di Sherazade, la narratrice delle Mille e una notte…”

Un libro veramente notevole quello che ci consegna, Kader Abdolah, che oltre all’arte in generale, e a quella cinematografica in particolare, omaggia con citazioni colte parte della letteratura olandese e persiana. Molto importante da questo punto di vista il brano che l’autore, sempre attraverso la voce di Sultan, dedica a quel capolavoro della letteratura persiana che è “La civetta cieca” di Sadeq Hedayat, che negli anni influenzerà tutta la letteratura iraniana moderna”.

Intrecciando storia vera con l’invenzione letteraria e con una scrittura ancora una volta semplice, chiara e scorrevole, come d’altronde è la trama, Kader ci consegna una storia avvincente e al tempo stesso appassionante.

Kader Abdolah, nato in Iran nel 1954, perseguitato dal regime dello scià e poi da quello di Khomeini, rifugiato politico in Olanda dal 1988, è diventato uno dei più importanti scrittori di questo Paese, costantemente nella lista dei best-seller. Con Scrittura cuneiforme conquista il pubblico internazionale. La casa della moschea, votato dai lettori olandesi come la seconda migliore opera mai scritta nella loro lingua, è Premio Grinzane Cavour 2009. Tutti suoi romanzi sono pubblicati in Italia da Iperborea.

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