Quel poco che basta di Samuela Pierucci – Intrecci edizioni

Titolo: Quel poche che basta 

Autrice: Samuela Pierucci

Editore: Intrecci, 2020

Pagg: 96

ISBN: 9788899550936

Recensione di Loredana Cilento

L’inenarrabile può avere varie forme, mutare aspetto e passare dal delittuoso dei bassifondi al rispettabile dell’alta borghesia grossetana: più che altro dipende dall’orecchio che lo deve sentire.

Due esistenze che si intrecciano loro malgrado con gli eventi che hanno segnato la storia, Sebastiano e Nada si approcciano alla vita, all’amore e al voler cercare se stessi nel mondo.

Quel poco che basta di Samuela Pierucci, Intrecci edizioni 2020, è una tragicomica rappresentazione in stile teatrale, in un atto unico, un’opera breve, ma capace di stillare profonde emozioni.

L’amore unisce all’improvviso i due protagonisti, Sebastiano laureando in economia ed erede di una facoltosa famiglia non troppo esposta alla mondanità ma con solo due scopi contare gli utili e pagare gli operai: Nada invece ha origini semplici, quasi umili, insomma due vite distinte uno status sociale decisamente agli antipodi.

Nonostante ciò, Sebastiano vuole qualcosa di diverso, cerca quel calore, quella umanità che spesso si perde, annebbiata dagli interessi. Una storia quella dei due ragazzi che si intreccia, come dicevo, con l’11 settembre, quell’indimenticabile tragico giorno del 2001.

Era una sciocchezza, il mio argomento della tesi, così come la necessità di concludere un percorso di studi con una dissertazione improvvisata e inutile. Ma andava fatta, e io ero sempre stato molto diligente e concreto.

Nada per Sebastiano rappresenta una ventata di freschezza, un tempesta nella quieta del giovane rampollo, dove si fa strada finalmente l’idea, la volontà del libero arbitrio, decide il suo futuro che non necessariamente collima con quello sperato dagli altri.

Ma non solo, si narra degli eventi sopracitati; c’è la volontà di fare qualcosa di più per chi non ha nulla, c’è il pensiero e la necessità di aprire gli occhi sul mondo.

Lei si era convinta di aver visto l’insoddisfazione dentro di me, questo era il punto. Ne era certa, mi aveva capito più di chiunque altro, diceva. E io le credevo, perché in questo aveva ragione. Mi voleva guarire.

La peculiarità del breve romanzo è sicuramente data dalla struttura narrativa: l’io narrante infatti, focalizza  in prima persone Sebastiano,  ma non solo, come uno specchio in cui si riflettono Sebastiano e Nada, l’uno difronte l’altro, il tutto scritto in forma diaristisca potenziando il sentimento introspettivo dei due protagonisti.

Un bel libro da leggere!

Ho scritto Quel poco che basta – dichiara l’autrice Samuela Pierucci – in un momento non facile della mia vita. Presa da mille impegni, piena di dubbi su alcune scelte fatte, stanca. Ho scritto di getto, è stato terapeutico e liberatorio.

Ho riflettuto su un periodo passato, sui miei 23 anni, in cui tutto sembrava possibile benché talora doloroso e difficile da realizzare. Nel mese di Settembre del 2001 ero stata in Brasile per un mese di esperienza di volontariato: mi si era spalancato davanti un orizzonte nuovo, un ventaglio di possibilità. Volevo parlare di quel tumulto di emozioni e pensieri provato nei giorni in cui un altro tumulto scuoteva il mondo con il crollo delle Torri Gemelle, attacco all’ Occidente con le sue paure globali. Volevo intrecciare esperienze vissute e immaginate, amore e morte, unione della storia raccontata sui libri e della storia che si vive ogni giorno.

Samuela Pierucci, originaria di un piccolo paese toscano, vive oggi a Sesto Fiorentino, e lavora come anestesista all’ospedale Careggi. “Tutto è collegato” – dalle microstorie alla macrostoria – è il credo all’origine di Quel poco che basta, il suo secondo romanzo. Con Intrecci ha già pubblicato Vuoto fino all’orlo.

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