Musa e getta – Un’antologia tutta al femminile – Ponte alle Grazie edizioni –

Musa e Getta

a cura di Arianna Ninchi e Silvia Siravo

Ponte alle Grazie edizioni

pagg: 382

Recensione di Loredana Cilento

Musa e getta, un grande progetto tutto al femminile per riscattare le sedici donne protagoniste dell’opera, offuscate dalla presenza ingombrante di altrettanti sedici grandi uomini; artisti, filosofi, scrittori e politici: sedici donne raccontate da sedici penne tutte al femminile.

Ritanna Armeni, Angela Bubba, Maria Grazia Calandrone, Elisa Casseri, Claudia Durastanti, Ilaria Gaspari, Lisa Ginzburg, Chiara Lalli, Cristina Marconi, Lorenza Pieri, Laura Pugno, Veronica Raimo, Tea Ranno, Igiaba Scego, Anna Siccardi, Chiara Tagliaferri.

Musa e getta è una raccolta che illumina i volti e le storie di sedici donne vissute, spesso, all‘ombra di grandi uomini, che, per sacrificio, per amore, per dedizione, hanno riempito quei vuoti esistenziali e creativi di personaggi celebri, talvolta controversi, rendendoli eterni nella Storia.

Nadia Krupskaja ci guida attraverso la voce di Ritanna Armeni nelle fredde stanza del Cremlino al cospetto di Stalin, per far valere le ultime parole del suo amato Lenin, ma era realmente l’unica donna del capo della rivoluzione?

Angela Budda con L’anello magico narra della bellissima amicizia tra María Callas e Pier Paolo Pasolini uniti da una magia, un amore speciale.

Su un immaginario palcoscenico ha inizio una storia d’amore con una cazzata detta da un genio e una ragazzina tutta ossa che raccoglie la sfida; lei è l’iconica Amanda Lear, lui è il visionario Salvador Dalí, a narrare questo simpatico siparietto è Maria Grazia Calandrone.

Un tour musicale tra gli anni settanta e ottanta per conoscere il mondo delle Groupie e l’estroversa Pamela Des Barres illuminata dalla narrazione evocativa di Elisa Casseri.

Durante la guerra guardavo le femmine attorno a me, mi piacevano le operaie, le modelle e le puttane. L’incipit è di Claudia Durastanti che introduce la Beat Generation di Alene Lee legata a Jack Kerouac.

Ilaria Graspari omaggia la breve vita dell’ultimo amore di Modigliani, Jeanne Hébuterne, timida, malinconica, il suo talento offuscato dalla grandezza del pittore e dalla sua disperata dipendenza.

Neppure il suo epitaffio le ha reso  unicità.

Lisa Ginzburg, con la sua grazia ed eleganza ci accompagna nella vita di Lou von Salomé …Ero apprensiva e e fervida, vicino a te e però esterna a quel che unisce l’uomo e la donna. E da allora è stato sempre così per me.

Rosalind Franklin e quel segreto nella foto 51, il suo Nobel rubato, per la scoperta della struttura del DNA, nel racconto di Chiara Lalli.

E ancora Zelda Fitzgerald, e l’eccitante vita con Francis Scott, musa de Il Grande Gatsby, la vita sfavillante delle flapper in un turbinio di feste ed eventi, divenuti miti di un’epoca tra genio e sregolatezza.

“Nel passaggio dal mondo piccolo del giardino a quello enorme della metropoli d’argento si trova a prendere l’unica decisione che Zelda Sayre, reginetta spensierata, abbia preso nella sua vita: sposarsi con un artista, biondo e elegante” Cristina Marconi.

E ancora Lorenza Pieri e la sua musa gettata Kiki de Montparnasse, Laura Pugno nell’affascinante mondo della psicoanalisi tra Sabine Spielrein e Jung; Veronica Raimo narra di Regine Olsen, nota per essere stata la fidanzata di Søren Kierkegaard. Igiada Scego e la musa di Manet, semplicemente Laure, fino ad arrivare alla trasgressiva Kate Moss, i suoi amori turbolenti, con la particolare narrazione di Chiara Tagliaferri, vite parallele che ripercorrono sogni, desideri, amori, gioie e dolori.

Una raccolta davvero straordinaria dove stili e personalizzazioni, si incontrano in un’antologia unica, una dopo l’altra, come in una staffetta letteraria, le sedici scrittrici evocano le proprie muse.

Vi lascio con un passo tratto dalla prefazione delle due curatrici Arianna Ninchi e Silvia Siravo, davvero molto intenso, e vi auguro una buona lettura, perché quest’opera è da leggere!

“Non abbiamo rivendicazioni da fare, se non la volontà di far conoscere un’altra versione della Storia, delle storie. Ma per un momento delle nostre vite il teatro e l’editoria sono stati insieme e in diversa misura, le nostre case allora abbiamo, si, delle intenzioni: fare da ponte (#parolabellissima) per far vibrare la «versione di lei» dalle tavole dei palcoscenici, appena si potrà, domani.”

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