Sciabole e Utopie di Mario Vargas Llosa – Liberilibri Edizioni

Titolo: Sciabole e Utopie

Autore: Mario Vargas Llosa

Editore: Liberilibri, 2020

Traduzione di  Conzuelo Fogante e Alessandra Battistelli

Introduzione di Alberto Mingardi

Recensione di Loredana Cilento

“Ho imparato a leggere a cinque anni, nella classe di frate Justiniano, nel Collegio de la Salia, a Cochabamba, in Bolivia. È stata la cosa più importante che mi sia successa nella vita.”

Sciabole e Utopie è una raccolta di saggi, finora inedita in Italia e tradotta per Liberilibri da Alberto Mingardi, dopo la pubblicazione della stessa casa editrice del pamphlet Sogno e realtà in America Latina.

Un’opera monumentale che arricchisce la nostra conoscenza sugli eventi che hanno caratterizzato nella seconda metà del ‘900, l’America latina l’assetto politico e culturale e che ne hanno determinato il futuro.

Varga Llosa ha dato voce alle ingiustizie del totalitarismo persuadendo con veemenza sulla necessità della conoscenza, in un mondo che imbavagliava qualsiasi forma di cultura.

E per quanto riguarda la libertà di creazione? Cuba non riconosceva a uno scrittore il diritto di scrivere un romanzo che contestasse il socialismo, a un poeta di pubblicare una poesia controrivoluzionaria? «In questo momento abbiamo una scarsità enorme di carta – disse Fidel – e non sarebbe giusto che questa carta che ci manca così tanto per stampare i testi scolastici o universitari o testi tecnici, indispensabili per noi venisse usata per pubblicare romanzi o poesie dei nemici della Rivoluzione cubana. Tuttavia penso che il socialismo non deve temere la libertà di creazione e di espressione; noi, per lo meno, quando avremo superato il problema della scarsità di carta, non esiteremo a pubblicare romanzi, persino quelli controrivoluzionari.»

Nel saggio sono riportate anche numerose lettere scritte dallo stesso Llosa, una in particolare per contestare la chiusura e la deportazione del direttore della rivista Caretas, Enrique Zilere, al Presidente del Perù, Alvarado.

Llosa rompe definitivamente con il socialismo per abbracciare e ancorarsi a una ideologia liberale: il caso Padilla porta alla firma celebri personaggi a noi conosciuti come Calvino, Giulio Einaudi Sartre, Susan Sontag, solo per citarne alcuni.

“…voglio manifestare il mio disaccordo su questa politica autoritaria, che si è andata aggravando in maniera sistematica negli ultimi mesi, da quando, con il motivo della sua applicazione ai “settori nazionali” (che non esistono e che, come lei sa bene, tarderanno ancora molti anni prima di organizzarsi in federazioni e in sindacati genuinamente rappresentativi), i giornali sono stati espropriati, consegnati a comitati di fanatici e convertiti in meri ventriloqui del potere.

Oltre al suo pensiero liberale, in queste pagine, Llosa fa emergere il suo amore per la letteratura, soprattutto sulla necessità della divulgazione sotto ogni forma. Politica e cultura, per il Premio Nobel, sono inseparabili, nei suoi numerosi romanzi emerge inequivocabilmente la sua ideologia polical – culturale, come La guerra alla fine del mondo.

Leggere Vargas Llosa a mio avviso è imprescindibile

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