Un gioco da ragazzi, dal ’68 agli anni di piombo nel nuovo libro di Enrico Ruggeri

Un gioco da ragazzi di Enrico Ruggeri

Editore La Nave di Teseo, 2020

Recensione di Loredana Cilento

Due fratelli in cerca di un ideale, di qualcosa per cui valesse la pena vivere. Mario aveva già trovato il suo ruolo, o così gli pareva. Vincenzo stava cercando qualcosa che ancora non aveva messo a fuoco.

Sinossi

I fratelli Scarrone, Mario, Vincenzo e Aurora, crescono nel dopoguerra figli di un’educazione borghese, fiduciosi in un avvenire scandito dai sogni dorati del boom economico: l’automobile per andare in vacanza, il televisore, il giradischi. Ma il vento tumultuoso del 1968 arriva a scompaginare le loro vite. Il padre Carlo, professore universitario, subisce la contestazione dei suoi studenti come un affronto da cui non sa riprendersi. Mario legge molto, frequenta il movimento, vive la sua formazione come una lotta per ideali che in famiglia non aveva conosciuto. Così il solco col fratello minore Vincenzo, che preferisce il calcio e gli amici alla politica, si fa sempre più grande. La giovane Aurora cerca di tenere unita la famiglia mentre si avvicina al mondo della musica, e tra concerti e piccole tournée dopo il diploma entra in una casa discografica.
Quando il boom economico lascia il posto al suono sordo dei proiettili e delle bombe che scuotono gli anni di piombo, Mario e Vincenzo si ritroveranno su fronti opposti, costretti a fuggire dalle loro vite troppo in bilico. Lontani, ripartiranno dal fondo per riscoprire solo molti anni dopo, nel modo più estremo e inaspettato, quanto era forte il legame che li univa.
In una grande, intensa, storia di famiglia, Enrico Ruggeri racconta la nostra meglio gioventù che scopre i suoi lati più oscuri, tra politica, musica, amori furiosi e una passione che non si spegne fino all’ultima pagina.

I tre figli di Carlo Scarrone e Anna Rustici, Mario Vincenzo e Aurore, tre ragazzi cresciuti con la stessa educazione, una famiglia borghese nel boom economico, che si affaccia alla modernità e ai cambiamenti sociali e culturali, in piena rivoluzione politica: sono gli anni in cui le prime manifestazioni rivoltose si svolgono all’interno delle scuole superiori. A Milano si formano nei licei i primi movimenti di lotta, Vincenzo e Mario pur frequentando lo stesso liceo e con un solo anno di differenza, si schierano contro: destra e sinistra, che necessariamente coinvolgeranno la famiglia, Aurora è l’unica che cerca di mitigare gli animi per evitare una rottura tra i fratelli.

Ruggeri si riconferma un grande narratore, estremamente empatico nella descrizione dei suoi personaggi ci coinvolge con una prosa lineare ma soprattutto affabulatrice, il ritmo è musicale, come i grandi pezzi che si ascoltavano nei tumultuosi anni protagonisti del suo romanzo.

La musica rimaneva l’unico punto d’ incontro tra i due ragazzi

Una storia famigliare dove si intrecciano gli eventi che hanno segnato l’Italia di quegli anni, in cui tra silenzio e sospensione c’è il riverbero delle pallottole che esplodevano dai facinorosi e dai gruppi armati, sono gli anni di piombo, sono gli anni degli attentati, delle esplosioni, e la famiglia Scarrone si muove su un palcoscenico di terrore, ma anche di ricordi, di intimità familiare, di scontri e di incontri.

Un gioco da ragazzi è un romanzo corposo, denso che si legge in un respiro, che sa di storia e di emozioni, che sa coinvolgere a tal punto da seguire con estrema attenzione il crescendo della militanza dei due ragazzi, il loro impegno nella difesa dei propri ideali fino a scontrarsi, sullo sfondo di una Milano profondamente afflitta e lacerata, divisa dalle opposizioni di lotta, tra eversione e terrorismo e non da meno dallo stragismo di Stato.

Enrico Ruggeri (Milano, 1957) è un cantautore, scrittore, conduttore televisivo e conduttore radiofonico, vincitore di due edizioni del Festival di Sanremo. Tra i suoi romanzi ricordiamo: Non si può morire la notte di Natale (2012, nuova edizione 2019), La brutta estate (2014), Un prezzo da pagare (2016), Il professore nano (2020).

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